giovedì, 26 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Battute come "E' la ragazza più triste che abbia mai tenuto in mano un bicchiere di Martini" o "Io sono ibernato e tu morta"; yuppies scatenati; regia convenzionale; colonna sonora altisonante e onnipresente (come nei telefilm adolescenziali U.S.A.), con Fourth Time Around di Bob Dylan non proprio adatta al contesto fighetto, la solita Good Vibrations dei Beach Boys e un medico che cita Border Line di Madonna mentre fuori campo risuona One Of Us di Joan Osborne.
Tutto per vedere Tilda in una scena di 3'36".
Vanilla Sky: pasticciaccio new age non dichiarato, con lungo finale che vuol far credere che nonostante certe dicerie Scientology non è il Partito Socialista prima del '92 (o che il Partito Socialista prima del '92 non era Scientology?). Ma più che la setta di Tom Cruise (o lui è della setta?) reclamizza, male, la rockofilia di Cameron Crowe.
Mi fa fare un parallelo con quando sempre su RAI2 (quella volta "in diretta", ho invece registrato Vanilla Sky) vidi un altro pasticciaccio new age apposta per un attore: era Al di là dei sogni con Max von Sydow.
E il CorSera infierisce: in un articolo sui set milanesi, scrive che questo mese e il prossimo Tilda girerà Io sono l'amore a Villa Necchi Campiglio... chiusa al pubblico. Così vicina, così lontana.

Tommaso
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categoria:cultura, cinema, milano, arte, attori, orrore, tilda swinton
martedì, 24 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Klute ("Una squillo per l'ispettore Klute", diretto da Alan J. Pakula nel '71, inizio del sodalizio artistico tra la Fonda e Sutherland sr.) è uno dei film meno convenzionali di sempre in virtù di Bree Daniels, il personaggio di Jane Fonda: Image Hosted by ImageShack.usuna squillo d'alto bordo che riflette, una vera ribelle che rifiuta il falso ribellismo tutto droga del suo pappone (Roy Scheider) e delle ex "amiche".
John Klute, interpretato da uno dei miei attori preferiti, Donald Sutherland, bloccato però dalla rigidità del comunque simpatico personaggio, è un ispettore di polizia divenuto investigatore privato che giunge a New York incaricato da un comune amico d'indagare sulla scomparsa d'un uomo d'affari le cui ultime tracce sono delle lettere oscene a Bree, tormentata da un molestatore.
Nonostante il titolo, la protagonista del film è Bree: Klute s'adatta presto alla viziosa metropoli, conduce fermamente le indagini, ma l'attenzione è per Bree, personaggio forte e non omologato, spirito libero che si libera legandosi a qualcuno: Klute sarà un perbenista ma la protegge dai falsi amici che vogliono solo sfruttarla, oltre che dal molestatore.
Confronti città-provincia, uomo per bene-angelo decaduto, sincerità-falsità. Più d'un poliziesco: lo svolgimento non segue tanto la ricerca dello scomparso (il colpevole è presto rivelato) quanto l'instaurarsi d'un rapporto tra i protagonisti, così diversi. Bree quasi violenta Klute ma si trova legata a lui; non ci trova qualcuno che voglia improgionarla ma qualcuno che si prenda cura di lei (e ne è spiazzata): una versione più sporca e complessa della Holly Golightly filmica di Audrey Hepburn, più simpatica e intelligente di quella letteraria di Truman Capote (che sia un caso se Bree ha un gatto?). Le sedute dalla psicanalista servono solo a esplicitare (in maniera sbagliata: chi va dalla psicanalista non è necessariamente un genio) la riflessività di Bree: anche senza il personaggio affascinerebbe.

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Tommaso
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categoria:cultura, cinema, arte, attori, donald sutherland, jane fonda
lunedì, 23 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Riflessi in uno specchio scuro ("The Offence", 1972: sarebbe uno dei rari titoli italiani più belli dell'originale, non fosse una scopiazzatura dal melò di 7 anni prima Riflessi in un occhio d'oro) è un dramma diretto da Sidney Lumet: dramma in quanto film di matrice teatrale: tratto dall'opera di John Opkins This Story of Yours e costruito come dramma teatrale, basato su dialoghi di forte tensione: più parole che immagini, più attori che effetti. L'inizio fa pensare ad altro: lunghi silenzi, panoramiche sul bosco in cui la polizia cerca una bambina scomparsa, rapidi scambi di battute tra poliziotti. Un sospetto (Ian Bannen), ubriaco e sporco di sangue viene portato nella sala per gli interrogatori: qui il sergente Johnson (Sean Connery), fermamente convinto che sia il pedofilo che ha massacrato delle bambine e ne ha appena molestata una, lo brutalizza. Da qui il film diviene dramma teatrale: dopo una sequenza prettamente filmica, Johnson che torna a casa rivedendo i peggiori casi su cui ha indagato in passato, il film è fatto di dialoghi. Con la moglie (Vivien Merchant, prima moglie di Harold Pinter) che vorrebbe condividere le sue tragedie ma non sopporta il loro racconto; riportato alla base, col sovrintendente (Trevor Howard) che deve stabilire la legittimità o meno della sua condotta; il flashback dell'interrogatorio.
Voluto da Connery, che iniziava a tentare di staccarsi da James Bond, fu un fiasco (seppur poco costoso); più apprezzato dalla critica britannica che da quella estera.
Ma è un grande film: i dialoghi sono intelligenti, con nerbo; la vicenda avvince; la cupa fotografia di Gerry Fisher rende il fascino inquietante della provincia inglese; la regia di Lumet è un bel susseguirsi di brevi carrellate. I grandi Bannen e Howard reggono un film basato su un Connery magnifico, un'intepretazione impressionante: un personaggio complesso reso in tutti i suoi aspetti.

Tommaso
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categoria:cultura, cinema, arte, attori, polizia, sean connery, anglofilia
domenica, 22 giugno 2008
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In Una storia romantica, Antonio Scurati tratta di persone che consacrano la propria vita a qualcosa: scegliendo la via più difficile. E' un libro su chi crede in qualcosa di grande. Figure "bigger than life", da grande melodramma, da cinema d'una volta, da dramma shakesperiano... "We few, we happy few, we band of brothers: una fuga dalla medietà. L'umanità ha sempre cercato di conformarsi.

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Nel telefilm The Prisoner n. 6 è isolato, osteggiato, "curato" per la propria ribellione al conformismo. Gli altri abitanti del Villaggio accettano il tedio e non vogliono che qualcuno li disturbi scegliendo l'azione, l'interrogarsi, la via più difficile che passa dalla diversità, dal non essere un numero tra tanti.

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"Conoscevo una ragazza che anziché aprire le porte le attraversava" dice Mark Knopfler di chi le ispirò lo splendido album Love Over Gold e la title-track; il titolo, preso da un murales visto nei sobborghi di Londra, esplicita il parallelo con la poetica di Scurati: "amore anziché denaro".

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Che è anche quanto sta alla base di Wuthering Heights: consumarsi, distruggersi ma essersi consacrati a qualcosa, mentre gli "altri" s'accontentano di campare...

...s'accontentano d'essere numeri che passano per porte aperte.

Tommaso

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sabato, 21 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Bellissima, intelligentissima, coltissima, simpaticissima: l'altissima Katharine Matilda Swinton è una delle presenze più affascinanti nel mondo del cinema. Nata da famiglia ricchissima, ma ribelle: cambia corso di laurea (da Scienze Politiche a Lettere), lascia il teatro perché non lo sente suo, s'iscrive al Partito Comunista, aiuta i poveri, inizia a recitare con uno dei registi più liberi di sempre, Derek Jarman in film che dichiarano di criticare la condizione della Gran Bretagna - ma criticano tutto il mondo. La sposa straziata di The Last of England non è vittima solo della violenza conservatrice nella Gran Bretagna degli anni '80, ma di uno squallore che è andato oltre sia per spazio che per tempo - si veda l'Italia d'oggi. La Swinton è una ribelle che non insulta nessuno, non è una vana provocatrice, anziché mostrare la miseria altrui mostra la propria grandezza col  bel Cinema che fa e invoca nella Letter to a boy from his mother, o con installazioni artistiche (The Maybe, teca di vetro in cui dormiva) o videoclip (Orbital dei The Box, in cui è un personaggio alienato che vive a una velocità diversa dal resto del mondo e si spaventa leggendo su un televisore: "Monsters exist"... che la società che pretende normalità e omologazione l'abbia scoperta?). Ammiratrice di David Bowie, gli è spesso accostata per bellezza e ambiguità: oltre all'arcangelo Gabriele di Costantine, ha interpretato un ruolo trasgender in Orlando di Sally Potter, il film che dal romanzo di Virginia Woolf che l'ha resa celebre. Coinvolta sempre più in film hollywoodiani, affronta l'ambiente mainstream con sarcasmo: lo sketch alla serata degli Academy Awards del 2008, l'ironia alla presentazione del gioco per Playstation tratto dal primo episodio de Le cronache di Narnia, mantenendosi indipendente, presenziando a festival di cinema indie, sostenendo lo sciopero degli sceneggiatori, recitando in film scomodi, Michael Clayton, con personaggi liberi, George Clooney e Sidney Pollack.
Tilda Swinton è il meglio del cinema d'oggi.



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Tommaso - seconda foto fornita da latramaelordito
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categoria:cultura, cinema, sogni, arte, attori, storytellers, tilda swinton
giovedì, 19 giugno 2008
Chiavi di ricerca per outofthevortex:

- "audrey hepburn" clavicola (perché... le virgolette?)

- "tilda swinton" dedica oscar (a me)

- 'sandra ceccarelli' milano casino royale fidanzato (t'interessa il fidanzato che Sandra Ceccarelli ha incontrato al Casino Royale di Milano?)

- audrey hepburn bei youtub (sì, ci trovi qualche filmato carino)

- azienda usmate ihi (è a Cernusco Lombardone)

- chuck noris rambo 3 (no, era Sylvester STALONE)

- clint eastwood muore 2008 (SCHERZIAMO?)

- colonna sonora mulino bianco fred mercuty (noto cantante dei Quind)

- dire straits tannel of lov (una delle mie canzoni preferite!)

- foto figli mark knopfler (feticisti gossippari/1)

- giochi violentissimi che fanno uscire sangue a volontà (fanno uscire sangue A CHI?)

- glenn worf gossip (bassista di Mark Knopfler - feticisti gossippari/2)

- ingmar bernard (grande regista anglo-svedese!)

- karina all'ospedale (povera cara...)

- l'autografo di mark knopfler (averlo...)

- la più bella frase di mark knopfler ("Mi vergogno del mio ultimo album")

- marc knopher dire strait (scusa c'è un errore...)

- marck knophler pensa shur foto (... esatto, ora è giusto)

- parole and the sultans yeah the sultans are playing (poche e confuse)

- pomi di scopa e manici d'acciaio (versione demenziale del film con Angela Lansbury?)

- red staggerwing karaoke (il mio sogno!)

- resofonica eastwood (una resofonica magnum per l'ispettore Callaghan)

- ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità... (... passano ancora lenti i treni per Touzeur)

- statura di Tilda Swinton (1.79m, molto per una donna)

- ufficio d'igiene a milano via statuto (prendi la metro verde e scendi a Moscova, ti troverai in Largo La Foppa... via Statuto è proprio lì)

- weathering heights (proprio così)

- glenn worf personale (è una mania)

Tommaso
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categoria:follia, orrore
mercoledì, 18 giugno 2008
Anche un quotidiano illustre come il Corriere della Sera e un telegiornale serio (e per ciò odiato) come il TG3 danno oggi più importanza alle vicende della nazionale di calcio che alle angherie, mirate a consolidarne la dittatura, del Presidente del Consiglio. Nel '78 Videla fece vincere i Mondiali di calcio all'Argentina, paese ospitante, per distrarre la gente dai suoi crimini. Tuttora il calcio, mezzo efficacissimo per rimbambire milioni di persone disposte a combattersi in nome della propria squadra, è usato per coprire queste manovre mafiose. Chi ha votato per certi individui sappia d'aver aiutato la mafia. In nessun paese civile una persona mette milioni di cittadini in balia dei propri comodi. L'iniziale impegno per la ridicola, aberrante emergenza dei rifiuti, che tanto diverte (giustamente) la stampa estera non è nulla rispetto a quello per le pendenze giudiziarie di Berlusconi. Non ci si aspettino interventi sulla sicurezza nel lavoro, le priorità sono altre: impunità dei disonesti, punizione degli onesti, blocco alla libera informazione. Chi sostiene tale gentaglia SI VERGOGNI.

Tommaso
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categoria:politica, opinioni, orrore
martedì, 17 giugno 2008
Ancora oggi mi son sentito dire che la sessuofobia è transitoria e che è per me è troppo presto per trarre conclusioni. Di conseguenza DEVO formare una famiglia, perché la famiglia è un principio se non IL principio. La famiglia è però un principio commerciale, aldilà dei proclami cattolici sulla sua importanza per la società. Quando la società è divisa in parti uguali tra loro, tante famiglie "Mulino Bianco" padre+madre+figlio+figlia, è più facile vendere. Se invece le formazioni son diverse tra loro, single o padre+madre o padre/madre+figli o coppie gay con o senza figli, il mercato si frantuma. Perciò chi possiede le televisioni e ha interessi elettorali ha cura d'uniformare la popolazione. Le televisioni sono così scopo e mezzo: vanno fatte guardare e sono usate per guadagnare voti. Imponendo un'idea di normalità: il cittadino medio che s'interessa di calcio, non legge e guarda programmi volgari. La normalità è il rifugio degli imbecilli: la maggior parte delle persone tiene alla propria normalità e odia chi ne esce, perché è migliore. L'anormale è un genio osteggiato. Uno dei migliori veicoli di normalità è il sesso: TV sexy, riviste su personaggi televisivi sexy; TV che parla di TV sexy, riviste televisive su personaggi televisivi sexy. Tutto molto facile; chi ne esce accetta discorsi difficili ed è visto come nemico. E' molto facile non cercare le ragioni dell'altro. Se si cerca d'essere amico d'una ragazza, i normali non penseranno che si voglia essere suo amico, ma che si abbia "secondi fini"; perché nella loro mediocrità non contemplano l'alternativa a un normale rapporto ragazza-ragazzo. Il sottinteso che nasce dalla concezione meccanica della cose; persone non come individui a sé stanti ma automi mossi dagli stessi meccanismi. L'orgoglio della normalità è orgoglio della stupidità, perché la stupidità è normale essendo comune alla maggior parte delle persone; molti si vantano d'esser stupidi e ciò viene approvato; è proibito vantarsi della propria intelligenza. Lo sbandieramento della propria sessualità è mosso dalla rivendicazione della normalità. Chi afferma di non avere certi "meccanismi" è smentito in base alla comunanza d'essi: se tutti hanno certi meccanismi, anche tu devi averli. Ma non tutti hanno certi meccanismi. Sono stati dichiarati normali per imporli alla maggior parte delle persone e una sessualità normale garantisce il mercato. Ma ci sono persone -pochissime- che non hanno queste pulsioni. Ma non si contempla l'eventualità di ciò; neanche si dichiara che queste persone sono malsane (e già sarebbe azzardato), ma che mentono. Come gli psicologi che non contraddicono la sostanza delle dichiarazioni del paziente, negano con arroganza che pensi ciò che sa di pensare. Questo sistema della normalità è evidente nelle radio, tra quelle che propagandano l'orgoglio d'essere normali e la stupidità di molti DJ (a RadioCapital, emittente fuori dagli schemi quelli più intelligenti son stati licenziati... risultato una radio normale e brutta) e nelle ultime generazioni. La TV dice che fumare o vestirsi male o andare in discoteca è figo, i teenagers lo fanno, spacciando ciò per ribellione anche se ciò che tutti fanno per imposizione non è ribellione ma conformismo. Come Madonna che spaccia per ribellismo ciò che fa attenendosi alle regole del mercato. Risultato: chi non segue la massa è visto come conformista, chi la segue come un ribelle. Paradossalmente, ciò ha una logica, quella del mercato. E del fascismo; non inteso come quello creato nel 1919 da Mussolini, ma quello sempre esistito: il conformismo.

Tommaso
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lunedì, 16 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us E' recentemente uscito in DVD uno dei migliori films di sempre: The Yakuza, diretto da Sidney Pollack su sceneggiatura dei sommi Paul Schrader e Robert Towne. "100 years ago they were called Samurai"; se una volta c'erano i samurai, una volta c'erano anche grandi cineasti che giravano grandi films. E grandi attori: Robert Mitchum è impressionante.
Per salvare la figlia e il fidanzato d'un amico un investigatore privato torna in Giappone, in cui alla fine della Seconda Guerra Mondiale s'era fidanzato con una donna salvando lei e la figlia piccola dalla miseria; ma dopo 6 anni il di lei fratello era tornato dalle Filippine, umiliato dall'essere in debito con un occupante. L'operazione comporta però l'inimicizia d'un potente boss yakuza.
Un film su amicizia, senso dell'onore, rimorso, la memoria del bene avuto che supera quella del male subito: la cultura giapponese è raffigurata in modo sincero, senza caricature. Il fanatismo per il rispetto delle regole è ammirato: il documentario sulle riprese s'intitola infatti Promises To Keep. "Un vero uomo non dimentica mai. Un vero uomo paga i suoi debiti". Gli avversari sono disonesti: il miglior modo d'affrontarli è unirsi e rispettare i patti.
Un film lento, violento ma senza la spettacolarizzazione pornografica in voga oggi: i massacri sono ragionati, sia nello svolgimento che nella raffigurazione, l'intento non è realizzare un film d'azione ma un'opera poetica, il cui lirismo sta nella gratitudine tra persone che si amano, in volti come quelloImage Hosted by ImageShack.us di Mitchum, carico d'una tenerezza che neanche il furore dei combattimenti cancella. "100 anni fa erano chiamati Samurai": la nostalgia per un tempo in cui i titoli si davano in base al merito è parallelo a quello in cui i films erano opere d'arte in cui i personaggi erano Personaggi, gli attori erano Attori e gli autori erano Autori. Impassibile Mitchum partecipa alla vendetta del suo amico, il volto una maschera triste che si capacita, pur non accettandolo, della vacuità della tragedia. In Brothers In Arms Knopfler afferma che siamo nello stesso mondo ma viviamo in pianeti diversi: The Yakuza mostra che il confine non è statunitensi-giapponesi ma onesti-disonesti. Difatti vi son traditori d'entrambe le nazionalità, come amici fedeli. Il gesto che Harry Kilmer-Mitchum compie alla fine è la dichiarazione di ciò: pur non essendo giapponese può essere un Samurai. La differenza non è statunitensi-giapponesi, ma Yakuza-Samurai, chi paga i propri debiti e chi cerca vendetta,  cinema brutto e cinema bello.

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Tommaso

postato da: thomaspendragon alle ore 15:51 | Permalink | commenti (3)
categoria:cultura, opinioni, cinema, sogni, arte, attori, violenza, robert mitchum
domenica, 15 giugno 2008

C'è chi dice che studiare sia noioso... ha ragione! 
Ma ieri, mentre studiavo la solita...e noiosissima... chimica organica, mi sono imbattuto in un paio di curiosità impreviste!!!

La prima, magari un po' banale, tratta dell'aspirina... altrimenti detta acido acetilsalicilico! Ebbene, si chiama in questo preciso modo perchè, fin dai tempi di ippocrate, era nota la particolare proprietà lenitiva ed antinfiammatoria della corteccia del salice!!! Ah, questi chimici... sono sempre così pieni di fantasia!!!
La seconda curiosità, che dovrebbe suscitare l'interesse di tutti i maschietti...ma soprattutto delle femminucce che li sopportano... riguarda, bensì, l'ALITO PESANTE!!! Sapete quando le nonne dicono "hai l'acetone" per dire in modo carino che ti puzza l'alito? Hanno ragione!!! Io non riuscivo proprio a capire, insomma, l'acetone si usa per le unghie...non è possibile averlo in corpore! Deve essere sbagliato il termine...sarà qualcosa come "acetosi" o simili. NO!!! A quanto pare il fegato produce fisiologicamente delle sostanze, chiamati corpi chetonici, presenti in tutti gli organismi in quantità ridotte. Quando questi corpi chetonici, che sono degli acidi carbossilici, raggiungono patologicamente una quantità critica (in seguito a diabete mellito od altre precise malattie) iniziano una reazione chiamata decarbossilazione, che dà come prodotti l'anidride carbonica e...l'ACETONE!!! L'organismo non è in grado di metabolizzare questo acetone...che viene quindi espulso mediante i reni e i polmoni...dando il tipico odore dell'alito pesante!!!
Ah...questo ovviamente non vale per chi non si lava i denti!!!

Donne di tutto il mondo, se avete un fidanzato, come dire... PESANTE... portate pazienza! Potrebbe esservi utile quando non sapete come togliervi lo smalto!!!

P.S. : l'articoletto sull'occhio tarda a stendersi...appena ho un buco lo termino....promesso!

Luca

postato da: Mironcino2003 alle ore 11:18 | Permalink | commenti (4)
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sabato, 14 giugno 2008
Per inagibilità del palco il concerto dei Lady Bugs è saltato...

Tommaso
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categoria:musica, cultura, concerti, orrore, dire straits, mark knopfler, lady bugs
venerdì, 13 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Una delle cantanti più brave e belle di sempre, la frangetta più bella del rock: Christine Ellen Hynde è rimasta nella storia del rock come una "chick" e ne va fiera, ma è molto di più. Ottima compositrice e autrice, grandissima esecutrice, in lotta per i diritti degli animali. Sottovalutatissima:  i suoi Pretenders hanno avuto un discreto successo solo negli USA e negli anni '80. Paradossalmente, essendo lei un'anglofila emigrata dalla nativa Akron (Ohio) a Londra per seguire il rock britannico degli anni '70. Ossessionata dal sogno di far parte d'una band, canta e suona in varie band senza successo sino alla pubblicazione nel '79 di Pretenders col gruppo da lei formato, The Pretenders: un'ottima formazione, col batterista Martin Chambers, il bassista Pete Farndon e il chitarrista James Honeyman-Scott. Farndon e Honeyman-Scott moriranno di droga dopo i primi 2 albums; Chambers andatosene per incomprensioni tornerà recentemente. Chrissie è autrice di quasi tutto il repertorio d'una band che, dopo vari cambiamenti (coinvolto il grande chitarrista Robbie McIntosh) vive della di lei immagine e del repertorio dei primi grandi album, Pretenders, Pretenders II, Learning To Crawl e Get Close. Identificati con Brass In Pocket, Don't Get Me Wrong e I'll Stand By You, i Pretenders hanno fatto ben altro: Chrissie è infatti l'autrice di pezzi duri, scabrosi, sarcastici come Up The Neck, Tattoed Love Boys, Precious, Bad Boys Get Spanked, furenti come Middle Of The Road e Time The Avenger; alcune splendide concessioni a uno stile più morbido sono Message Of Love, Talk Of The Town, Kid. E' stata infatti apprezzata da Neil Young, che ha voluto i Pretenders in apertura d'un suo tour e Bob Dylan, che ha voluto Chrissie come corista d'un suo concerto a Wembley e a cantare I Shall Be Released al concerto del suo 30° anniversario di carriera.
Ha orgogliosamente proclamato i Pretenders una band per perdenti. Ottimo motivo per insistere.  "Rockin' reelin' double dealin', one more time this time with feeling yeah!"

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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:21 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, cultura, sogni, arte, storytellers, the pretenders, chrissie hynde
lunedì, 09 giugno 2008
Era il 7 giugno 2007 quando, alla fine d'un contratto da vigilante, m'adoperai per creare questo blog. Pochi giorni prima darthtess aveva lasciato un commento sul mio blog anglofono segnalandomi l'apertura del suo blog su Splinder. L'inizio d'un blog poco frequentato e commentato ma da bloggers stimabilissimi, contrassegnata da richieste di chiusura, minacce e insulti da parte di qulacuno meno stimabile. Ma mi diverto così.
Grazie agli amici che seguono il blog e a Luca per la recente partecipazione.

Per festeggiare l'evento m'è stata offerta un udienza da un rispettabilissimo personaggio di spicco... in 2 giorni di ritardo perché l'altro ieri era impegnato a trovare col premier dei modi di favorire le loro dignitosissime associazioni, ieri per complimentarsi con lui della genialata della proposta di 5 anni di carcere a giornalisti troppo curiosi.

Image Hosted by ImageShack.us Tommaso de Brabant: Quale onore, Don Vito, bacio le mani a Vossignoria.

Image Hosted by ImageShack.us Don Vito Corleone: 'Masino, beddu picciotto, m*****a come sei alto! E beddu! E affascinante!

Image Hosted by ImageShack.us T.d.B: Mi confondete...

Image Hosted by ImageShack.us D.V.C.: Ma figurati! Come stai?

Image Hosted by ImageShack.us Bene, Vossignoria, grazie, mia nonna Vi manda queste frittelle, con omaggi e auguri...

Image Hosted by ImageShack.us Santa donna, tua nonna! Le cassiere la fanno ancora arrabbiare?

Image Hosted by ImageShack.us No, da quando avete "parlato" col direttore non osano.

Image Hosted by ImageShack.us Benissimo. C'è un favore che posso farti?

Image Hosted by ImageShack.us La Vostra gentilezza è enorme, ma io non voglio approfittarne...

Image Hosted by ImageShack.us Ma che m*****a dici, se non accetti m'offendo!

Image Hosted by ImageShack.us Grazie davvero. Avrei una questione sentimentale...

Image Hosted by ImageShack.us Racconta, sei tra... Amici!

Image Hosted by ImageShack.us Quell'attrice, Tilda Swinton... vede, ci sarebbe il marito...

Image Hosted by ImageShack.us Ah, ti piace il marito? Che sei, ricchione?

Image Hosted by ImageShack.us No! Il marito è l'ostacolo...

Image Hosted by ImageShack.us Ah, t'interessa l'attrice! OK, lo faccio parere un incidente...

Image Hosted by ImageShack.us No, Vi prego, non le chiederei mai una cosa simile, poi ci son i bambini, che gli raccontiamo... vorrei solo che lo si convincesse a... mettersi da parte.

Image Hosted by ImageShack.us Considerala cosa fatta, picciotto. Ora và per favore e non sentirti in debito. Prima o poi avrai occasione di ripagarmi.

Image Hosted by ImageShack.us Sarà un onore. Bacio le mani, Eccellenza.

Tommaso
domenica, 08 giugno 2008
Milano negli ultimi giorni s'è impegnata per sensibilizzare riguardo il riscaldamento globale... io quando devo attraversare la strada davanti a casa mia devo aspettare che passino decine d'auto o fare lo slalom tra auto ferme col motore acceso. Tante persone fanno viaggi inutili in auto, a volte solo per usarla. A pochi metri ho un campetto da calcio con un'illuminazione poderosa.

Sabato 14 giugno 2008, ore 14:00: Lady Bugs, band di tributo ai dIRE sTRAITS, live a Canneto sull'Oglio per la manifestazione benefica tuttingioco2008 in favore delle famiglie con persone con disturbi psichici. Qui il messaggio dello staff di Knopfleriani.it.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:09 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 06 giugno 2008
Il sempre gentilissimo latramaelordito m'ha assegnato, per le mie "innumerevoli informazioni su cinema, mostre e mostri sacri della musica e della cultura" (bel gioco di parole) il Premio D-eci e Lode; che ho già ricevuto da darthtess pochi mesi fa, vedi qui. Doveroso comunque ringraziare il Gran Maestro di Stile Pier e consegnare il premio a blogger meritevoli assenti all'epoca:

la simpaticissima Pinkland
e il grande intellettuale Simone Bocchetta
che pregherei di passare al link sopra rimandante alla mia premiazione.
Grazie ancora, Pier!

Sabato 14 giugno, ore 14:00, Canneto sull'Oglio (MN): Lady Bugs live per una manifestazione in favore dei bambini disabili.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:53 | Permalink | commenti (3)
categoria:musica, saluti, ringraziamenti, concerti, gioia, dire straits, mark knopfler, lady bugs
venerdì, 06 giugno 2008

Alla fine mi faccio sempre coinvolgere troppo dai film che mi piacciono... e, come suggerisce il titolo, l'ultimo che ho visto è stato Kill BIll! Ottimo regalo frutto del mio compleanno, come Million Dollar Baby (Grazie Tommy)!

Cavolo, che forza della natura (sia il film che Uma Thurman)!!!
La trama riprende, più o meno prepotentemente, le saghe western di Leone e le saghe di arti marziali tanto in voga tra gli anni '60 e '70 (della serie Bruce Lee and co.) e si divide in 10 capitoli...assolutamente in ordine anacrologico. Cosa che non intacca in alcun modo la fluidità del film. Alcune scene, come quella del combattimento al buio tra Black Mamba (Uma Thurman) e gli ultimi sopravvissuti degli scagnozzi di O-Ren Ishii (Lucy Liu), posseggono una tale magia da lasciare a bocca aperta e sognare di poterle rivedere fino a quando gli occhi non ne ricorderanno ogni particolare.
Ciò che mi ha colpito della pellicola... domanda: ma è ancora giusto dire pellicola nell'era del digitale?... in ogni modo: ciò che mi ha colpito è come, quel bell'uomo di Tarantino, sia riuscito a mescolare dramma, dolore, comicità e odio, per poter rendere quasi del tutto innoqua la violenza gratuida descritta nel film. E' impressionante come si possano guardare le scene di combattimento (bracci mozzati, occhi cavati, caviglie dilaniate ecc...) senza quasi che ci si accorga di quello che sta accadendo. E' vero, si vedono fiotti di sangue spruzzare a fontana... ma sono scene talmente assurde che non possono essere concepite dalla nostra cognizione, e vengono alla fine tradotte dal nostro cervello non come violente, ma come irriverenti! Anche se immagino che molti di voi non la pensino proprio in questo modo...

Ma non trovate che il nostro Thomas Pentragon assomigli a Tarantino? Per carità, non fisicamente (quel posto è già occupato da Clint e da Max), ma caratterialmente. Gli manca solo l'esperienza della videoteca... ma la cinefilia invidiabile e l'abilità della sceneggiatura ci sono! A quando la palma d'oro?!?!?

Uhfff...tra una bioingegneria Elettronica e una chimica organica, una pausa di riflessione cinematografica ci voleva proprio!!! Tra l'alto, visto che non mi basta il carico di studio che mi appioppano, ora sto anche perdendo tempo a ragionare su alcune cose (interessanti, per carità) riguardanti l'occhio...se vi va potrei mettere quella specie di articolo che sto scrivendo al riguardo... cosa dite ragazzi?

Luca

 

postato da: Mironcino2003 alle ore 00:20 | Permalink | commenti (7)
categoria:cultura, opinioni, cinema, quentin tarantino
lunedì, 02 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Essenziale e riflessivo, scarno e spettacolare: apparentemente contraddittorio, il cinema di John Boorman ha una sua precisa identità. Questo "suburban boy" cresciuto poverissimo mostra i grandi problemi della vita concreta riflettendo sulle grandi sfere, già da ragazzo occupato a guadagnare i soldi per sopravvivere s'interrogava sui Miti. Nato in città, cresciuto in campagna ha colto l'ambiguità dei posti in cui viveva e anziché realizzare film schizofrenici li connota precisamente. Il ritorno alla natura di Deliverance è letale, ma in The Emerald Forest è un'alternativa migliore alla civiltà distruttrice; il sovvertimento della natura in Zardoz. Inglese di nascita, statunitense di occhio, europeo di pensiero, la sua è una spettacolarità minimalista, fatta di azioni. Un cinema piccolo, il suo solo film "grosso" è Excalibur, fatto con effetti speciali da teatro. Lo stile di Boorman si fonda sui movimenti di mdp: le carrellate brevi e rapide di Point Blank, il volo di Pazuzu tra i templi di Exorcist II: The Heretic o quello in The Emerald Forest. Ma le sue inquarature non si limitano al virtuosismo tecnico, raccolgono simboli come i quadri di Zardoz, le icone del tempio di Exorcist II: The Heretic che tornano in Excalibur in cui cavalieri percorrono la Waste Land di Eliot: col suo universo culturale Boorman cerca gli archetipi che fondano la storia umana; come Theilard de Chardin lo cerca nella mente. E' la "quest" di Burt Reynolds in Deliverance, di Sean Connery in Zardoz, di Richard Burton in Exorcist II: The Heretic, dei cavalieri di Excalibur, di Powers Boothe in The Emerald Forest, di Patricia Arquette in Beyond Rangoon. Un continuo tornare, i personaggi di Boorman sono il messianico re Arthur che torna ciclicamente lasciando tracce in ogni epoca e arte. Facendo film senza genere perché ne toccano molti Boorman lascia tracce in più generi. Sottovalutato da pubblico e critica, ingiustamente non accolto tra i Grandi, (ma ha realizzato uno dei film più famosi di sempre, Deliverance, uno dei più intelligenti, Zardoz, uno dei migliori, Excalibur, uno dei più influenti, Point Blank; ha lanciato Brendan Gleeson, Liam Neeson, Gabriel Byrne; ha rilanciato Lee Marvin e Jon Voight; ha avuto come direttori della fotografia Alex Thomson, Vilmos Zsigmond, William A. Fraker; la sua bellissima autobiografia, Adventures Of A Suburban Boy, tra sobrietà e poesia, è stata apprezzata da Harold Pinter - suo attore in The Tailor Of Panama e Paul Auster) realizza film che circolano poco, s'occupa della crescita del cinema irlandese, coltiva alberi.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:37 | Permalink | commenti (5)
categoria:cultura, libri, cinema, sogni, arte, attori, storytellers, john boorman
domenica, 01 giugno 2008
Venerdì: Turn into Me, mostra temporanea di Nathalie Djurberg a Milano. Una caverna in cui il visitatore è accolto da video orrorifici con pupazzi di stoffa alla Tim Burton (il lupo mannaro di We are not two, we are one è più che una citazione). Orrori domestici a volte collegate con maternità ambigue, violenze spesso riconducibili alla sfera sessuale, corpi cadenti o decomposti, la morte d'alcuni che diviene vita d'altri, teatrini allucinati visivamente affascinanti, splendido.

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La mia sessuofobia non è aumentata da ciò come non vacilla dinanzi alle canzoni dell'avvenente Chrissie Hynde, ma nel repertorio dei suoi Pretenders preferisco le canzoni più esplicite, che stia divenendo come Clint in Tight Rope (quasi-remake di Cruising con Pacino forse bisex), ottimo padre e poliziotto integerrimo attirato dalle perversioni del serial killer su cui indaga?


 
Tommaso