venerdì, 04 luglio 2008
1 anno di blog: 1 anno di cose viste e sentite. Dopo i premi ai bloggers, i premi alle opere in 1 anno di Out of the Vortex (da 07/06/2007 a 03/07/2008).

Miglior film:

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To Live and Die in L.A.

Miglior DVD:
(ex aequo)

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Blade Runner


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Scarface
(grazie Luca)

Miglior libro:
(ex aequo)

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John Boorman, Adventures of a Suburban Boy

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Antonio Scurati, Una storia romantica

Miglior disco
:
(ex aequo)

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 dIRE sTRAITS, aLCHEMY

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The Pretenders, Learning To Crawl

Miglior concerto:
(ex aequo)

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Coro Bach, Basilica di S.Marco, Milano 22/05/2008

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 Mark Knopfler, Datchforum, Assago (MI) 15/04/2008

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Lady Bugs, Alcatraz, Milano 20/10/2007

Miglior mostra:

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Nathalie Djurberg, Turn Into Me, Fondazione Prada, Milano 19/04-01/06/2008

Miglior evento:

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Milanesiana 2007

Miglior artista:

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Tilda Swinton

Tommaso
domenica, 01 giugno 2008
Venerdì: Turn into Me, mostra temporanea di Nathalie Djurberg a Milano. Una caverna in cui il visitatore è accolto da video orrorifici con pupazzi di stoffa alla Tim Burton (il lupo mannaro di We are not two, we are one è più che una citazione). Orrori domestici a volte collegate con maternità ambigue, violenze spesso riconducibili alla sfera sessuale, corpi cadenti o decomposti, la morte d'alcuni che diviene vita d'altri, teatrini allucinati visivamente affascinanti, splendido.

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La mia sessuofobia non è aumentata da ciò come non vacilla dinanzi alle canzoni dell'avvenente Chrissie Hynde, ma nel repertorio dei suoi Pretenders preferisco le canzoni più esplicite, che stia divenendo come Clint in Tight Rope (quasi-remake di Cruising con Pacino forse bisex), ottimo padre e poliziotto integerrimo attirato dalle perversioni del serial killer su cui indaga?


 
Tommaso
domenica, 10 febbraio 2008
Image Hosted by ImageShack.us(diceva Clinton Eastwood sr. a Clinton Eastwood jr., raffigurato a lato)

Nel post su To Live and Die in L.A. cito spesso The Gauntlet ('77, "L'uomo nel mirino") che acquistai e vidi a pochi giorni di distanza dal film di Friedkin.

Ben Shockley (Clint Eastwood), poliziotto alcolizzato di Phoenix che non ha mai avuto il "grande caso" và a Las Vegas per scortare "un testimone da nulla per un processo da nulla", Augustina "Gus" Mally (Sondra Locke), squillo d'alto bordo d'aspetto angelico. Ma poliziotti male informati e federali corrotti faranno di tutto per impedirgli il ritorno a Phoenix. Finale delirante nella città sgomberata con autobus che attraversa corridoi di poliziotti (il "gauntlet" è il corridoio, con a un'estremità un getto d'acqua, di poliziotti che prendono a manganellate i nuovi arrivati nelle carceri) che lo crivellano.

E' un potente racconto, purtroppo decaduto al rango d'opera minore, ma raffigura come le persone valide siano maltrattate da approfittatori, prepotenti, disonesti. Shockley accetta di buon grado la sfida, sapendo che tutto ciò gli tornerà (come dico io, "fa curriculum"); il motivo idiota della scia di sange che segue la fuga dei protagonisti mostra la piccolezza di cui ha causato tutto ciò. Shockley è come tutti i personaggi di Eastwood: Tommy Highway (Heartbreak Ridge, "Gunny"), il marine la cui guerra "non finiva mai", in lotta con un mondo che non lo vuole; Harry Callahan, il poliziotto che sfida ogni regola per ottenere giustizia VERA. Semiautistici che agiscono solo in base al proprio dovere senza contemplare la possibilità di scorciatoie; le vie comode sono per i mediocri. Meglio sputare sangue, perché ogni ferita è un merito, ogni sfida è vinta se combattuta onestamente, farsi un passato per esser fieri del proprio presente (Eastwood non sfoggia a caso le sue rughe).
Colletti bianchi che si definiscono "veri lavoratori" e maltrattano gli operai, accademici che in nome della propria libertà di parola la negano al Papa (non sono ancora stato d'accordo con lui ma non gli tappo la bocca e aspetto che parli ancora, magari concorderemo su qualcosa), filosofi che insegnano la vita chiusi nel proprio studio, viziati che cacciano AMICI da lezione per poi minacciarli sicuri dell'appoggio di "baroni" loro favorevoli, personaggi che fanno cadere governi malconci ma onesti per interesse personale, parassiti pagati per niente, critici perbenisti che tacciano autori ambigui, aggressivi, coraggiosi (Eastwood, Friedkin, Cimino, Boorman) di "stupidità", "fascismo", "rozzezza" perché giudicare male la superficie è più facile che trovare il disagio che li muove.
Con questi individui (cui son grato) si può invertire il discorso di Tony Montana / Al Pacino nel ristorante in Scarface: "Sono orrendi, io non sono come loro". Esser onesti è ottima cosa di per sè, ma ciò è qualcosa in più. Shockley e Callahan prendon atto dei fatti e non s'arrendono: distinguersi e meritare ciò che si ha. Se è poco, fa niente. Ogni goccia di sangue sputata è di per sè un premio, una vittoria, un merito. A volte poi la ricompensa è immensa, come l'amore d'una Gus Mally che riconosce il vero eroe, quello con la spina dorsale.

"...come on and take a low ride with me girl..."

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Tommaso
lunedì, 17 dicembre 2007
Image Hosted by ImageShack.usQuella carogna del mio migliore amico m'ha dato ieri sera il suo regalo di Natale, anticipandomi scorrettamente: la sontuosissima Platinum Edition di Scarface; abbiamo visto il film (io l'avevo già visto in TV - il DVD taglia la dedica finale a Howard Hawks, regista del film originale e al posto della didascalia rossa iniziale mette sottotitoli, ma tra gli extra c'è anche la versione TV).

Antonio "Tony" Montana è forse il ruolo più celebre di Al Pacino, vuoi per le magliette idiote in onore e del narcotraffico vuoi perché è spesso citato come modello di recitazione: Pacino è infatti perfetto, furente-freddo-tra le righe, recitazione a 360°.
Il film ha aperto la strada a grandi polizieschi anni '80 come Vivere e morire a Los Angeles di Friedkin, L'anno del dragone di Cimino, Black Rain di Scott: molta violenza ma mai compiaciuta, ritmo serrato ma non nevrotico, musica martellante, atmosfera cupa con dominanza di rosso e nero.
Grande regia: dePalma ha affermato di aver limitato i movimenti di macchina per narrare una storia umana (dolce il corteggiamento di Montana a Elvira/Pfeiffer: comprando l'auto per far colpo su di lei chiede l'antenna per intercettare i dischi volanti) prima d'una vicenda d'azione, ma non mancano i movimenti geniali come quello durante il massacro nel motel: dalla stanza all'automobile, dall'automobile alla stanza che sarà ripreso da Brian deCardiopalma 4 anni più tardi nell'aggressione in casa di Malone/Sean Connery ne Gli Intoccabili. E il dettaglio degli occhi di Montana quando s'ingelosisce per la sorella è significativo: fosse stata solo questione di difendere l'onore della sorella e col suo quello della famiglia, ci sarebbe stata solo una sceneggiata, ma l'attenzione agli occhi svela uno stato psicologico.
Musiche di Giorgio Moroder, sceneggiatura di Oliver Stone; il più grande merito del film è il lancio di Michelle Pfeiffer.
postato da: thomaspendragon alle ore 17:09 | Permalink | commenti (12)
categoria:cinema, arte, attori, al pacino
domenica, 25 novembre 2007

Qui si conclude l'avventura con poliziotti e poliziotte da piccolo e grande schermo scelti tra i miei prediletti... il protagonista di questo post è stato velatamente chiesto da un'affezionata lettrice e grande blogger. Colgo l'occasione per risarcire il suo interprete della mia incauta frase "1 Richard Burton vale 2 Al Pacino".

Image Hosted by ImageShack.usLieutenant Vincent Hanna

da Heat - La sfida

(USA 1995 - scritto e diretto da Michael Mann)

interpretato da Alfredo "Al" James Pacino (25 Aprile 1940, New York, New York)

Il suo volto scarno ben rappresenta il suo modo d'essere: Vincent Hanna agisce infatti seguendo un unico scopo, far bene il poliziotto. Con ciò finisce per trascurare la moglie che si vendica tradendolo ma riconoscendo che amerà sempre quest'uomo onesto, instancabile, solido. Pacino giganteggia, s'impadronisce dello schermo senza dare un attimo di respiro agli spettatori e al rivale de Niro: la scena nel fast-food è celebre per aver unito per la prima volta i due attori italo-americani che hanno dominato il panorama divistico dai '70 in poi, ma è soprattutto un ottimo raffronto tra le contraddizioni comuni ai due: ora misurati ora istrionici, ora freddi ora nevrotici... in ciò certo Pacino, a volte raggelante a volte indemoniato (difatti poco più tardi sarà...): più che per gli sviluppi della trama, lo spettatore è in agitazione per il suo essere sempre sul punto di esplodere.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 16:32 | Permalink | commenti (4)
categoria:cinema, sogni, arte, attori, polizia, al pacino
venerdì, 31 agosto 2007
Stanotte danno Serpico in TV ma io l'ho visto alcuni giorni fa. Mia mamma infatti alcuni giorni prima (se metto ancora "alcuni giorni fa/prima" arriviamo alla mia nascita) ha intercettato e placcato il DVD. Il suo fanatismo paciniano ha dato un buon frutto. Fotografia livida, atmosfera angosciante quasi pinteriana coi poliziotti che vorrebbero far fuori Frank Serpico ma non lo fanno, prima cercano d'irretirlo poi lo ammoniscono gentilmente poi lo sopportano infine cominciano a maltrattarlo - almeno, vorrebbero perché non li lascia mica fare. Come in Birthday Party di Pinter o nel telefilm The Prisoner. Non a caso il regista è Sidney Lumet, del cui 12 Angry Men il pinteriano (vedi appunto Birthday Party) Friedkin (legato a Pacino da Cruising su un altro poliziotto in ambiente ostile, anche se in tal caso l'uomo nel mirino era il regista) fece un remake televisivo. Al Pacino che dà di matto poi è fortissimo. Strano che il grande Francis Murray Abraham (indovinello: con Al in ...?), allora ignoto ma in una parte vera, non una comparsata non sia accreditato.

Selah!
postato da: thomaspendragon alle ore 15:18 | Permalink | commenti (6)
categoria:cinema, sogni, attori, al pacino, william friedkin