martedì, 29 luglio 2008
Palazzo Reale: visita con mamma alla mostra su Francis Bacon. Carina, ma potevano metter le didascalie più vicine ai quadri. Forse era una metafora: ogni quadro un viaggio per saperne il significato. Per Bacon l'arte è l'ossessione degli uomini e i quadri non devono limitarsi a esser belli da vedere, o sarebbero la mera decorazione apprezzata dagli accademici. Aveva ragione.

L'ho accompagnata alla Rinascente e ho notato che lì anche i vigilanti sono checche. Brutto ambiente.

Passaggio in un posto più apprezzabile: la Rizzoli della galleria Vittorio Emanuele. Preda: I migliori film degli anni '70 della Taschen, curato da Jurgen Muller. Sarebbe stato più adatto "i più importanti".

Cronaca di un amore: un Antonioni al debutto, non estremo, ma innovativo: una storia d'amore non piatta (ma il titolo è orrendo), con dei bei pianosequenza (il ricevimento con partita e carte e il ponte).

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 15:21 | Permalink | commenti (12)
categoria:cultura, libri, cinema, milano, sogni, arte, gioia, follia
venerdì, 25 luglio 2008
Il post di Luca (scienziato e viaggiatore di Out of the Vortex) di ieri sta avendo successo... grazie alle sue capacità e a un mio disperato appello dal grande Rearwindow. Questo blog è in crisi di visite e commenti... non credo nella quantità, ma scrivere per ricevere un commento, per quanto gradito, a post è sconfortante.

E restando in tema di Internet... se a gennaio aprii uno space su MySpace, ora potete cercare "Tommaso de Brabant" su Facebook.

E restando in tema di cose appena aperte su Internet... sta per aprire il sito dei Pretenders. Ci si possono ascoltare in anteprima tracce dal nuovo album, Break Up the Concrete. Sto sognando disco e concerto.

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Tommaso
lunedì, 21 luglio 2008

Ben ritrovati a tutti, finalmente ho finito il tour de force degli esami di questo semestre... così posso tornare a dedicare un po' di tempo al blog! Mi dispiace di non essere più intervenuto per così tanto tempo, e di essere sparito anche dai vostri rispettivi blog, ma vi assicuro che facevo fatica a trovare il tempo di accendere il computer!!! Comunque ne è valsa la pena...gli esami sono andati alla grande!

Inoltre domani notte parto e vado per 10 giorni in francia, meta: BRATAGNA!!!

Per farmi perdonare, però, ho finalmente finito di scrivere l'articolo sull'occhio che vi promisi tempo fa.

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L’ALIASING DELL’OCCHIO UMANO

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I recettori visivi, conosciuti come coni e bastoncelli, sono quegli organi che trasformano l’informazione visiva in impulso elettrico. Tale impulso viene trasportato dal nervo ottico fino al cervello, e ci permette di elaborare l’immagine di ciò che stiamo osservando… in modo praticamente real time (in realtà c’è un piccolo ritardo temporale dovuto alla velocità non infinita dell’impulso nervoso).

Inoltre è noto come, negli esseri umani, tali recettori siano sensibili esclusivamente alla variazione dell’immagine che si osserva, cioè al movimento. Però, se proviamo a metterci immobili davanti alla nostra scrivania, in effetti essa non sparisce! Questo accade perché i muscoli ottici fanno compiere all’occhio frequentissimi e impercettibili micromovimenti e, in questo modo, anche se l’ambiente che ci circonda è immobile, è il nostro occhio che si muove e fa attivare i recettori. In particolare, la frequenza con cui l’occhio compie tali micromovimenti, è in prima approssimazione una frequenza di campionamento ( ogni volta che l’occhio si muove e fa “accendere” coni e bastoncelli, si campiona l’immagine e si manda l’informazione al cervello).

Anche i recettori delle rane sono sensibili al movimento, ma i loro occhi non sono in grado di “vibrare” per attivarli; in questo modo, quando una rana si trova in ambienti fermi (come sul bordo di uno stagno), in realtà non vede nulla…qual ora, invece, un insetto saltasse da una foglia all’altra, sarebbe ben visualizzato dall’anfibio, che con un rapido movimento della lingua compirebbe un facile insetticidio!

 

Ma, tornando a noi, cosa succede quando le immagini in movimento sono più veloci del nostro occhio?

Perché le ruote di una macchina in partenza iniziano prima a girare in un senso e poi abbiamo la percezione che si fermino ed inizino a girare all’incontrario? Abbiamo a che fare con un bel fenomeno di aliasing ,o di equivocazione di frequenza. Dovete sapere che un’importante teorema dell’analisi dei segnali digitali, il teorema di Shannon, dice che per campionare a dovere un segnale analogico (cioè per trasformarlo in digitale) la frequenza di campionamento deve essere almeno doppia alla massima frequenza del segnale da campionare, altrimenti lo strumento incaricato di trasformare il segnale analogico in digitale compirà tale operazione in modo erroneo ed introducendo delle distorsioni.

Esempio di aliasing dovuto ad un campionamento a frequenza insufficiente

 Nell’immagine la linea rossa rappresenta il segnale analogico da campionare, i quadratini sono i campionamenti e la linea blu rappresenta il segnale campionato; è evidente come i due segnali siano differenti, e questo è un grosso problema. Se si seguisse il teorema di Shannon si avrebbero 2 campioni per periodo, e quindi il segnale analogico verrebbe riportato senza rilevanti distorsioni nel modo digitale.

 

Nel caso dell’occhio la frequenza di campionamento è di c.ca 15Hertz (15 campioni al secondo), anche se molto variabile da individuo ad individuo.Uno pneumatico tubeless da automobile di grosse dimensioni montato su ruota

Supponendo che il cerchione sia costituito da 5 raggi (come in figura)

e che se ne osservi precisamente un solo punto, allora esso sarà toccato da un raggio ogni 1/5 di giro. Se la ruota fa un giro al secondo, il punto sarà toccato 5 volte da un raggio, e così via.

Secondo quanto detto sul teorema di Shannon, fin quando  i raggi colpiranno il punto con una frequenza inferiore di 15/2 Hz (cioè 7.5 volte al secondo) l’occhio sarà in grado di campionare la situazione in modo perfetto, senza distorsioni (perché la frequenza di campionamento è almeno il doppio di quella del segnale analogico); se invece la ruota gira più velocemente, la frequenza di incidenza dei raggi aumenta, mentre quella di campionamento dell’occhio, ovviamente, rimane costante, ed è minore del doppio della frequenza dei raggi. Si crea quindi un fenomeno di aliasing e l’occhio inizia a vedere rallentare la ruota (anche se effettivamente non rallenta!). Quando la frequenza di incidenza dei raggi sul punto scelto aumenterà fino a diventare uguale a quella di campionamento, allora la ruota sembrerà ferma; se aumenterà ancora la ruota riprenderà ad accelerare… fino a quando la velocità DSCF0996della ruota non sarà talmente elevata da impedire il riconoscimento dei raggi (ecco perché i cerchioni delle macchine in corsa sembrano dei dischi grigi semitrasparenti!). Tale fenomeno prende il nome di effetto stroboscopico.

 

Un caso simile all’effetto stroboscopico è quello della cinematografia (molto amata dai lettori di questo blog): delle immagini fotografiche statiche vengono messe in sequenza con una frequenza che va dai  30 ai 50 fotogrammi al secondo (30-50 Hz), in questo modo l’occhio non è più in grado di distinguere i singoli fotogrammi e, grazie all’inerzia dei recettori (non si spengono subito, ma dopo un piccolissimo intervallo di tempo) si ha la sensazione di vedere un’unica immagine fluida in movimento!

 

C’è da dire, per correttezza scientifica, che il discorso trattato in questo articolo è un’approssimazione, in quanto l’occhio non è una macchina digitale, ma un organo analogico! Il flusso di informazioni è quindi continuo, ma possiamo dire che i recettori sono pronti a ricevere l’informazione successiva dopo c.ca 1/15° di secondo, è quindi presente una sorta di componente digitale… Dopo tutto il cervello è talmente complicato che ogni tipo di modello sarebbe in qualche modo approssimativo.

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E' un'argomento che a me affascina moltissimo, ma sono consapevole che molte delle cose che ho scritto siano difficili da capire, ma se volete chiedere qualcosa sarò felicissimo di farmi in quattro per darvi una risposta!!! Speriamo di trovare qualche internet point nei campeggi in cui andrò!

In fede,

Luca

postato da: Mironcino2003 alle ore 23:51 | Permalink | commenti (18)
categoria:cinema, università, bioingegneria
domenica, 20 luglio 2008
Il 23 settembre uscirà (in vinile, a ottobre su CD) il nuovo album dei Pretenders, Break Up the Concrete.
Sogno d'andare a un loro concerto.

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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 18:08 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, cultura, sogni, arte, concerti, gioia, the pretenders, chrissie hynde
mercoledì, 16 luglio 2008
Image Hosted by ImageShack.usManny, rapinatore di banche e idolo degli altri detenuti, reduce da 3 anni in isolamento e Buck, giovane stupratore suo "fan" fuggono dal carcere di massima sicurezza di Posthaven, Alaska. Salgono su un potente treno merci, ma il macchinista muore d'infarto. Il treno prende così velocità e isolati dalla prima locomotiva non possono fermarlo, neanche con l'aiuto dell'aiuto macchinista Sara. Renken, il direttore del carcere che odia Manny per i suoi 2 precedenti tentativi di fuga li insegue per ucciderlo.

Diretto con vigore da Andrei Konchalovsky da un soggetto di Akira Kurosawa, A 30 secondi dalla fine è un film potente, con grande azione e personaggi pregni della grandezza shakesperiana (da cui la citazione dal Richard III prima dei titoli di coda) cara a Kurosawa. Come Manny non è solo un brutale criminale ma un disperato che vuole elevarsi, il film non è una banale vicenda d'azione ma un grande dramma umano. Manny è una figura paterna per Buck, lo rimprovera duramente quando questi li confida il progetto di vivere di rendita con una rapina: non vuole che si rovini come lui, vuole che lavori. Parla aspramente, è violento ma dà una lezione di vita, anche quando lo costringe a tentare di passare nella prima locomotiva. Renken è il suo opposto, un cattivo con una sua grandezza, nel gusto per la sfida, nel coraggio, nel senso del dovere. Il finale, pur guastato dalla retorica delle inquadrature dei carcerati, mostra la grandezza di Manny, personaggio più grande della vita, interpretato da un Jon Voight immenso. Cupe musiche di Trevor Jones, già adattatore di Wagner per Excalibur di Boorman, poi affiancato a Bowie per quelle di Labyrinth.

Tommaso

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postato da: thomaspendragon alle ore 17:34 | Permalink | commenti (4)
categoria:cultura, cinema, sogni, arte, attori, violenza
martedì, 15 luglio 2008
Il Sole24Ore stila una classifica delle università italiane in base a parametri di qualità.
L'Università degli Studi di Bergamo, in mano a persone aberranti, si piazza al 41° posto su 60, ultima nel Nord Italia.

Dov'è la vostra boria ora?
Son proprio contento d'essere in partenza.

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Per la gioia di Luca, al 1° posto vi è il Politecnico di Milano.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:55 | Permalink | commenti (13)
categoria:milano, gioia, orrore, università, bergamo, arrivederci
sabato, 12 luglio 2008
Ieri, Milanesiana: doveva esserci John Milius ma è stato sostituito da Jùlio Bressane. Presenti a sorpresa Massimo Donà e Ruggero Pierantoni. Previsti Antonio Rezza, Elio delle Storie Tese, Enrico Ghezzi. Ma ero lì per Milius.
Appena entro una signora dell'organizzazione mi dice che in prima fila c'è un posto per me, tra i riservati. Che l'intervento balbettatissimo dello scorso anno con Friedkin e quello stentoreo di quest'anno m'abbiano reso una star?
Conferenza più divertente che interessante, chiusa da esilarante e profondo corto di Rezza e Flavia Mastrella sui piedi (il cervello dei poveri).
Per strada ho incontrato Marcello Dell'Utri.

Per non esser andato lì per niente mi son procacciato una preda (alla FNAC, che stile!):


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Ora ho tutte e 4 le riedizioni... il prossimo passo è la conquista del mondo.

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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 18:12 | Permalink | commenti (7)
categoria:musica, cultura, cinema, milano, arte, gioia, the pretenders, chrissie hynde
lunedì, 07 luglio 2008
Uno dei film più potenti e significativi di sempre, non paragonabile a nessun altro:

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The Last Of England
("Ciò che resta dell'Inghilterra", 1987, di Derek Jarman, recentemente pubblicato in Italia da Alet in  una rarissima edizione libro+DVD)

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Poesia per immagini: il degrado del Regno Unito thatcheriano raccontato intrecciando immagini d'un eroinomane, d'un eretico, d'un popolo in fuga, d'esecuzioni sommarie, discorsi di Hitler, musica elettronica, narrazione di Nigel Terry e canzoni interpretate da Marianne Faithfull e Diamanda Galas, Pump and Circustance di Elgar, paesaggi inglesi, Londra dal Tamigi, grattacieli statunitensi, fino alla maledizione lanciata da una Sposa il cui promesso Sposo è stato fucilato prima della cerimonia, sotto lo stesso cielo giallo-rosso che copriva le città prima visitate.

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E' una denuncia della volgarità che sopprime il Domani "perché irrilevante", che spinge i propri figli in discoteca (Jarman creò un sodalizio artistico con gli Smiths, nemici dichiarati delle discoteche), a ubriacarsi e "contare i c***i" che vi hanno rimediati, che domina in un impero che crea guerre con cui omaggiare i propri governanti (il Neonato Reale coperto con giornali riportanti notizie sulle Falklands, "S'è divertito nelle Falklands?" "Sì, Signora" "La prossima guerra sarà quella grossa, vero?" "Lo spero, Signora"). La Sposa intepretata da Tilda Swinton è la Madre di Jarman ma non la Madre inglese che manda i propri figli in guerra; di fronte al proprio Sposo fucilato lacera il vestito con cui è stata adornata dai carnefici e invoca su di loro la maledizione divina.
E' anche un trattato d'estetica cinematografica, in cui i colori sostituiscon le parole e le immagini i fatti. Il bianco e nero d'alcuni momenti e l'Union Jack sono situazioni, il viaggi in trance sul Tamigi e tra le città U.S.A. concentrano l'attenzione sul cielo bicolore, vaniglia e porpora.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 18:23 | Permalink | commenti (2)
categoria:cultura, libri, cinema, sogni, arte, attori, derek jarman, tilda swinton
sabato, 05 luglio 2008
La scorsa edizione della Milanesiana incontrai William Friedkin, ottendendo questo trofeo:

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Quest'anno "Hurricane Billy" è tornato.
Doveroso per me esserci...

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La mente e il cinema. Armando Besio modera; presenti Friedkin, Patrick McGrath, Enrico Ghezzi (Antonio Gnoli dà forfait).
Introduzione con una breve intervista di Ciprì e Maresco a Monicelli, mito di Friedkin che alla fine grida "Bravo Monicelli!" e "canta" il tema de I soliti ignoti. McGrath e Friedkin scherzano volentieri, uno dice che come sia manicomi che libri son opere d'arte, l'altro che i suoi film son tristi solo in apparenza, considera The Exorcist un film divertentissimo.
Giunge il momento delle domande... stavolta non balbetto.

Image Hosted by ImageShack.us Tommaso de Brabant: Friedkin, Lei ha parlato del contrasto tra la sua allegria e la tristezza solo apparente dei suoi film e del suo dare più importanza ai personaggi che alle storie, come con Popeye e Cloudy; quindi in To Live and Die in L.A., "Vivere e morire a Los Angeles", la spettacolarizzazione, pur non fine a sè stessa, la musica insistente, il montaggio dinamico, rendono il film un gioco, pur accompagnato da una narrazione forte, che lei conduce e riducono i protagonisti a dei fantocci? Grazie.

Image Hosted by ImageShack.us William Friedkin: Ciò che m'interessava più in To Live and Die in L.A. erano questi agenti dei servizi segreti che un giorno proteggevano il Presidente degli U.S.A. e il giorno dopo rincorrevano un contraffattore di carte di credito. Ciò che mi colpì di questi personaggi fu la loro follia: agenti scelti, molto rispettati nel loro paese, da corpi speciali più elitari dei vostri Carabinieri, ma completamente pazzi, che derubavano una persona per comprare soldi falsi. La musica serve a narrare ma solo se accompagnata da immagini e a potenziare queste: come in Chariots Of Fire, delle persone che corrono su una spiaggia non sono un'immagine molto forte che però diviene evocativa con quella musica... (canta il tema di Vangelis)

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A proposito di momenti di gloria: dopo la conferenza, il momento degli autografi. Mi faccio avanti con la macchina fotografica, Friedkin accetta, quando m'avvicino gli dico che c'ero anche lo scorso anno e lui dice d'avermi riconosciuto...  anche se non ho balbettato?

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Gli dico che è più bello di me, ringrazia, lo ringrazio, lo saluto, mi saluta.
 
Torno con un altro preziosissimo, rarissimo, bellissimo trofeo dalla vicina libreria Utopia.

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"Do not trow anything... out of the VORTEX"


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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 20:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:cultura, cinema, milano, sogni, arte, saluti, ringraziamenti, gioia, follia, william friedkin, tilda swinton
venerdì, 04 luglio 2008
1 anno di blog: 1 anno di cose viste e sentite. Dopo i premi ai bloggers, i premi alle opere in 1 anno di Out of the Vortex (da 07/06/2007 a 03/07/2008).

Miglior film:

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To Live and Die in L.A.

Miglior DVD:
(ex aequo)

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Blade Runner


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Scarface
(grazie Luca)

Miglior libro:
(ex aequo)

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John Boorman, Adventures of a Suburban Boy

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Antonio Scurati, Una storia romantica

Miglior disco
:
(ex aequo)

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 dIRE sTRAITS, aLCHEMY

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The Pretenders, Learning To Crawl

Miglior concerto:
(ex aequo)

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Coro Bach, Basilica di S.Marco, Milano 22/05/2008

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 Mark Knopfler, Datchforum, Assago (MI) 15/04/2008

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Lady Bugs, Alcatraz, Milano 20/10/2007

Miglior mostra:

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Nathalie Djurberg, Turn Into Me, Fondazione Prada, Milano 19/04-01/06/2008

Miglior evento:

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Milanesiana 2007

Miglior artista:

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Tilda Swinton

Tommaso
martedì, 01 luglio 2008
Il grande Simone Bocchetta m'assegna 2 splendidi premi:

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1- al ricevimento del premio bisogna scrivere un post mostrando il premio, il nome di chi ti ha premiato e il link corrispondente
2- scegliere 7 (minimo) blogs o siti che si ritengano brillanti per temi trattati e design, indicandone nome e link e avvisandoli che hanno ricevuto il premio "Brillante Weblog"

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1- scegliere 7 blogs che si considerino meritevoli di questo premio, perché c'insegnano a vivere qualcosa in più sia con la mente che col cuore
2- esibire il premio e riportare nome e link di chi l'ha assegnato;
3- riportare nomi e links dei premiati;
4- mostrare il link col blog Pic nic con le fragole da cui nasce l'iniziativa.

Per entrambi i trofei premio:

darthtess
latramaelordito
Diari del sognatore
deneil
Pinkland
Roberto Fusco junior
ClaudioCasaz

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 15:39 | Permalink | commenti (8)
categoria:ringraziamenti, gioia