giovedì, 29 novembre 2007

Signora- Lei è un prete?
Io- No, sono il bibliotecario dell'ospedale.
Signora- Ah, capisco... è qui per le benedizioni?
Io- No, sono il bibliotecario dell'ospedale.
Signora- Va bene, potrebbe confessarmi?

Io- Salve, sono qui per il servizio prestito libri gratis dell'ospedale. Le interessa qualcosa da leggere?
Signora [senza alzare gli occhi da una rivista con costantini vari nudi su uno yatch]- No.
Io- D'accordo. Buona sera, scusi per il disturbo.
silenzio

Io- Salve, sono qui per...
Signora- NO!
Io- Mi scusi, buonasera.
silenzio

Io- Salve sono qui per il servizio prestito libri gratis dell'ospedale. Le interessa qualcosa da leggere?
Signore- No, grazie.
Bambina- A me sì!
Io- Scusa ma i libri sono solo per i pazienti, posso prestarli al tuo papà e non si possono portare fuori. Buonasera, scusate il disturbo.
Bambina- Signore?
Io- Sììììììììì?
Bambina- Se sto qui a leggerlo?

Io- Scusi, dove avete messo stavolta i libri restituiti?
Infermiera carina [con tono mieloso]- Nell'armadio sotto la TV in sala, aspetta che ti dò le chiavi.
Infermiera- Infermiera carina, vieni un attimo!
Infermiera carina [sbraita]- Che p...e! Un momento!

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:19 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 28 novembre 2007

NON SONO UN FIFONE!

Ho solo scritto di un momentaneo... ritorno della mia infanzia. Effettivamente ho subito qualche maltrattamento ma è tutto passato. Ora sono adulto, grandicello (1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m 1.92m) e indistruttibile.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:chiarimento
martedì, 27 novembre 2007

Ieri ho visto Voyager... sembra una trasmissione per bambini, ma è lodevole, sbrigativa ma intelligente. Hanno parlato di Jack lo squartatore, Bigfoot & simili, Rennes le Chateau e coincidenze con una chiesa del savonese, leggende metropolitane e... vampiri. M'è tornata la paura del buio: 20 anni e 1/2, più di un metro e novanta (e anche stavolta ho trovato il modo di ribadirlo!) e paura del buio. Da piccolo ero ossessionato dai vampiri, dormivo col collo coperto, prima di coricarmi davo un'occhiata fuori dalla finestra, leggevo tutto ciò che circolava sui giornali, un sogno su due che avevo era vampiri-related. Poi m'è passato, ma ieri ho dovuto guardarlo e son tornato a letto coi brividi... mi son addormentato subito perché ormai sono abituato, ma il percorso tv-letto è stato difficile, anzi di-corsa.

Da piccolo mi convinsi d'aver visto una mano dare una pacca al mio cuscino prima che lo toccassi...

...daddy, is he good or a baddy?

il mio eroe:

Image Hosted by ImageShack.us

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:25 | Permalink | commenti (8)
categoria:televisione
domenica, 25 novembre 2007

Qui si conclude l'avventura con poliziotti e poliziotte da piccolo e grande schermo scelti tra i miei prediletti... il protagonista di questo post è stato velatamente chiesto da un'affezionata lettrice e grande blogger. Colgo l'occasione per risarcire il suo interprete della mia incauta frase "1 Richard Burton vale 2 Al Pacino".

Image Hosted by ImageShack.usLieutenant Vincent Hanna

da Heat - La sfida

(USA 1995 - scritto e diretto da Michael Mann)

interpretato da Alfredo "Al" James Pacino (25 Aprile 1940, New York, New York)

Il suo volto scarno ben rappresenta il suo modo d'essere: Vincent Hanna agisce infatti seguendo un unico scopo, far bene il poliziotto. Con ciò finisce per trascurare la moglie che si vendica tradendolo ma riconoscendo che amerà sempre quest'uomo onesto, instancabile, solido. Pacino giganteggia, s'impadronisce dello schermo senza dare un attimo di respiro agli spettatori e al rivale de Niro: la scena nel fast-food è celebre per aver unito per la prima volta i due attori italo-americani che hanno dominato il panorama divistico dai '70 in poi, ma è soprattutto un ottimo raffronto tra le contraddizioni comuni ai due: ora misurati ora istrionici, ora freddi ora nevrotici... in ciò certo Pacino, a volte raggelante a volte indemoniato (difatti poco più tardi sarà...): più che per gli sviluppi della trama, lo spettatore è in agitazione per il suo essere sempre sul punto di esplodere.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 16:32 | Permalink | commenti (4)
categoria:cinema, sogni, arte, attori, polizia, al pacino
martedì, 20 novembre 2007

Acquistando giorni fa il DVD di Casino Royale l'ho fatto tornare alla ribalta sulla scena mondiale e con esso la sua coprotagonista, Eva Green, il cui ritorno nelle sale italiane è imminente, con The Golden Compass. L'ho così intervistata.

Image Hosted by ImageShack.us Tommaso de Brabant: Uno dei migliori talenti degli ultimi anni: Eva Green. Grazie per aver accettato l'intervista.

Image Hosted by ImageShack.us Eva Green: Ma grazie a te - perché ci diamo del tu, vero? Come potevo rifiutare una tua intervista, non potevo tirarmi indietro di fronte a un incontro con un esperto di cinema così competente nonché affascinante.

Image Hosted by ImageShack.us T.d.B.: Grazie, ma la persona affascinante qui sei tu. Ormai sei entrata nella storia del cinema: diretta da nomi importanti come Bertolucci e Ridley Scott, una parte importante nel film della svolta di James Bond e ora in un kolossal ambiziosissimo. Soddisfatta o vuoi arrivare più in là.

Image Hosted by ImageShack.us E.G.: Un modo per arrivare in alto è non ritenersi mai arrivati in cima... a proposito, sei altissimo!

 Image Hosted by ImageShack.us Son sempre contento quando lo si nota.

Image Hosted by ImageShack.us E' impossibile non notarlo. E sei tanto bello e intelligente quanto alto.

Image Hosted by ImageShack.us Grazie. Anch'io non posso non notare e lodare le tue doti. La Bond girl che interpreti, Vesper Lynd è uno dei personaggi più significativi dell'epopea bondiano. Merito della personalità dell'attrice?

Image Hosted by ImageShack.us Ora sei tu a lusingare me. Certo ho dato, onestamente, il massimo per non far del personaggio un elemento decorativo... la presenza d'un Bond forte come Daniel Craig è stata uno stimolo, anche se con te protagonista le cose sarebbero andate anche meglio, senza nulla togliere a Daniel che è un grandissimo attore, ma purtroppo soffriva del complesso d'inferiorità nei tuoi confronti, dato che sul set aleggiava l'ipotesi d'una sua sostituzione da parte sua... sei stato molto gentile a voler che continuasse lui.

Image Hosted by ImageShack.us Per Daniel questo e altro, se lo merita. Nella tua carriera finora non hai sbagliato nulla, complimenti.

Image Hosted by ImageShack.us Sì, non posso lamentarmi di quanto sta accadendomi, ma la carriera non è tutto e ho un grosso rimpianto.

Image Hosted by ImageShack.us Mi spiace...

Image Hosted by ImageShack.us Perché t'ho incontrato dopo Audrey Hepburn? Ora sei legato a lei e mi pare di non avere più speranze... non vorrei obbligarti a rinunciare a lei e farla soffrire...

Image Hosted by ImageShack.us Scusa, non volevo toccare argomenti dolorosi. Ringrazio e faccio i migliori auguri a Eva Green, grande attrice, persona di carattere e cervello, icona di stile.

Image Hosted by ImageShack.us Grazie a te.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:23 | Permalink | commenti (6)
categoria:cultura, cinema, sogni, arte, attori, audrey hepburn, daniel craig, eva green, james bond
lunedì, 19 novembre 2007

La puntata di settimana scorsa (5° ed ultima), prevista per sabato 17 è saltata perchè il computer è... saltato e nonostante sabato pomeriggio abbia cercato dalle 18:13 alle 18:56 di farlo funzionare solo oggi s'è ripreso. Bentornato tra noi, computer.

Qualora pensiate: "Quante parole sprecate, tra un errata corrige e la giustificazione d'un ritardo" permettete di contraddirvi, perchè dalla motivazione per un ritardo traggo motivo per un ricordo di qualche giorno fa... il post su 'hours...' è in perenne ritardo e colgo l'occasione per scriverne. Oggi.

 Image Hosted by ImageShack.us
Venerdì 2 ottobre (come già scritto) son stato in visita alla Statale di Milano... essendomi stata affidata una doppia commisione DVDistica (Modì e Les Enfants du Paradis) m'avventuro alla Ricordi e già che ci sono cerco qualcosa per me. Trovo 'hours...', album del '99 di David Bowie. All'epoca avevo 12 anni e andavo alle medie canticchiando Thursday's Child (l'ultimo suo singolo a ricevere dalle radio italiane una certa attenzione) pur senza saperne il testo. Già prima rimasi affascinato da Bowie: da piccolo, quando aveva ancora un certo successo in Italia (ora è "Chiiii...????") mi capitò di vederlo a un TG, per il concerto interrotto all'Olimpico di Roma e rimasi intimorito da questo signore bello, elegante e serio. Ero ossessionato dai vampiri e tra i frequenti sogni in cui dovevo scappare da qualche casa affollata da essi una volta è capitato come guest star. Nel Natale 2002 (15 anni e 1/2) mia mamma ebbe la bella pensata di regalarmi best of bowie e d'allora qualche mia paghetta e finita nelle sue tasche. L'apice della mia carriera di fan fu il concerto con mia mamma del 23 ottobre 2003 ad Assago. Nell'ottobre 2004 l'incontro, causa singolo Boom, Like That, con Mark Knopfler ha fatto vacillare la fede e Davidino, da compagno d'avventure ciclistiche alla ricerca d'un coccolone nell'estate brianzola è divenuto un nome prestigioso nella mia piccola discoteca (in cui i nomi stanno divenendo variegati in quest'autunno, anche se le spese - aumentate causa busta paga MIA - son rivolte più a DVD). Ma di fronte ad 'hours...' non ho potuto bloccarmi. Ho sempre voluto comprare un suo disco a Milano. Mi sembra che Bowie sia adatto a Milano, da quando l'ho visto tra le luci della notte milanese ne son convinto. Quando da piccolo vidi ne Gli Aristogatti i tetti di Parigi ne rimasi incantato... ora cerco sempre finestre e spazi sotterranei, come (sic) i negozi di dischi in centro Milano. O il Museo del Cinema in via Manin. Ho respinto Bowie per la sua "fighettitudine", vedendolo accostarsi a band da MTV me ne sono allontanato in favore della concretezza dei dIRE sTRAITS, poesia per disperati... che me ne faccio d'un aristocratico anoressico quando posso identificarmi in cantanti da bar, marinai mozzi o nell'epopea operaia di Telegraph Road. Certo anch'io ho turbe esistenziali, mi tormento come un personaggio bergmaniano alla ricerca d'un senso per questo e quello, con tutte le stranezze che mi passano in testa vorrei solo addormentarmi ma è pensando "Clint Eastwood tirerebbe avanti" che ne esco. David Bowie è uno di quei personaggi da Will & Grace che girano per le esposizioni di New York con un maglione a girocollo... o in The Hunger, il telefilm che presentava alternandosi a Terence Stamp - atmosfere simili al booklet del CD. Preferisco avventure da Million Dollar Baby.

Ciònonostante il disco m'ha attirato e l'ascolto è stato positivo e la stima per Bowie è tornata anche se per me rimane - con affetto - "il fighetto". Che voce, che genio musicale. Quando in Survive canta "You and me and nothing more" la sfumatura del canto è micidiale. Thursday's Child è Thursday's Child (e l'attrazione per il personaggio "nato fuori luogo" è inevitabile), come The Pretty Things Are Going To Hell... la prima cosa carina andata all'inferno a venirmi in mente sono i film romantici. Una volta s'aspettava il bacio per tutto il film, ora qualche battutaccia e vai di lingua!

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 16:43 | Permalink | commenti (8)
categoria:musica, milano, sogni, arte, david bowie
giovedì, 15 novembre 2007

Image Hosted by ImageShack.us

Ieri è stato il gran giorno di Sleuth. La lunga attesa è stata premiata, che film. Dovevo partecipare a un simile evento solo per i nomi che vedete qui a fianco: MICHAEL CAINE, uno dei più grandi attori di sempre, 2 premi Oscar, ruoli leggendari come Harry Palmer (Ipcress) o lo spietato Carter; JUDE LAW, uno dei volti pensanti più promettenti di oggi, un grande inizio (Gattaca, Wilde) e dopo il declino degli ultimi anni sta realizzando il suo sogno, divenire il nuovo Caine e glielo auguro; KENNETH BRANAGH che ha riportato il cinema shakesperiano ai fasti cui lo condusse Laurence Olivier (appunto, nel ruolo qui di Caine nella prima versione); HAROLD PINTER, premio Nobel, autore teatrale che da solo a fatto un genere, il "teatro pinteriano" (e potrebbe assurgere all'onore d'apparire nel titolo della mia tesi - non è una promessa, Harry).

Sala gremita per essere mercoledì sera, gente incravattata che pare uscita da Friends ("Cava che facciamo staseva?" "Se andassimo al cinema?" "Dai! A vedeve che?" "Ti va Sleuth?" "Sìììì! Che chicchevia!") e 2 imbecilli, loro stessa età a pochi posti da me, in tuta da ginnastica, sembravano gli Zero Assoluto che a mezz'ora dall'inizio hanno cominciato a urlare "Basta!" e schignazzare a ogni parolaccia (come alle elementari... poi Pinter abbonda in ciò, mannaggia), "Ma che film è?" (informatevi prima!) finchè esausto non ho sibilato "Zitti!" - hanno smesso per un pò ma non hanno rinunciato a zompare, appena comparsi i titoli di coda, fuori della sala (li avrei fermati volentieri) urlando "Che film del c***o!". Uscendo vedo un cartellone: informa che domani esce il nuovo film con Boldi & co. quindi se avessero aspettato 2 giorni quei due si guardavano quello e non guastavano il film alle persone civili. Ho trovato un modo per liberare gli animali dalle gabbie: rinchiudere negli zoo certa gentaglia. Ma in una società democratico chi non gradisce il film ha diritto di rovinare visione e serata agli altri. In Lombardia il film è fuori dalla top 10 degli incassi dello scorso weekend, splendido.

Recitazione volutamente teatrale (e in questo Law è immenso: un professionista che si finge dilettante, grande!), regia concentrata su dettagli insignificanti per risaltare i dialoghi, primissimi piani stretti-stretti, dialoghi non estremi come quelli delle opere di Pinter ma taglienti, in cui il ricchissimo scrittore sfrutta ogni occasione per offendere il rivale, sadismo bergmaniano. Dimostra più della sua ora e 26, ma è da vedere.


Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 16:40 | Permalink | commenti (4)
categoria:cinema, arte, attori, harold pinter, michael caine
mercoledì, 14 novembre 2007

Mercoledì scorso ho visto Invasion (stasera alzo il tiro: Sleuth). Non è certo un film di gran spessore ma m'incuriosiva e bisogna saper vedere tutto... o quasi... no, un pò di selezione ci vuole (perder tempo e soldi per le cretinate palesi NO!) e qualche motivo avevo alcuni motivi per vederlo: il film è remake d'un classico, L'inasione degli ultracorpi seguito da un altro classico, Terrore dallo spazio profondo (col mio idolo Donald Sutherland) lo stesso regista d'un film interessante (anche registicamente) come La caduta, Olivier Hirschbiegel, il cast ricco: Jeremy Northam, Jeffrey Wright (con Craig anche in Casino Royale - DVD acquistato lo stesso giorno - dopo averlo visto al cinema non aspettavo altro), Veronica Cartwright (Alien, per l'appunto Terrore dallo spazio profondo e la puntata di settimana scorsa di Law & Order), il grandissimo Daniel Craig e... Nicole Kidman (appariranno insieme anche nell'imminente La bussola d'oro, con la recente Bond girl Eva Green - quant'è piccolo il mondo). In fondo il film è carino (grande quando al TG appaiono Bush e Chavez abbracciati!) , non eccede in splatter (carino però il modo in cui si propaga il contagio...) o violenza, la suspense c'è e l'inseguimento finale coinvolge. Quant'è tosta la Kidman... se Chuck Norris fosse donna e recitasse bene, sarebbe la Kidman. E recita benissimo. Ed è bellissima, con uno sguado in macchina mi faceva sprofondare nella poltrona. Lei non era lì solo per i miei occhi, ma i miei occhi erano lì solo per lei. Mi sta anche simpatica.

Eventuali critiche a Nicole Kidman non saranno accettate.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:23 | Permalink | commenti (4)
categoria:cinema, arte, attori, nicole kidman, daniel craig, james bond
lunedì, 12 novembre 2007

Pomeriggio horror ieri: i miei, argentiani convinti hanno inaugurato il DVD di Inferno donatogli dal sottoscritto in seguito al più recente viaggio milanese. Il secondo episodio della trilogia infernale: tra la Mater Sospirorum a Friburgo di Suspiria e la Mater Lacrimarum de La Terza Madre a Roma, la Mater Tenebrarum a New York: la più bella e spietata. Sangue, sangue, sangue. Poi sangue, sangue, sangue. Quindi sangue, sangue, sangue. E perché no un pò di sangue, sangue, sangue. Sangue, sangue, sangue. Carino l'inizio col viaggio sotterraneo e subacqueo; belle le inquadrature degli interfoni, con le gabbiette metalliche ora piatte ora profonde a seconda di quanto s'avvicina la mdp; bella l'inquadratura che segue il percorso del suono, ondeggiante. Ma troppo sangue per nulla (una famosa canzone dei dIRE sTRAITS doveva esser intitolata "Blood For Nothing", ma all'ultimo temendo controversie legali cambiarono in Money For Nothing). E lo zoppo che ce l'ha coi gatti come il cieco cacciato per il cane in Suspiria; e le formiche come i vermi in S.; e le voci che risuonano nella casa come in S.; e le fiamme alla fine come in S.; e le inquadrature della luna come in centinaia di horror; carina la citazione da L'esorcista (la luce a intermittenza). Così come Nonhosonno è la copia di Profondo Rosso - vabbè, chiamamolo remake. W Max von Sydow (appunto, l'esorcista)!

Ma passiamo al vero orrore: le Madri sono 4. La più terribile delle Madri risiede in Brianza, la sua porta tra Inferno e Mondo è l'agghiacciante condominio Comotti a Paderno d'Adda; essa è la MATER SPETTEGOLARUM, regina di tutte le comari di provincia... e questo è il terribile guardiano della Porta:

Image Hosted by ImageShack.us

The Horror, the Horror. Hammer Horror. Babooshka, Babooshka ya-ya. Papè Satan, Papè Satan Aleppe. Abracadabra.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 16:51 | Permalink | commenti (7)
categoria:cinema, arte, orrore
domenica, 11 novembre 2007

L'annunciata puntata al femminile dello speciale sui poliziotti da piccolo e grande schermo; settimana prossima concluderà la puntata a richiesta.

Image Hosted by ImageShack.usLilly Rush

da Cold Case (5 stagioni dal 2003)

(creato da Jerry Bruckheimer)

interpretata da Kathryn "Kathy" Morris

La detective Rush si occupa di "casi freddi", omicidi archiviati da anni  su cui ricominciano improvvisamente le indagini. Diafana, pallidissima, angelica, sa essere tanto comprensiva quanto spietata. La personalità non comune - generosa, coraggiosa, sincera, timida, pura - la rendono il personaggio di punta della serie nonostante questa si concentri più sui flashback che sulle indagini che tra l'altro non la vedono sempre protagonista. Un telefilm curioso su cui non pesa il ripetere la stessa formula ogni puntata (anche se l'archiviazione del caso, tra abbracci di superstiti ritrovati con canzone melensa in sottofondo si eviterebbe volentieri), le storie sono sempre interessanti e si fanno vedere. Il pubblico italiano abituato a bambolone (e bamboloni) vuote è però spaesato di fronte all'adorabile Morris/Rush che insegna come la purezza sia la vera trasgressione, non la provocazione.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 12:59 | Permalink | commenti (4)
categoria:opinioni, cinema, arte, telefilm, attori
sabato, 10 novembre 2007

Se non avesse fumato 10 pacchetti di sigarette al giorno questo Attore oggi compirebbe 82 anni:

Image Hosted by ImageShack.us

Richard Walter Jenkins "Burton"

ne compie 75 Roy Scheider, ahilui intrappolato nel ruolo del cacciatore di Lo squalo (lo si ricordi anche per Il maratoneta e Il salario della paura!)

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:39 | Permalink | commenti
categoria:cinema, arte, attori, richard burton
venerdì, 09 novembre 2007

Venerdì scorso (oggi è il settimaniversario!) son stato in visita all'Università degli Studi (per gli amici "Statale") di Milano. Penso di trasferirmici per il 3° anno. Ambiente carino, prestigioso. Ciò che mi lega all'università di Bergamo s'è disgregato: il giornalino Bunker Hill (pubblicità: cleb.splinder.com) e il laboratorio di Regia Cinematografica (ma non escludo affatto di non rivederne i magnifici componenti). Non parliamo dell'aristocrazia universitaria. La città m'è poi sempre parsa estranea, per quanto bella sia Città Alta. Vedrò se riuscirò ad adattarmi al nuovo ambiente (SE il trasferimento si farà), o mi chiuderò nel mio abituale silenzio e farò ciò che faccio ora, studiare a casa cogliendo ogni occasione di lavoro. Non mi faccio problemi e non voglio darne a nessuno.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:19 | Permalink | commenti
categoria:cultura, libri, cinema, milano, università, bergamo
mercoledì, 07 novembre 2007

Essendo questo blog di orientamento esplicitamente cinefilo, inizio una serie d'interviste a grandi personalità del cinema. Inaugura ciò la protagonista dell'ultimo film di cui ho scritto (e che ho visto), Cate Blanchett, intervistata dall'inviato Tommaso de Brabant... che sarei io.

Image Hosted by ImageShack.us Tommaso de Brabant: Che onore discorrere con Cate Blanchett, l'attrice del momento, reduce dalla Coppa Volpi 2007 e del successo del secondo Elizabeth. Attrice bravissima, pluripremiata e d'immenso fascino.

Image Hosted by ImageShack.us Cate Blanchett: Onore mio parlare con un così grande esperto che come vedo è anche un uomo molto affascinante.

Image Hosted by ImageShack.us T.d.B.: Lei mi confonde e sopravvaluta. Che pensa della Mostra di Venezia che l'ha appena omaggiata di un tale premio?

Image Hosted by ImageShack.us C.B.: E' una mostra di gran livello perché retta da grandi intenditori, anche se nessuno come lei... a proposito di alto livello, lei è molto alto!

Image Hosted by ImageShack.us Lieto che lo noti. Che pensa di Elizabeth - The Golden Age, un delirio visionario che nonostante la sontuosità della messinscena punta tutto su di lei?

Image Hosted by ImageShack.us Diamoci del tu, per favore... mi confonde che metti tutto il peso del film sulla mia prestazione, ma è trovo sia merito del personaggio: Elisabetta I fu una donna di gran carisma, una vera leader tanto da offuscare l'importanza d'un personaggio valoroso come Walter Raleigh, anche se immagino che se ci fossi stato tu al posto di Raleigh l'equilibrio sarebbe stato diverso.

Image Hosted by ImageShack.us [Ride] Adesso non esageriamo. Una donna intelligente e di talento come te punta sulla bellezza senza essere volgare. Ti si può definire un'icona di bellezza intelligente?

Image Hosted by ImageShack.us Penso che un'icona di bellezza intelligente possa essere la tua fidanzata, Audrey Hepburn... così come tu sei un'icona di bellezza intelligente maschile.

Image Hosted by ImageShack.us Audrey sarà lieta di questo suo elogio. Comuenque ciò non esclude che anche tu sia degna di tale status. Che film sogni di girare?

Image Hosted by ImageShack.us Qualcuno diretto da te.

Image Hosted by ImageShack.us Ringrazio di cuore Cate Blanchett, attrice brava, bella e intelligente.

Image Hosted by ImageShack.us Grazie a te per l'onore di quest'intervista.

M'accorgo ora di aver giocato a fare il giornalista poco dopo la morte d'un vero giornalista. Non c'è un legame tra le due cose, avevo pianificato questo post prima della sua scomparsa, ma non posso non cogliere l'occasione per salutare un uomo, ripetendo la definizione montanelliana che tanto amo citare, con la schiena dritta. Alcuni omuncoli in tutta la sua carriera, specialmente uno di recente con l'aiuto dei suoi servi, hanno cercato di farlo tacere ma lui non è mai stato zitto. Ma gli omuncoli servono a far risaltare la grandezza delle brave persone... purtroppo ciò comporta che facciano del male, ma ce li dobbiamo tenere. Fino al suo ultimo giorno è stato calmo e lucido come in tutta la sua carriera. Grazie Enzo Biagi.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 16:40 | Permalink | commenti (6)
categoria:cultura, opinioni, cinema, attori, lutto, audrey hepburn, cate blanchett
lunedì, 05 novembre 2007

Image Hosted by ImageShack.usIeri pomeriggio sono stato in treno a Monza a vedere Elizabeth - The Golden Age. Multisala (2 sale) Capitol (coi miei son stato negli ultimi mesi 2 volte al Teodolinda), entrata sontuosa, schermo piccolo ma belle poltrone, comode pur arrivandomi a malapena alla scapola. Vidi il trailer prima della presentazione alla Festa di Roma al cinema di Osnago e mi sorprese la sua visionarietà: luci, arazzi, vetrate a non finire... mi spiacque la retorica che ne traspariva, ma un film così visivo non poteva non interessarmi. Dunque eccomi in sala, un pò perplesso. Inizia con vetrate fatte apposta, prosegue nel turbine promesso di luci, cattedrali, vetrate, arazzi, costumi enormi, scenografie sontuose, liuti. Imbarazzante il contrasto tra i personaggi, Elizabeth così umana vs. Mary Stuart e Filippo di Spagna così inumani, gretti, meschini, lei così bella (quando non ha cerone e parrucca, ossia un paio di fotogrammi), loro simili a larve, lei sempre nella luce, loro sempre nell'oscurità, Mary Stuart nell'inquietante castello scozzese Filippo in un'enorme cattedrale (nonostante affermi "Io sono la luce, Elizabeth il buio"). La scena in cui Elizabeth, simile a una Signora di Avalon, guarda inebriata l'Armada che brucia è cretina (almeno non demente come certi rigurgiti fascisti -l'urlo "Morte, morte, morte!"- ne Il Signore degli Anelli) come inquietante la contrapposizione compiaciuta nelle didascalie tra la rovina economica spagnola e la prosperità inglese, ma passi. Stupendo il pavimento-mappa. Quando Kapur compie qualche evoluzione con la macchina, non è proprio ispirato (il volo da dietro a dinanzi il trono), ma trova sempre il modo di sfruttare la bellezza visiva delle scene. Che cast... Geoffrey Rush! Rhys Ifans! La Blanchett, (l'adoro l'adoro l'adoro) è perfetta e finalmente Clive Owen si afferma come uno dei veri attori della propria generazione (insieme a Craig e Jackman - che si torni ai bei tempi in cui O'Toole era Enrico II e Burton Thomas Becket?), interpretando con fiero cipiglio l'intrepido Walter Raleigh (ahimè scopritore del tabacco). M'aspettavo di più, un delirio visionario alla Excalibur di Boorman (ho già visto quei rossi -come i di lei capelli- stendardi...) e ci siamo quando la nostra invoca l'aiuto di John Dee, alchimista che servì a Praga Magica... il gioco regge davvero bene.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:cultura, cinema, sogni, attori
sabato, 03 novembre 2007

Dopo l'interruzione forzata di settimana scorsa, torna la rubrica sui miei poliziotti preferiti da piccolo e grande schermo. Doveva esser l'ultima puntata, ma nel frattempo ho deciso di fare una mezione speciale a unA detetective cui seguirà l'accoglimento d'una richiesta speciale.

Ora spazio a

Image Hosted by ImageShack.usSenior Homicide Detective Leonard "Lenny" Briscoe

(274 episodi, 1991-2004 da: Law & Order; Law & Order: Criminal Intent; Law & Order, Special Victims Unit; Law & Order: Trial by Jury)

interprete: Jeremy "Jerry" Bernard Orbach (New York, U.S.A. 20 ottobre 1935 - id., 28 dicembre 2004)

(creato da Dick Wolf)

L'umorismo ruvido e quasi caustico ("Come fa a sapere che era ricco?" "Era sempre in giacca e cravatta" "Quello anch'io...") è la caratterstica che ha fatto divenire in patria questo personaggio una leggenda, tanto da farlo spopolare nei sondaggi sui personaggi TV più amati. Poliziotto esperto ma dal passato offuscato dall'alcolismo, Briscoe s'è redento divenendo un punto di riferimento affidabile per i colleghi che gli vengono affiancati, nonostante qualche scintilla: il rude detective Mike Logan (Chris Noth, ahimè più noto per Sex & the City...), cui è affiancato dopo che questi ha perso il partner sergente Maxwell Greevey (George Dzundza, Il cacciatore); l'angelico detective Rey Curtis (Benjamin Bratt), con cui lega maggiormente nonostante la differenza di carattere, che lo lascia per assistere la moglie malata terminale; il detective Ed Green (Jesse L. Martin), spesso poco più che una spalla. Distrutto nel fisico dall'alcool e nello spirito dalla tossicodipendenza della figlia e dalla morte in un incidente stradale dell'avvocatessa che lo accompagnava a casa dopo averlo sorpreso a ubriacarsi, Briscoe non si tira mai indietro, arrivando a rincorrere criminali più agili di lui o aggredire fisicamente giudici non proprio integerrimi nonostante la presenza di squadroni di gorilla: perciò nonostante la sua fama di alcolizzato e adultero spesso ricordata dai detrattori, la squadra del telefilm, avvocati compresi lo difende sempre definendolo "bravo poliziotto".

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:33 | Permalink | commenti
categoria:cinema, arte, telefilm, attori, law & order
giovedì, 01 novembre 2007
Errata corrige: lunedì ho scritto che Innuendo è l'ultimo album dei Queen. Isy, Massima e Suprema Autorità in campo Queeniano e Mercuriano, mi segnala che è seguito da Made In Heave. Ringrazio e mi pento.

Da un pò ti tempo scrivo solo dei DVD che acquisto e non dei film che vedo per la prima volta. Da oggi recupero e la/il prima/o che pensa "e a noi che ci frega" si becca una mia cover di Kate Bush. Non l'ho ancora registrata ma per l'occasione mi metterei d'impegno. Immaginate, un baritono con ampiezza vocale 2 note (bassa e ancora più bassa) che canta Kate Bush. The Horror, the Horror. Con la "H" di "Halloween" maiuscola. Hammer Horror.

Il titolo del post si riferisce al fatto che di solito dò parei positivi a 9 film su 10 che vedo, forse perché guardo solo ciò che credo s'avvicini ai miei gusti (cioé: tutto ciò che sia appena presentabile). Sono però selettivo nel definire un film "perfetto". Gli ultimi, rispettabilissimi film che ho visto al cinema m'hanno però lasciato CORDIALMENTE perplesso.

Image Hosted by ImageShack.us Il famoso film italiano che a sorpresa ha sbancato il botteghino, contendendo il primato (sfiorato di poco) a I Simpsons. La regia c'è, abbastanza innovativa, ma il film sfocia presto nel nazional-popolare con l'onesto Servillo che fa la macchietta dello sbirro napoletano dal cuore d'oro, ci manca che canti Don Raffaé e così il pathos si perde.

Image Hosted by ImageShack.us Il libro è splendido, sembra Pinter in prosa, un meccanismo di pensieri e sentimenti perfetto, belle poi le riflessioni di Briony sulla lettaratura. Ho adorato la riduzione di Joe Wright di Orgoglio e Pregiudizio per la regia (e per l'occasione di vedere Donald Sutherland in una parte importante, perché lui e von Sydow dopo i 60 sono stati relegati nella gloria del "e con la partecipazione straordinaria di", ossia pochi fotogrammi?) innovativa e di grande inventiva: mi choccò la sequenza nella stanza tonda in cui la mdp compie evoluzioni senza tornare sui suoi passi tenendo però Knightley e partner sempre inquadrate. E la regia è anche qui impressionante: il 1° tempo è un sistema di sguardi e specchi legati a doppio filo, la visione segue suoni e pensieri (Robbie che pensa allo scambio di fogli - macchina che gli gira attorno; Robbie che realizza, macchina che gli si ferma di fronte). E James mcAvoy è bravissimo. Ma il film perde tono nel secondo tempo, la regia si concentra nel celebre (e vituperato, solo perché lungo, non si ha più pazienza) pianosequenza a Dunkerque e il finale è concentrato in una scialba intervista alla bravissima Vanessa Redgrave: ciò che nel libro era suggerito in varie pagine è qui squadernato in poche parole. Keira Knightley era più intensa in Orgoglio e Pregiudizio e a inizio film dovrebbe avere la vivacità dei film dei pirati, spero non pensi di vivere di rendita sulla sua già onoratissima carriera (aggiungerei che la più bella del cast è Saoirse Ronan alias Briony 13enne ma son stato sospettato d'omosessualità per la foto di Connery in Zardoz, non vorrei incorrere in qualcosa di mooooolto peggio). Ma Robbie nel libro non era imponente (ci volevo io - o von Sydow, stile La fontana della vergine)? E Lola scheletrica? Dettagli, ciò che conta è che comunque il film è notevole. Non fosse per il secondo tempo.

Selah!