sabato, 10 maggio 2008

Oggi Tommaso mi ha fatto vedere "Million dollar baby", film di e con Clint Easwood (come penso sia noto a tutti), di cui scriverò ora qualche riga.
Il mio giudizio è assolutamente positivo, è un film molto toccante che affronta mirabilmente una questione molto delicata come l'eutanasia. Ottima interpretazione di Hilary Swank e altrettanto ottima performance, sia da regista che da attore, di Clint. Tocco di classe di Morgan Freeman che da un tono più ironico e rifressivo alla prima parte del film (del resto lui è abituato a parti del genere), che resta comunque leggera, d'effetto e anche divertente.
A chi non l'avesse ancora visto consiglio vivamente di rimediare, nel frattempo vedrò di raccimolare i soldi necessari a comprare il dvd.
Mi rammarico solo di una cosa... peccato che non ci fose stata una cinepresa pronta a riprendere l'espressione di paura dipinta sul volto di tommaso appena finito il film. più o meno è andata così:
- iniziano i titoli di coda insieme ad alcuni interminabili attimi di suspance. Tommaso inizia a diventare di un colore bluastro, gli occhi gli iniziano ad allargarsi con al centro due piccole pupille ormai irrecettive. Ormai la paura si è impadronita del nostro eroe mentre la sua razionalità cerca di lottare per chiedremi una cosa. Una maligna scia di balbuzie inizia la domanda: "A-Allora, ti è piaciuto il film?". Attimi di follia si sono susseguiti in casa mia, dopo quella domanda...ma quando ruppi il silenzio seppi che avevo reso felice un uomo.-

Tommy, è proprio un bel film!

Luca

postato da: Mironcino2003 alle ore 19:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:opinioni, cinema
mercoledì, 07 maggio 2008
Image Hosted by ImageShack.usIl volto disidratato, gli occhi quasi bianchi e chiusi, il fisico imponente: col solo aspetto esteriore Clinton Eastwood jr. potrebbe raffigurare il sogno infranto degli U.S.A.: un gigante desideroso di successo che s'è fatto carico di molte ferite. Clint è però il lato buono dell'America: non quella arrogante della democrazia esportata e rincretinita dalla TV, ma quella di loosers. Dopo aver interpretato l'epopea del west senza fare l'ammazza-indiani ha incarnato problemi e contraddizioni degli U.S.A. con l'ispettore Harry Callahan. Razzista, omofobo, dal grilletto facile ma malinconico, vedovo, con tendenze suicide, semi-autistico. Un uomo buono rovinato da un sistema che lo porta a uccidere fino a fargli considerare l'uccisione dei criminali il proprio scopo di vita, da cui la frase "Make my day": "da' un senso alImage Hosted by ImageShack.us torna nell'aspetto esteriore: sia poliziotto in giacca e cravatta o vagabondo sciatto o militare coperto di fango, la mia giornata", il celebre "Coraggio... fatti ammazzare". Accusato così di fascismo da buonisti che ne vedono la superficie rozza e non vogliono cercarne la disperazione celata sotto comportamenti e frasi parossistiche. Negli anni '80 è stato rivalutato grazie anche ai suoi piccoli film su personaggi sperduti nel deserto... camionisti bonari, musicisti in fin di vita, circensi imbranati, cowboys tornati dall'Inferno. Colto e umile, ricco e fiero del proprio passato da blue collar, interprete di personaggi apparentemente comuni in realtà "bigger than life". La versatilità di Clint si riflette anche nell'aspetto: sia poliziotto in giacca e cravatta o vagabondo sciatto o militare infangato, ciò che attira l'attenzione è il suo leggendario sguardo ghiacciato, i suoi tratti rocciosi narrano storie di lotta, disperazione, ricerca di un posto nel mondo. Ma Clint non testimonia solo così: da attore usa il suo corpo-totem-geroglifico e da regista narra con delicatezza drammi, fughe, STORIE. Senza urlare né inveire (e ce ne sarebbe). Accettando i propri mali, che danno forza, esperienza, stimoli. Continuando a correre, a cercare il proprio premio e se non c'è un premio fa niente, si può dire d'essersi impegnati. Con la consolazione d'un blues ascoltato in una taverna tra i boschi della California, prima di rimettersi in viaggio, col sole negli occhi e il vento che sferza il volto o fradicio di pioggia, il deserto davanti, nelle orecchie pochi tocchi di chitarra e qualche nota d'armonica a bocca, in testa tanti ricordi.

Non credo nel pessimismo. Se qualcosa non va come vuoi, insisti. Se pensi che pioverà, pioverà.
(Clint Eastwood)

Tommaso

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categoria:musica, cultura, opinioni, cinema, sogni, arte, attori, violenza, clint eastwood
martedì, 06 maggio 2008
Ieri è stato annunciato il programma della Milanesiana di quest'anno, IX° edizione!
Grazie a Elisabetta Sgarbi (cui DEVO far alcune richieste per l'anno prossimo: John Boorman, TILDA e Clint... Chrissie Hynde?) che ha ideato questa splendida manifestazione che lo scorso anno m'ha fatto raccogliere gli autografi di William Friedkin, Werner Herzog ed Enrico Ghezzi.
Ci sarà Bela Tarr a presentare L'uomo di Londra, il suo film dell'anno scorso con Tilda Swinton... che non ci sarà. Tanto non potevo andarci - male, il libro di Simenon è così bello ed era l'unica occasione per vedere il film, come lo scorso anno The Bug di "Hurricane Billy"...
...che ci sarà ancora. Quest'anno vado da lui e John Milius, chi voglia aggregarsi è benvenuto.

Tommaso
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categoria:cinema, milano, sogni, arte, ringraziamenti, gioia
domenica, 04 maggio 2008
Ieri gita in bici su Naviglio Grande e Ticino con mio zio. Ogni domenica corse tra le foreste bergamasche o brianzole (con riscaldamento martedì sera). In Austria mi parve d'essere in un romanzo di Herman Hesse, tra tutti quegli alberi...

L'importante è non fermarsi. Camminare (qualche volta correre e pedalare), on every street.

Tommaso
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categoria:libri, gioia, podismo
venerdì, 02 maggio 2008
Image Hosted by ImageShack.usPersepolis è un ottimo film e infatti è stato poco visto, nonostante il clamore della critica. E' troppo distante dalla pornografia del dolore imperante. Il (breve) rapporto tra Marjane e l'eroico zio è troppo sinceramente poetico, il loro strazio troppo sublime per esser gradito dal vasto pubblico, abituato a servizi televisivi con obiettivo la lacrima.
Cresciuta da persone intelligentissime, Marjane Satrapi è sconvolta dall'incontro con lo zio, oppositore dello scià uscito di prigione al rovesciamento di regime nel 1979; con la nonna sarà la figura di riferimento della sua vita, lo stimolo a esser sempre corretta, "integra" come ripete la nonna. In una società che obbliga a omologazione e dilazione dei lumi, delle speranze.

Tommaso
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categoria:cinema, sogni, arte
giovedì, 01 maggio 2008


Industrial Disease
(dIRE sTRAITS, Love Over Gold, 1982 - testo e musica di Mark Knopfler)

Warning lights are flashing down at Quality Control
Somebody threw a spanner and they threw him in the hole
There're rumorus in the loading bay and anger in the town
Somebody blew the whistle and the walls came down
There's a meeting in the boardroom they're trying to trace the smell
There's leaking in the washroom there's a sneak in personnel
Somewhere in the corridors someone was heard to sneeze
Goodness me could this be Industrial Disease?

The caretaker was crucified for sleeping at his post
They're refusing to be pacified it's him they blame the most
The watchdog's got rabies the foreman's got fleas
And everyone's concerned about Industrial Disease
There's panic on the switchboard tongues are ties in knots
Some come out in sympathy some come out in spots
Some blame the management some the employees
And everybody knows it's the Industrial Disease

The work force is disgusted downs tools and walks
Innocence is injured experience just talks
Everyone seeks damages and everyone agrees
That these are 'classic symptoms of a monetary squeeze'
On ITV and BBC they talk about the curse
Philosophy is useless theology is worse
History boils over there's an economics freeze
Sociologists invent words that mean 'Industrial Disease'

Doctor Parkinson declared 'I'm not surprised to see you here
You've got smokers cough from smoking, brewer's droop from drinking beer
I don't know how you came to get the Betty Davis knees
But worst of all young man you've got Industrial Disease'
He wrote me a prescription he said 'you are depressed
But I'm glad you came to see me to get this off your chest
Come back and see me later - next patient please
Send in another victim of Industrial Disease'

I go down to Speaker's Corner I'm thunderstruck
They got free speech, tourists, police in trucks
Two men say they're Jesus one of them must be wrong
There's a protest singer singing a protest song - he says
'They wanna have a war to keep us on our knees
They wanna have a war to keep their factories
They wanna have a war to stop us buying Japanese
They wanna have a war to stop Industrial Disease
They're pointing out the enemy to keep you deaf and blind
They wanna sap your energy incarcerate your mind
They give you "Rule Brittania", gassy beer, page three
Two weeks in Espana and Sunday striptease'
Meanwhile the first Jesus says 'I'd cure it soon
Abolish monday mornings and friday afternoons'
The other one's on a hunger strike he's dying by degrees
How come Jesus gets Industrial Disease

Le luci d'allarme son accese giù al Controllo Qualità
Qualcuno lanciò una chiave inglese ed fu lanciato nel buco
Ci son voci nella sala carico e rabbia in città
Qualcuno soffiò nel fischietto e i muri caddero
C'è una riunione nella sala dei bottoni seguono l'odore
Ci sono una falla nella sala lavaggio e carenza di personale
Da qualche parte nei corridoi s'è sentito qualcuno starnutire
'Bontà mia, che sia Malattia Industriale?'

Il custode fu crocifisso per essersi addormentato nella guardina
Rifiutano di trattare è lui di cui si vergognano di più
I cani da guardia hanno la rabbia il capo-officina i pidocchi
E tutti son coinvolti nella Malattia Industriale
C'è panico al centralino le lingua sono annodate
Qualcuno emerge in compassione, qualcuno ha delle macchie
Qualcuno rimprovera i quadri qualcuno gli impiegati
E tutti sanno ch'è Malattia Industriale

La forza-lavoro è disgustata, scioperi attrezzi e marce
L'innocenza è ferita, l'esperienza parla e basta
Tutti cercano danni, tutti concordano
Che questi siano 'tipici sintomi di mancanza di soldi'
Su ITV e BBC si parla della maledizione
La filosofia non serve, la teologia peggio
La storia bolle dove c'è gelo economico
Sociologi coniano parole che significano 'Malattia Industriale'

Dr. Parkinson dichiarò 'Non mi sorprende vederti qui
Tossisci da fumatore a causa del fumo, barcolli da ubriaco per la birra
Non so come ti siano venute le ginocchia alla Betty Davis
Ma peggio di tutto giovanotto hai la Malattia Industriale'
Mi scrisse una prescrizione disse 'Sei depresso
Ma son lieto che tu sia venuto da me per sputare il rospo
Torna più tardi - avanti il prossimo
Portatemi un'altra vittima della Malattia Industriale'

Vado all'Angolo degli Oratori sono abbattuto
Hanno discorsi liberi, turisti, furgoni della polizia
Due uomini dicono d'essere Gesù uno deve sbagliarsi
C'è un cantante che protesta, canta una canzone di protesta - dice
'Vogliono una guerra per metterci in ginocchio
Vogliono una guerra per tenersi le loro fabbriche
Vogliono una guerra per farci smettere di comprare prodotti giapponesi
Vogliono una guerra per fermare la Malattia Industriale
Indicano il nemico per tenervi stolti e ciechi
Vogliono sopire la vostra energia e incarcerare le vostre menti
Vi danno "Rule Britannia", birra gassata, la pagina della cultura
Due settimane in Spagna e lo spogliarello della domenica'
Nel frattempo il primo Gesù dice 'Lo risolverò in poco
Abolendo i lunedì mattina e i venerdì pomeriggio'
L'altro sta facendo lo sciopero della fame muore poco a poco
Così Gesù si prende la Malattia Industriale

Un delirio molto realistico.

Tommaso
(e Mark Knopfler)
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categoria:musica, cultura, arte, dire straits
domenica, 27 aprile 2008
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Image Hosted by ImageShack.us Con qualche tocco di chitarra Ry Cooder c'introduce nella Monument Valley in cui vaga un uomo dal volto scavato e confuso. E' l'inizio di Paris, Texas, film per antonomasia sugli urban cowboys... un film alla dIRE sTRAITS, alla Bruce Springsteen. E' troppo dolce, a volte spento, ma raffigura tutto un universo. Lunghe, calde strade, squallidi motels, tavole calde orrende, luci al neon. Per me un sogno. Se le auto non inquinassero (ma sembra si diffondano quelle elettriche), attraverserei volentieri queste squallide, libere lande. Sulla Route 66 o nelle Badlands. A volte sogno di farci il padroncino; in maglietta bianca e jeans rigidi mi sposto su un furgone di stazione di servizio in tavola calda, incantato da cowgirls dall'aspetto grazioso ma dai modi rudi, il cappello a larga tesa calato sul volto da cui s'intravede un sorriso sicuro di sè (alla Chrissie Hynde!). Un mondo di disperati, perdenti, ma romantici. Pur non essendo stato negli U.S.A. ho vissuto in un mondo simile, tra fabbriche, officine, rimesse e posso dire che è un bel mondo. Il mio mondo.
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Tommaso
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categoria:cinema, sogni
sabato, 26 aprile 2008
Tra ingaggio (gratis) per un film, soldi, bel libro e camicia grigio-bianca (grazie Luca) è stato un compleanno generoso. Coincidenza: il 24 (giorno dopo il mio compleanno) è uscito il film 21... come i miei anni.

E già che giovedì ero a Bergamo per contrattare il mio cachet, son passato da Scurati nella sua ora di ricevimento per salutarlo (c'incontrammo lo scorso anno alla conferenza di Friedkin) e farmi autografare Una storia romantica, ricevuto il giorno prima. Dopo qualche minuto di simpaticissima conversazione sono "arrivato al dunque" e lui ha apposto la seguente dedica:

Bergamo 24/04/2008

A Tommaso

Che magari un giorno ne trarrà un film

Auguri

A. S.

(in ospedale la sera un disastro ma vabbè)

Grazie anche ai blogger che m'hanno fatto gli auguri!

Tommaso
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categoria:cultura, libri, sogni, arte, gioia, bergamo
venerdì, 25 aprile 2008
... o: una lezione che non è stata imparata.

O non si spiegherebbe il voler continuamente sottoporsi a dittatura. Morbida, incruenta (forse), ma dittatura. In cui un sicario mafiosio è definiti eroe per non aver testimoniato contro i reati dei propri nuovi datori di lavoro, giornalisti sono epurati per le loro opinioni politiche, si dà retta a un ex presidente del consiglio che nel '77 cercò invano di trasformare l'Italia nel Cile e consiglia a quello attuale di farlo ora, ché i comunisti non sono in parlamento e potrebbero voler sfogarsi altrove. La paura dei comunisti fomentata da chi s'allea con fascisti e nazisti (perché L.N. = Lega Nazista).

Non credo nelle ricorrenze, ma questa dovrebbe essere utile.

Invece siamo alle prese con la solita italietta che vota chi promette di più ma si fa tentare dagli aberranti V-Day che dicono di non fidarsi di chi promette, un paese di ignoranti che odia chi sa davvero qualcosa ma dà retta a maestrini che non sono mai usciti dal proprio studio e insegnano com'è il mondo, un paese attaccato alla TV - e non alla poca di qualità - e al calcio, idolatrando atleti che se ne fregano dell'inciviltà del governo cinese e vogliono gareggiare, andando al cinema a vedere attorucoli che si compiacciono degli incassi scarsi dei film di qualità ma tristi, dando ai ragazzi delle superiori il diritto d'esser promossi in cambio di nulla. Life is now.

Tommaso
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categoria:politica, opinioni
mercoledì, 23 aprile 2008
Gente impegnata 1 - Le vere vittime
"Queste Olimpiadi vanno fatte, non possiamo andarci di mezzo noi atleti"
(Federica Pellegrini, TG3 22/04/2008)

Gente impegnata 2 - La vera Hollywood
"Sono il protagonista di commedie popolari, non elitarie e nemico dei film violenti. Non ne interpreterò mai. Il pubblico d'altra parte non li apprezza... i film dell'Oscar al sangue non si sono visti"
(Patrick Dempsey, Corriere della Sera 22/04/2008)

Il forse futuro Ministro degli Interni
"Noi leghisti siamo armati... [gesto dell'ombrello] nel manico!"
(Umberto Bossi, ogni tanto a Blob)

Diritti
"Duemila studenti delle superiori tedesche di Bolzano sono scesi in piazza per chiedere 'il 4 politico', perché i 2 e i 3 'sono troppo difficili da recuperare'. I ragazzi hanno incassato l'appoggio di Luis Durnwaler, il presidente della Provincia autonoma [...]"
(da articolo di Gabriella Jacomella, Corriere della Sera 23/04/2008)

Mio padre prese un lacrimogeno in pieno tronco manifestando contro la guerra in Vietnam. Oggi tutto è gratis (life is now!), basta alzare la voce e per esser promosso a scuola non devi manco studiare.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:35 | Permalink | commenti (7)
categoria:opinioni
lunedì, 21 aprile 2008
Ieri a Osnago Onora il padre e la madre. Bello il montaggio tra le varie fasi. Grande Seymour Hoffman e sconvolgente Finney, l'allegro Tom Jones e flaccido marito nell'orrido Due per la strada qui ora furente ora algido.

(grazie a JIMMY5P da YouTube)


Tommaso
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categoria:cinema, concerti, mark knopfler
sabato, 19 aprile 2008
Martedì l'attesa di 7 mesi è stata premiata con la 1° tappa italiana del Kil To Get Crimson tour di Mark Knopfler al DatchForum in Assago (MI).

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Grazie a Laura, Luca e Marco per aver accettato la mia guida in tale avventura.
Ai Knopfleriani presenti per il raduno pre-concerto.
A (dal forum) bikeboy per le foto mia, di Mark Knopfler e della scenografia e a Precious83 per quella di gruppo.
A Mark Knopfler (ex dIRE sTRAITS - voce e chitarra solista), Guy Fletcher (ex dIRE sTRAITS - tastiera, chitarra acustica, backing vocals), Danny Cummings (ex dIRE sTRAITS - batteria), Glenn Worf (basso e contrabbasso), Matt Rollins (pianoforte e fisarmonica), Richard Bennett (2° chitarra, ukulele), John McCusker (flauto, violino, banjo).

Image Hosted by ImageShack.us Io e Marco arriviamo in anticipo ad Assago: dopo interessantissima visita a centro commerciale locale ci situiamo alla rotonda dinanzi al Forum dove devo far da alfiere al raduno con patetico striscione. Arrivano alcuni di coloro i quali avevano annunciato la propria presenza, si ride e si scherza, si fa la foto con striscione serio portato da bikeboy. Attendiamo Laura e Marco e dopo cena al fast-food del palazzetto entriamo.
Una luce s'accende sul palco: Bennett strimpella qualche accordo, al che viene illuminata tutta la band. E' Cannibals, canzone di per sè leggera in arrangiamento ancor più esile, ma è solo riscaldamento, Knopfler usa poco la Telecaster. Segue la più arrembante Why Aye Man, coi graffi della Les Paul, non ancora travolgente ma il pubblico è ormai catturato. Con What It Is, che accende Marco, Knopfler si produce in ottimi assoli alla mitica Stratocaster bianco-rossa. Knopfler smorza il ritmo, ma non il pubblico, con Sailing To Philadelphia. Il battimani (io schioccando le dita) dei presenti scandisce l'inizio della ballad True Love Will Never Fade; la celtica The Fish and the Bird colpisce Luca, McCusker incanta al flauto. Poi la sorpresa del tour (mai fatta prima live), HilImage Hosted by ImageShack.usl Farmer's Blues, un lamento cui segue un bell'assolo di Les Paul. Il Forum è scosso da un'ovazione quando Knopfler al dobro National inizia Romeo & Juliet: pubblico in delirio, le prime note son coperte dagli applausi. Knopfler finisce il pezzo con la Stratocaster; le luci si spengono e penso che sia per un cambio di chitarra, che non faccia... ma si riaccendono ed è ancora lì con la Stratocaster, quindi Luca e Marco mi chiedono se ora fa... quando Cummings scandisce l'inizio di Sultans Of Swing. Non importa se la voce è monocorde, se un paio di volte Mark prenda delle note troppo acute con la chitarra, se non la faccia più lunga come una volta, è sempre IL MITO, il riff ha lo stesso suono nitido, limpido, il giro finale è coinvolgente. Non è più solo un concerto, è anche una grande festa, la gioia dei fans è palpabile. Qualcuno accenna un "Alè, Oh-Oh" seguito dal resto dei presenti, Knopfler risponde con un "Ah ah ah" molto piratesco e presenta la band. Quindi la non splendida ma energica Marbletown, solo pezzo acustico. Poi il pezzo più atteso di Luca, Postcards from Paraguay, con bei duetti tra McCusker al flauto e Knopfler alla Stratocaster (volevamo rispondere al falsetto "Paraguayyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy..." con l'urlo da mandriani "Hy-Ah!" ma l'ha fatto allontanandosi dal microfono perdendo l'effetto). Concordiamo su quanto sia bella quando McCusker al violino introduce Speedway at Nazareth, il pezzo migliore della carriera solista di Knopfler, un malinconico cantato da standard country intervallato da guizzi di Les Paul cui segue un vibrante, travolgente, terrificante assolo sorretto dalla batteria in costante accelerazione. Knopfler sta facendo urlare la sua Les Paul col sostegno ritmico di Bennett, McCusker sviolina magnificamente, Cummings picchia la batteria come se la odiasse quando sul palco cala l'enorme riproduzione d'una cassa da chitarra resofonica che porta con sè una tempesta di luci. Apoteosi. Luca è entusiasta, Marco incantato quando s'ode il fischio che inizia Telegraph Road. Il pezzo migliore di tutta la carriera di Mark, con e senza dIRE sTRAITS, una delle più belle poesie mai musicate. L'arrangiamento è appiattito rispetto alla versione da studio, in cui la 1° parte è intervallata da splendidi accelerazioni chitarristiche, ma nel lungo assolo finale Mark libera la sua Pensa in tutto il suo furore. Ovazioni, la band saluta. Dopo pochi minuti tornano per la bellissima Brothers In Arms in una versione magnifica, seguita dalla coinvolgente Our Shangri-La. Salutano ancora, altra ovazione e dopo breve colloquio tornano alle postazioni. Agitando la testa, Mark inizia la bella So Far Away (col plettro) per poi finire con Going Home (tema -usato in stadi britannici- dal film Local Hero, la cui colonna sonora è più famosa del film stesso. L'esecuzione migliore, la miglior prova di chitarrismo. Dopo questo saggio di perfezione, si può davvero "andare a casa", ma è un arrivederci.

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Prima del concerto, acquisto maglia nera XXL con dietro la scritta bianca "mark knopfler" (ha la passione per le lettere minuscole) e davanti questa ftoto risalente all'On Every Street tour '92-3 (quand'avevo 5 e 6 anni):
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E' pur sempre IL MAESTRO.

(un saluto a Danny "the Phantom" Federici)

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:31 | Permalink | commenti (11)
categoria:musica, cultura, milano, sogni, arte, saluti, ringraziamenti, concerti, gioia, lutto, dire straits, mark knopfler
mercoledì, 16 aprile 2008

 -1

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(quanto sopra andava pubblicato l'altro ieri ma motivi tecnici non l'hanno permesso. Finisco il countdown per completezza, prima di scrivere del bellissimo concerto di ieri)

Tommaso

postato da: thomaspendragon alle ore 17:35 | Permalink | commenti (7)
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domenica, 13 aprile 2008
-2

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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:40 | Permalink | commenti (9)
categoria:musica, cultura, concerti, gioia, dire straits, mark knopfler
sabato, 12 aprile 2008
-3

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C'era una volta un uomo, arricchitosi riciclando in Svizzera i soldi della mafia, che decise d'impadronirsi d'un paese per non avere scocciature al suo interno. Con un suo amico mafioso fondò un partito e diede una tangente all'allora premier per poter diffondere il Messaggio a reti unificate. Candidatosi più volte, vinse spesso le elezioni portando all'Italia cose buone e giuste come la depenalizzazione del falso in bilancio, il condono dei reati fiscali, tanti criminali in Parlamento. Razzismo, l'omofobia, la volgarità in politica. Un paese ridotto a un'azienda mal gestita.
Se volete ancora che il Vostro Paese sia in mano a un faccendiere con molti reati sulla fedina penale, alleato con nazisti (i leghisti questo sono), ossessionato dal comunismo ma alleato con fascisti, che usa le sue televisioni per propagandare i comodi suoi (e tanta idiozia), che ha costruito il suo partito con la mafia, che considera i criminali di Tangentopoli vittime, che odia le istituzioni votatelo pure, ne pagherete le conseguenze ma altri con voi, quindi pensateci bene.
Ma il voto non va dato solo in funzione della negatività dell'avversario (anche se in Italia si giunge a essere NEMICI). Va dato a partiti che si occupino di cose serie. Sicurezza sul lavoro, lotta al precariato, laicità, TOLLERANZA.
Io sono un reazionario all'americana, ho tendenze destroidi ma non sono un conservatore, che significherebbe difendere lo status quo economico infischiandosene di chi è meno fortunato (il che ha portato negli anni '80 alla tragedia dei minatori britannici per far pagare meno tasse ai colletti bianchi di Londra) e soprattutto INTOLLERANZA verso chi non la pensa allo stesso modo, ma in Italia devo votare diversamente da come farei altrove. Perché non SONO di destra o di sinistra, ma VOTO chi ritengo sia meglio. Ho già detto abbastanza cretinate, 6-7 anni fa, alle superiori, quando mi ritenevo DI una certa parte.

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Perché non sono comunistofobo. Il comunismo dei gulag e della Cina è FASCISMO. Ciò che lo rende "comunismo" è il perseguire programmi economici socialisti, ma a parte ciò quello è fascismo.

Che striscia in Italia, tra giornalisti epurati dalla TV di stato, magistrati messi a tacere, l'accusa alla stampa di travisare tutto, dominio dei media.
Ci vorrebbe Zapatero.

"Alla conferenza stampa a Londra per Le Cronache di Narnia mi fu chiesto, per placare il mio entusiasmo nelle risposte, se fossi ancora iscritta al Partito Comunista. Un gentile giornalista spagnolo mi rassicurò più tardi, sotto voce e scusandosi per la sua collega (americana), che in Spagna c'è più tolleranza. Il passato è una terra straniera. Vi si agisce diversamente."
(Tilda Swinton)

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:50 | Permalink | commenti (9)
categoria:musica, politica, opinioni, concerti, dire straits, mark knopfler, apertura mentale
venerdì, 11 aprile 2008

Ringrazio Tommaso per l'opportunità! Il regolamento è ormai noto a tutti, dato che l'ultimo post pubblicato su questo blog tratta proprio di quello, quindi passo subito alla questione.

Le sei cose che in assoluto mi piace più fare sono:
    - Cantare nel mio meraviglioso CoroBach (il prossimo concerto il 22 maggio a Milano)
    - Cucinare e mangiare ogni qual si voglia leccornia
    - Studiare da ingegnere biomedico (e ne vado assolutamente orgoglioso)
    - Leggere libri ed ascoltare musica
    - Viaggiare, viaggiare, viaggiare
    - Divertirmi con gli amici

Per le nomination confermo esattamente quelle persone interpellate dal mioo fidatissimo amico Tommaso.

Prometto che il prossimo post sarà più interessant, ma ora ho una relazione di chimica sul groppone che mi assorbe il tempo solo come gli "Asciugoni Regina" sanno fare. Un'anticipazione: mente e cervello.

Luca.

 

postato da: Mironcino2003 alle ore 20:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, cultura, libri, opinioni, milano, concerti
venerdì, 11 aprile 2008
-4


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Tanto per cambiare la simpaticissima (sembra sarcastico ma non lo è) darthtess m'ha "incatenato". Stavolta si tratta di 6 cose che piace fare. Nel mio caso tratterò di 6 cose che apprezzo fare, data la mia antipatia per il verbo "piacere". Al contrario di d'Annunzio, credo che la vera esperienza stia nel dolore.
Dopo questo riuscito tentativo di rendermi antipatico se non addirittura odioso, ecco una foto in cui rispondo alla conferenza stampa in cui m'è stato chiesto di dire le 6 cose:

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ecco il regolamento:
- indicare il link di chi vi ha coinvolti (già fatto... devo aspettarmi soldi per ciò?)
- inserire il regolamento del gioco sul blog (che sto facendo?)
- citare sei cose che vi piace fare
- coinvolgere altre sei persone (animali valgono?)
- comunicare l'invito sul loro blog

l'elenco:
1- qualsiasi cosa relativa al cinema (interviste ad attrici comprese);
2- esporre il mio volto a ogni intemperia (sopra il risultato), se c'è molta luce coi miei occhiali da sole da figo;
3- svuotare negozi di CD, DVD e libri;
4 - ascoltare la voce di Chrissie Hynde e la chitarra di Mark Knopfler;
5- internettare;
6- diffondere humour britannico e guardare le facce disgustate degli interlocutori.

incateno:
Luca a.k.a. Mironcino 2003;
Elenabowie (ora assente, vedremo quando tornerà)
zia Isy
Pinkland
Latramaelordito
Simone Bocchetta

buon divertimento!

Marlowe, il poliziotto privato ("Farewell, My Lovely", U.S.A. 1975): Philip Marlowe indaga sulla scomparsa della pupa d'un rapinatore e la morte d'un faccendiere. Interpretato da Robert Mitchum: prende 4 ceffoni violentissimi da una mezzana forzuta, non fa una piega e le tira un pugno che le rompe la bocca. Uno dei duri più duri di sempre, impassibile ma partecipe. Charlotte Rampling è una visione che stende. Harry Dean Stanton è il laido poliziotto che odia ricambiato Marlowe, particina muta per Sylvester Stallone.  Buon humour nonostante la tragicità della vicenda, trama nitida; peccato per la regia distratta, inquadrature spesso fuori luogo e quasi sempre in ritardo.



Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:12 | Permalink | commenti (3)
categoria:cinema, sogni, arte, gioia, attori, dire straits, mark knopfler, the pretenders, chrissie hynde
giovedì, 10 aprile 2008
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Oggi come 79 anni Carl Adolf "Max" von Sydow. Auguri Max!

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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 10:08 | Permalink | commenti (8)
categoria:musica, cultura, cinema, milano, arte, concerti, gioia, attori, dire straits, mark knopfler, max von sydow
domenica, 06 aprile 2008

Dal post di Luca su Blade Runner si capisce quanto siano distanti le nostre posizioni sul cinema.
Per lui il cinema è un passatempo, per me un motivo di vita. Lui si occupa di cose più utili e concrete, io m'estraneo con questa forma d'arte e, considerandola tanto importante, vorrei che le si desse un pò di considerazione: non posso sopportare di dedicarmi tanto a qualcosa di fatuo.
Per questo chiedo non guardare Blade Runner come film d'azione più o meno avvincente, tecnicamente fatto molto o poco bene, ma come film pregno di significato. Perché in ciò stanno la sua importanza e utilità, e se Blade Runner non è importante, nessun film lo è: così il cinema non serve.
Tutto ciò si basa sulla condizione raffigurata da Friedkin lo scorso anno a Milano in poche parole: "i film di oggi paion giochi per la PlayStation". Basta vedere un contenitore di trailer per rendersene conto: sparatorie e scene frenetiche, divi da poco e sentimenti da nulla. Se il cinema era lo specchio del '900 perché riassunto artistico della sua multimedialità, ora è parodia della frenesia del 2000. I film sono frettolosi, non riflettono, sono uno spettacolo patinato di soldi, sesso e violenza. Perciò un fan de Il signore degli anelli  trova statico il miglior film di Ridley Scott, non proprio uno che s'addormenta dietro la m.d.p.: è l'abitudine a spettacoloni nazisti gonfi di sangue, scenografie computerizzate e combattimenti da 60 inquadrature al minuto. Molto meglio i film di James Bond, dinamici e leggeri ma attenti alle caratterizzazioni e con uno humour che gli danno fisionomie umane. Così le commedie romantiche: quelle degli anni '50 erano molto più belle e divertenti, ma come scambiarle con quelle di oggi, che avranno anche solo un paio di battute divertenti ma sono più sexy (guai poi a dirlo, è da moralisti)?
Un contributo arriva dalla TV, ossessionata dalla "realtà": fatta di reality e talk shows aggressivi per urla e ritmo, una finta realtà in cui non c'è tempo per pensare, solo per vedere. Così di fronte a grandi film non ci si chiede che ci stiano dicendo ma quanto manca alla fine, da quanto tempo i personaggi stanno zitti, se tra i protagonisti scatterà qualcosa.
Ritengo tutto ciò utile: i brutti film risaltano quelli belli, più film scadenti ci sono più hanno valore quelli belli - anche se alcuni brillano di luce propria. Ma spiace che il cinema ormai sia dominato dalla bruttezza. I film non sono più sogni: non si sogna un cinepanettone. Il sogno americano sta distruggendo i sogni da film, con rombanti macchine da incasso alla Il codice da Vinci (e pensare che il libro per quanto discutibile dà da pensare) o con uno Spider Man all'anno, con scenografie fatte al computer, finte acrobazie fatte con lo schermo verde e tanto sangue. Friedkin rappresentava la violenza: To Live and Die in L.A. dice tantissimo sul suo uso nella vita reale. L'Excalibur di Boorman ha pochissima violenza e oggi (a 27 anni dall'uscita) è considerato noioso. L'ossessione del mostrare: Rosemary's Baby non è attuale perché la sua violenza è psicologica, sottintesa, forse fittizia. Ma è un grandissimo film.
Luca, Blade Runner non è un film statico e con caratterizzazioni fumettistiche: è LA riflessione su cosa sia umano o no in una società che spaccia per "realtà" ciò che non lo è. La sua irrealtà è dovuta al fatto che mostra persone più grandi della vita: per mostrare la vita la guarda dall'alto. E rappresenta il cinema che, con la sua tecnologia simboleggia l'era del progresso tecnologico. A ciò serve il cinema: a portarci DAVVERO nel mondo in cui viviamo.
Ci restano il cinema indipendente: Tilda Swinton che ci fa pensare, i fratelli Coen che osano far film lenti, gli inglesi che mostrano storie di vita VERA. E Clint Eastwood, che avrà il marchio Warner Bros. ma fa film come dice lui, fuori moda, veri e BELLI.

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Lottare contro il razzismo durante il maccartismo ed esser ricordato come un fascista con l'ossessione delle armi: Charlton Heston.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:38 | Permalink | commenti (9)
categoria:cultura, opinioni, cinema, sogni, arte, attori, lutto, ridley scott, clint eastwood, tilda swinton
mercoledì, 02 aprile 2008
Image Hosted by ImageShack.us Negli anni '80 Tilda Swinton si segnalò agli esperti di cinema coi film di Derek Jarman; nel '92 trovò fama internazionale con Orlando: gran successo di pubblico, critica divisa (ma concorde sulla grandezza della Swinton), David di Donatello come miglior attrice straniera, miglior attrice ai festival di Seattle e Tessalonica.

Sally Potter scrive e dirige, dal romanzo omonimo di Virginia Woolf. Nel 1600 Orlando è un nobile 16enne, il favorito di Elisabetta I. Nel '700 diviene 30enne; dopo un approccio fallito con la poesia, è mandato come ambasciatore in Asia, in cui divien donna nel 1750. Ancora donna 30enne è nel 1992 ('29 nel libro) in cui pubblica le sue memorie e cresce una figlia.

Il cinema inglese ha 3 grandi anime che lo rendono superiore; quella sociale, quella in costume, quella sperimentale. Orlando è un film in costume anti-convenzionale che narra efficacemente una vicenda complessa in 1h e 1/2. Poche frasi che tornano rovesciate, a mostrare i vari punti di vista che Orlando assume. Goffo, smaliziato, pur potendo avere più esperienza degli altri è, finché uomo, indietro; l'incontro col Khan mostra tutta la sua inadeguatezza. Una volta donna si rende indipendente e in una discussione tien testa ad Alexander Pope. Si svincola dalle terre che possiede, dai matrimoni di convenienza (pur offerti da due pretendenti innamorati, il secondo persino amato - ma già da ragazzo ne aveva rifiutato uno, per amore) e si mantiene in un'eternaImage Hosted by ImageShack.us estasi artistica. Orlando è film "artistico", rappresentazione di sè stesso: i continui sguardi in macchina della Swinton e il suo rivolgersi al pubblico (quando non fuori campo) mostrano quanto il film sia fittizio. Orlando è Orlando che si racconta (infatti all'inizio interrompe la sua voce fuori campo per dire "That's I") in una continua ostentazione di bellezza (Mereghetti richiama giustamente Greenaway), arte per arte. Ma è anche un film sulla vita (diviso infatti nei capitoli: "Death", "Love", "Poetry", "Society", "Sex"), vista da un personaggio sempre diverso ma sempre sè stesso, un David Bowie per tutte le stagioni che trova la propria identità nel cambiamento. Quando diventa donna afferma d'esser la stessa persona. Parata di icone gay (lo scrittore e attore Quentin Crisp come Elisabetta I, il cantante Jimmy Sommersville canta a inizio e fine), e grandi attori: da Toby Jones che è stato di recente un grande Truman Capote a John Wood. E tanto humour inglese.

E Tilda Swinton. Intitolare il film "Tilda" sarebbe stato adeguato, tanto è il suo protagonismo. Non sono solo statura e longilineità a renderla credibile come uomo dai 16 ai 30 anni; la sua recitazione controllata e perfetta, lo sguardo pacato ma intenso, il volto irreale, d'altri mondi a renderla adatta a un personaggio "bigger than life". Come Orlando è un essere umano diverso dagli altri umani. Più che il film a esser fatto su di lei, è lei a impossessarsi d'esso, con serietà e ironia (stupendo il suo sorriso ebete quando Greene, il poeta, accetta di visionare le sue poesie), entusiasmo e professionalità. Non solo recitazione ma costruzione del film, un'attrice-artista.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:24 | Permalink | commenti (5)
categoria:cinema, arte, attori, anglofilia, tilda swinton
martedì, 01 aprile 2008

Ok, ammetto di essere piuttosto carente e poco credibile in materia di cinematografia, ma, checchè ne dica Tommaso (secondo il quale la libertà di espressione è sacrosanta almeno chè non si tratti di Blade Runner e de "La vedova cadavere" -o sposa morta, insomma, qualcosa del genere-) un commentino su Blade Runner devo lasciarlo...e sarò breve (per fortuna).

Film trascendentale per via degli effetti speciali, considerato il fatto che è uscito nelle sale nel 1982 (ben 5 anni prima della mia nascita), e tutto sommato piacevole a vedersi, è reso unico grazie al suo accostamento delizoso di generi (dal noire al poliziesco, dal sentimentale al drammatico).
Solo due sono le critiche che muovo, cioè la quasi marcata staticià delle azioni e la colonna sonora poco azzeccata.
Riguardo al primo punto credo che nelle varie scene (non tutte) Scott si sia perso a far vedere i particolari di quella civiltà così avanzata, come le ripetute riprese delle autovetture che si librano nell'aria o le ripetute riprese dei profili spigolosi dell'architettura post-moderna, lasciando così poco spazio alla caratterizzazione dei personaggi, che a volte risultano un po' fumettistici (come il suo capo e quell'altro poliziotto, di cui nn ricordo nemmeno i nomi); in questo modo anche certi dialoghi si appiattiscono, rendendo intere scene abbastanza piatte.
Riguardo la colonna sonora non ho alcun biasimo per i Vangelis, che hanno costruito delle musiche fantastiche, critico invece la scelta dei pezzi associati alle rispettive scene. Anche se molto azzeccato quel pezzo col sax nella scena d'amore tra Deckard e Rachel e quei pezzi di sperimental-music ricchi di insonorità e rumori, capaci di ricreare la confusione di una vita caotica di quel potenziale futuro, trovo fuori luogo le musiche scelte per quelle immagini spaziose delle city-skyline al tramonto e per le scene d'azione... un' eterea angoscia fuori luogo.
Diciamo un bel film con qualche difetto, ma pur sempre affascinate (mi fa sorridere pensare che in mezzo a tutta quella strabiliante tecnologia ci sia l'elettronica degli 80's!!).

Spero di non avere fatto prendere un colpo al mio amico Tommaso...che ora dovrà farmi vedere la sposa defunta, ihihih!!! Ciao.

Luca.

postato da: Mironcino2003 alle ore 21:02 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 31 marzo 2008
Image Hosted by ImageShack.usRepulsion di Polanski è gran cinema: ottima regia, con un gioco di specchio geniale (Colin s'avvicina allo spioncino, Carol se n'allontana) e luci usate al meglio (Carol vede l'impronta sulla mano, si scosta e si vedono le altre); ottima recitazione, una Deneuve intensissima e credibilissima e bravi caretteristi; dramma intrigante; un personaggio accattivante. Per me si tratta d'immedesimazione per avvenenza (proprio così), sessuofobia, pazzia (scherzo... forse) e belgità (un dettaglio, come lo è giustamente nel film - secondo Sergio Romano l'instabilità contradistingue i belgi: Bosch, Ensor, i mesi impiegati per formare l'ultimo governo).
Londra, 1965: Carol Ledoux (Catherine "Deneuve" Dorleac) è una bellissima manicure che vive con la sorella Hélène, amante di Michael, un uomo sposato che comincia a passare la notte da loro, infastidendo Carol con rumori notturni e l'uso del bagno. Pur scongiurata da Carol, Hélène parte con Michael per una vacanza di 10 giorni in Italia; la solitudine e il bacio datole da Colin, un corteggiatore gentile e sincero, mutano il suo disagio in follia.
La genialità sta nel rappresentare delle ossessioni, ossia cose che si presentano continuamente (la fascinazione per il rasoio, il coniglio; le allucinazioni: crepe, mani che spuntano dal muro, stupri subiti - sempre per via anale) evitando la ripetitività. A parte il ferro da stiro usato col filo staccato, la follia di Carol non è mai esibita con compiacimento: grazie all'intensità della Denuve il tic (strofinarsi il naso camminando) è preso sul serio. Non si scade nel collegamento moralista sessuofobia-follia: Carol impazzisce per il terrore che le fanno gli uomini, ma non è la sessuofobia il suo male, bensì l'aggressività maschile. Si simpatizza perImage Hosted by ImageShack.us lei. E' infatti raffigurata come una vittima: la sorella è scostante, salvo rari momenti di gentilezza; le clienti sono laide e non esitano a riprenderla; il padrone di casa l'assale. Oltre alla datrice di lavoro sono buoni con lei però due uomini; Michael, sempliciotto ma premuroso e Colin che non spaventato dall'evidente disagio di Carol la corteggia e cerca d'indagarne la condizione.
Cinema degli oggetti, cinema dei luoghi, quello di Polanski diviene cinema delle persone: claustrofobia, repulsione, fobia sono condizioni di Carol, l'indagine è mossa su di lei: una persona "più grande della vita" nella sua straordinaretà, in un BEL cinema, riflessivo e artistico, suggestivo ma non effettistico.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:47 | Permalink | commenti (4)
categoria:cinema, arte
sabato, 29 marzo 2008
Si sa... in chimica organica le cose da capire si contano sulle dita delle mani (forse anche su qualcuna dei piedi), ma le cose da ricordare superano ogni logica! Solo la nomenclatura degli alcani, che sono solo un tipo di idrocarburi, consta di una miriade di regole e sottoregole per ordinare catene e sostituenti, con prefissi, suffissi e infissi dedicati per ogni tipo di ramificazione o che altro! Sono stufo...un ingegnere le cose deve carpirle, elaborarle, interconnetterle, non deve ricordarsele a memoria!!! Aiutoooooooo...in certi casi vorrei essere un professore di lettere!

Luca
postato da: Mironcino2003 alle ore 17:07 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 28 marzo 2008
Giornata artistica milanese ieri:
mattina- Triennale: mostra Anni'70. Peccato che metà fosse sul design (la Triennale è Museo del Design) - spesso non degli anni '70. E di 2 stanze su Fiorucci (in foto con Bowie, Jagger, Capote, Debbie Harry, Divine, Capote etc.) si faceva anche a meno.
mezzogiorno: pranzo con Dance Hall Days, soundtrack di To Live and Die in L.A. alla radio!
pranzo: (adorato) cinema Apollo per Vogliamo anche le rose. Bello! Molto mirato e intelligente, senza piagnistei. Grande nella colonna sonora la stonatissima Jo Squillo che canta "Orrore, orrore, mi fai vomitare"

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:28 | Permalink | commenti (5)
categoria:cinema, milano, arte
mercoledì, 26 marzo 2008
Non credo si debba far condizionare da qualcuno, ma non trovo nulla di male nell'avere un punto di riferimento, qualcuno da seguire senza però imporsi i suoi pensieri come regole. Qualcuno con cui si ha qualcosa in comune.
Ho trovato la mia guru: Katharine Matilda "Swilda" Swinton.

Image Hosted by ImageShack.usTilda Swinton è uno dei più grandi geni del cinema (attivissima nel soc