Era un bel po' di tempo che non andavo più al cinema, forse dai tempi de "Il codice Da Vinci" (il titolo italiano suona meglio) visto col mio amico Thomas Pendragon... E ieri sera un grandissimo ritorno nelle sale per vedere un film, sia pur d'animazione, di un'intesità quasi paragonabile a "Schindler's
list", per il quale, ogni volta, riesco a malapena a trattenere le lacrime.
Una storia di guerra, violenze, emancipazione...che sa far ridere quanto riflettere sull'assurda storia di un paese, l'Iran, scivolato maldestramente da una monarchia ad una dittatura.
Persepolis è il titolo di un fumetto storico/autobiografico scritto e disegnato da Marjane Satrapi (nella foto a destra), trasformato in film d'animazione nel 2007, in Italia uscito il 29 febbraio 2008, con la regia e la sceneggiatura della stessa Satrapi e di Vincent Paronnaud. La storia inizia poco prima della rivoluzione iraniana, quando Marjane, ancora bambina, vive spensierata la sua vita fanciullesca...con la rivoluzione, e con due grandi guide sprituali quali erano la nonna e lo zio (imprigionato ai tempi dell'impero), la piccola marjane impara l'importanza dell'indipendenza e dell'integrità morale.
La rivoluzione si scopre essere un disastro, caduto il regime dello Scià (l'imperatore) prende il potere una dittatura integralista che instaura un clima di terrore politico, in cui ogni persona è un potenziale nemico del popolo. In questo periodo alle donne è imposto di indossare il chador, oltre che ad altre numerose limitazioni. Come se non bastasse scoppia una sanguinosa guerra tra l'Iran (indebolito dalla
rivoluzione e dalle purghe della dittatura) e l'Iraq di Saddam.
E' questo il quadro storico-politico in cui la protagonista articola la propria vita e sogna l'occidente comprando al mercato nero gli album degli autori europei ( Abba, Bee Gees, Iron Maiden).
La storia prosegue a cavallo tra Europa e Medio Oriente, alternando magistralmente il bianco e nero e il colore a seconda del tempo della narrazione (bn per i flesh backs e colore per i giorni d'oggi).
La fine lascia di stucco, con un particolare sentore malinconico in gola.
Nel complesso la mia critica è positiva, forse la Satrapi poteva sforzarsi un pochettino a diversificare meglio i personaggi, che a volte si confondono, ma tale è il parere generale della critica internazionale. Secondo l'aggregatore di recensioni Rotten tomatoes il 96,5% delle 93 recensioni raccolte è risultato positivo.
Nel doppiaggio sono intervenute numerose celebrità come Catherine Deneuve (la madre di Marjane) per il doppiaggio francese ed inglese, Sean Penn (il padre) per quello inglese, mentre per il doppiaggio italiano sono intervenuti Paola Cortellesi (quella donna continua a stupirmi) per il ruolo di Marjane adulta e Sergio Castellitto per il padre.
Bene anche per i premi internazionali: nominato agli oscar 2008 come miglior film d'animazione, nominato al 65° golden globe come miglior film straniero, vincitore del premio della giuria e nominato alla palma d'oro al festival di Cannes 2007, vincitore come miglior film straniero al Sao Paulo international film festival, vincitore al premio Cèsar per il miglior adattamento e la miglior opera prima e numerosi altri riconoscimenti.
Il governo iraniano non ha reagito molto bene alla produzione di persepolis: anche prima del suo debutto al festival di cannes l'organizzazione legata al governo iraniano "Iranian Farabi Foundation" ha inviato una lettera all'ambasciata francese di tehran dicendo: "Quest'anno il festival del cinema di
cannes, con un atto anticonvenzionale e non idoneo, ha selezionato un film sull'Iran che ha presentato una faccia irrealistica dei traguardi e dei risultati della gloriosa Rivoluzione islamica in alcune delle sue parti". Nel 2007 il film è stato scartato dalla "Bangkok International Film Festival" a seguito di pressioni provenienti dal governo iraniano; il direttore ha commentato:"Sono stato invitato dall'ambasciata iraniana a discutere la questione ed abbiamo raggiunto entrambi un accordo comune sul fatto che sarebbe stato benefico per entrambi i paesi se il film non fosse stato proiettato"e ancora "E' un buon film in termini artistici, ma dobbiamo considerare altre questioni che potrebbero presentarsi qui".
Ebbene, penso che siano tutte baggianate! Si tratta esattamente dello stesso tipo di atto di boicottaggio che il mondo islamico sta facendo per la fiera del libro di Torino...un atto di oscurantismo culturale che fa vacillare millenni di evoluzione e di elevazione dell'uomo, il tutto in nome di un credo, non religioso, ma politico; perche l'integralismo islamico è questo: solo politica nascosta dietro ad un beffardo velo di religione. Le crociate sono finite da quasi mille anni e mi ripugna pensare che nel mondo ci sia ancora tanta gente che crede nella guerra santa (ovviamente a tale categoria sono esclusi i politici, viscidi e corrotti...cioè uguali ed omogenei in tutto il mondo), e preciso che non sono affatto razista! Solo mi lascia perplesso tutta questa violenza, tutta, oserei dire, quest'ignoranza!
Luca