domenica, 06 gennaio 2008

Venerdì pomeriggio su Rete4 Come rubare un milione di dollari e vivere felici. L'ho visto per la 2° volta, la 1° fu il Carnevale di 2 anni fa. Lo trovai più divertente allora ma è sempre carino (com'ERANO belle le commedie romantiche...). William Wyler fa un bel lavoro con la struttura del museo, Parigi invita ad andarci, Hugh Griffith è un grande, Eli Wallach idem, Moustache è simpaticissimo, Peter O'Toole bravobelloaltoelegante quasi quanto me (ossia molto) e lei... è sempre adorabile, ma quando fa la psicopatica perfino di più (e più del massimo è tantino).

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postato da: thomaspendragon alle ore 17:47 | Permalink | commenti (4)
categoria:cinema, arte, gioia, attori, audrey hepburn
martedì, 20 novembre 2007

Acquistando giorni fa il DVD di Casino Royale l'ho fatto tornare alla ribalta sulla scena mondiale e con esso la sua coprotagonista, Eva Green, il cui ritorno nelle sale italiane è imminente, con The Golden Compass. L'ho così intervistata.

Image Hosted by ImageShack.us Tommaso de Brabant: Uno dei migliori talenti degli ultimi anni: Eva Green. Grazie per aver accettato l'intervista.

Image Hosted by ImageShack.us Eva Green: Ma grazie a te - perché ci diamo del tu, vero? Come potevo rifiutare una tua intervista, non potevo tirarmi indietro di fronte a un incontro con un esperto di cinema così competente nonché affascinante.

Image Hosted by ImageShack.us T.d.B.: Grazie, ma la persona affascinante qui sei tu. Ormai sei entrata nella storia del cinema: diretta da nomi importanti come Bertolucci e Ridley Scott, una parte importante nel film della svolta di James Bond e ora in un kolossal ambiziosissimo. Soddisfatta o vuoi arrivare più in là.

Image Hosted by ImageShack.us E.G.: Un modo per arrivare in alto è non ritenersi mai arrivati in cima... a proposito, sei altissimo!

 Image Hosted by ImageShack.us Son sempre contento quando lo si nota.

Image Hosted by ImageShack.us E' impossibile non notarlo. E sei tanto bello e intelligente quanto alto.

Image Hosted by ImageShack.us Grazie. Anch'io non posso non notare e lodare le tue doti. La Bond girl che interpreti, Vesper Lynd è uno dei personaggi più significativi dell'epopea bondiano. Merito della personalità dell'attrice?

Image Hosted by ImageShack.us Ora sei tu a lusingare me. Certo ho dato, onestamente, il massimo per non far del personaggio un elemento decorativo... la presenza d'un Bond forte come Daniel Craig è stata uno stimolo, anche se con te protagonista le cose sarebbero andate anche meglio, senza nulla togliere a Daniel che è un grandissimo attore, ma purtroppo soffriva del complesso d'inferiorità nei tuoi confronti, dato che sul set aleggiava l'ipotesi d'una sua sostituzione da parte sua... sei stato molto gentile a voler che continuasse lui.

Image Hosted by ImageShack.us Per Daniel questo e altro, se lo merita. Nella tua carriera finora non hai sbagliato nulla, complimenti.

Image Hosted by ImageShack.us Sì, non posso lamentarmi di quanto sta accadendomi, ma la carriera non è tutto e ho un grosso rimpianto.

Image Hosted by ImageShack.us Mi spiace...

Image Hosted by ImageShack.us Perché t'ho incontrato dopo Audrey Hepburn? Ora sei legato a lei e mi pare di non avere più speranze... non vorrei obbligarti a rinunciare a lei e farla soffrire...

Image Hosted by ImageShack.us Scusa, non volevo toccare argomenti dolorosi. Ringrazio e faccio i migliori auguri a Eva Green, grande attrice, persona di carattere e cervello, icona di stile.

Image Hosted by ImageShack.us Grazie a te.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 17:23 | Permalink | commenti (6)
categoria:cultura, cinema, sogni, arte, attori, audrey hepburn, daniel craig, eva green, james bond
mercoledì, 07 novembre 2007

Essendo questo blog di orientamento esplicitamente cinefilo, inizio una serie d'interviste a grandi personalità del cinema. Inaugura ciò la protagonista dell'ultimo film di cui ho scritto (e che ho visto), Cate Blanchett, intervistata dall'inviato Tommaso de Brabant... che sarei io.

Image Hosted by ImageShack.us Tommaso de Brabant: Che onore discorrere con Cate Blanchett, l'attrice del momento, reduce dalla Coppa Volpi 2007 e del successo del secondo Elizabeth. Attrice bravissima, pluripremiata e d'immenso fascino.

Image Hosted by ImageShack.us Cate Blanchett: Onore mio parlare con un così grande esperto che come vedo è anche un uomo molto affascinante.

Image Hosted by ImageShack.us T.d.B.: Lei mi confonde e sopravvaluta. Che pensa della Mostra di Venezia che l'ha appena omaggiata di un tale premio?

Image Hosted by ImageShack.us C.B.: E' una mostra di gran livello perché retta da grandi intenditori, anche se nessuno come lei... a proposito di alto livello, lei è molto alto!

Image Hosted by ImageShack.us Lieto che lo noti. Che pensa di Elizabeth - The Golden Age, un delirio visionario che nonostante la sontuosità della messinscena punta tutto su di lei?

Image Hosted by ImageShack.us Diamoci del tu, per favore... mi confonde che metti tutto il peso del film sulla mia prestazione, ma è trovo sia merito del personaggio: Elisabetta I fu una donna di gran carisma, una vera leader tanto da offuscare l'importanza d'un personaggio valoroso come Walter Raleigh, anche se immagino che se ci fossi stato tu al posto di Raleigh l'equilibrio sarebbe stato diverso.

Image Hosted by ImageShack.us [Ride] Adesso non esageriamo. Una donna intelligente e di talento come te punta sulla bellezza senza essere volgare. Ti si può definire un'icona di bellezza intelligente?

Image Hosted by ImageShack.us Penso che un'icona di bellezza intelligente possa essere la tua fidanzata, Audrey Hepburn... così come tu sei un'icona di bellezza intelligente maschile.

Image Hosted by ImageShack.us Audrey sarà lieta di questo suo elogio. Comuenque ciò non esclude che anche tu sia degna di tale status. Che film sogni di girare?

Image Hosted by ImageShack.us Qualcuno diretto da te.

Image Hosted by ImageShack.us Ringrazio di cuore Cate Blanchett, attrice brava, bella e intelligente.

Image Hosted by ImageShack.us Grazie a te per l'onore di quest'intervista.

M'accorgo ora di aver giocato a fare il giornalista poco dopo la morte d'un vero giornalista. Non c'è un legame tra le due cose, avevo pianificato questo post prima della sua scomparsa, ma non posso non cogliere l'occasione per salutare un uomo, ripetendo la definizione montanelliana che tanto amo citare, con la schiena dritta. Alcuni omuncoli in tutta la sua carriera, specialmente uno di recente con l'aiuto dei suoi servi, hanno cercato di farlo tacere ma lui non è mai stato zitto. Ma gli omuncoli servono a far risaltare la grandezza delle brave persone... purtroppo ciò comporta che facciano del male, ma ce li dobbiamo tenere. Fino al suo ultimo giorno è stato calmo e lucido come in tutta la sua carriera. Grazie Enzo Biagi.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 16:40 | Permalink | commenti (6)
categoria:cultura, opinioni, cinema, attori, lutto, audrey hepburn, cate blanchett
lunedì, 29 ottobre 2007
Venerdì 26 è finito il mio contratto da 1 mese alla IHI, 4° esperienza come metalmeccanico (oltre a vigilante, e commesso). Tante persone simpatiche, qualche capetto ("Sai leggere i numeri? Non dico addirittura latini, bastano quelli arabi..." "Certo, so leggere molto bene la mia media di 29/30simi" tiè). Ho imparato più in questi periodi in fabbrica che all'università. Almeno, all'università ho imparato come non devo essere.

Sabato sono tornato alle superiori per l'orientamento universitario. Durante la presentazione ho balbettato e una ragazza in prima fila era molto divertita da ciò, rideva di gusto nascondendosi con la manica. Dovendo andarmene pochi minuti prima della fine, mi sono alzato per prendere la giacca e davanti a tutti le ho sibilato "Tu farai molta strada", poi col pollice alzato "Brava". Tre turni d'esposizione, ho raccomandato di non fare come me, di iscriversi a Lettere se si è appasionati e non per il "pezzo di carta" come chi arriva a lezione senza sapere chi siano Conrad e/o Eliot e/o le Bronte. Durante il primo turno una ragazza m'ha anche incoraggiato, "Calmati". Gli altri espositori gentilissimi, soprattutto la stupenda archeologa che ora insegna allo scientifico.

Nel weekend sono tornato a Cannobio (residenza estiva della famiglia di mio padre) dopo 8/9 anni. Tutti contenti, come me.
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Passato a Milano, shopping folle alla Feltrinelli della stazione Porta Garibaldi:

Image Hosted by ImageShack.uslo stupendo album dei dIRE sTRAITS Making Movies che già conoscevo (questa copia però è MIA);

Image Hosted by ImageShack.usil loro live che cercavo da molto On The Night, dall'"On Every Street" tour del '92-3 (l'ultimo); bello ma scaletta leggerina;

Image Hosted by ImageShack.usl'ultimo ('91) album dei Queen Innuendo; la title-track è una delle mie canzoni preferite in assoluto, I'm Going Slightly Mad è molto bella come These Are The Days Of Our Lives ma il resto è proprio brutto. Mi aspettavo dal booklet altre illustrazioni di Grandville come quella stupenda nella cover o quella per me molto unhemlich del retro ma niente. Mi sono tolto comunque uno sfizio.

Image Hosted by ImageShack.usimmagino di non dover spiegare perché ho preso questo;

Image Hosted by ImageShack.usidem.

Selah!
sabato, 20 ottobre 2007
L'ultimo arrivato (settimana scorsa L'amico americano e il mese prima Paris, Texas - gran giornata aetistica... ricordo l'appuntamento di stasera a Milano, consiglio di esserci!) nella mia collezione di DVD: un benvenuto a
 
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The rain in Spain stays mainly in the plain
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Selah!
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categoria:musica, cinema, sogni, arte, gioia, audrey hepburn
domenica, 30 settembre 2007
Ieri mia mamma m'ha regalato un porta-macchina fotografica (sa quanto voglio bene alla mia piccolina, una Minolta Riva Zoom 75 W a rullino) con su 2 facce questa foto:

Image Hosted by ImageShack.us (domani fanno Sciarada mentre lavoro e il mio videoregistratore non registra Rete4!!!!!!!!!! AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!)

Sempre ieri ho avuto in prestito la "penna" con le foto della mitica corsa a Curno (si vedano i post del 10 giugno "Un giorno da criceto" e dell'11 "Un giorno dal veterinario"):

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Grazie a Chiara per aver scattato le foto e al mio "coach" Pietro (visibile a sx in maglietta azzurra mentre sconsolato assiste alla mia andatura costante ma da bradipo, prevedendo un risultato mediocre e pensando "Dovevo puntare alla SNAI che fa meno di 25 giri").

Selah!
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categoria:cinema, gioia, attori, audrey hepburn, podismo
domenica, 19 agosto 2007
Sabato scorso son stato al Museo Nazionale del Cinema di Torino, creato nel 2000 nella Mole Antonelliana con la stessa materia di cui son fatti i sogni. C'ero già stato in 3° sup., ma per questioni di tempo (la mattina andammo al Museo Egizio e una gita scolastica a Torino non è tale senza passarci, come ogni scolaresca elementare brianzola deve sottoporsi all'orrendo rito di visitare Crespi d'Adda) la visita fu parziale e dovevo togliermi un peso dalla coscienza.Museo-moloch.jpg (34046 bytes) Poche volte m'è sembrato d'arrivar così vicino all'essenza del Mito della Settima Arte, fra tutte la prima volta che vidi Million Dollar Baby al cinema: la leggenda di Clint, film vecchio stile, voce fuori campo, i topòs di un'America rimasta alla Depressione tra pugilato, blues e tough guys, l'esser in una multi sala (Torri Bianche di Vimercate) quindi ricordare gli enormi cinematografi parigini o statunitensi che si vedon per l'appunto in film d'allora o d'ambientazione "vecchia". Nonostante le eterne polemiche su Hollywood, il Museo celebra molto il divismo hollywoodiano, aggiungendogli fascino ma non trascurando il cinema indipendente e/o europeo (poca Asia). Si parte dall'archeologia: effetti ottici, camere oscure, primi esperimenti, spesso inquientante (andavan di gran moda fantasmagorie, demoni, silhouttes d'ambigue processioni al chiaro di luna, quasi terrificante); si passa alla galleria delle professioni necessarie a realizzare film, narrante con cimeli, foto, frasi e spezzoni di film (son capitato nella nicchia sui costumi proprio quando proiettavan la scena di Breakfast at Tiffany's in cui Audrey/Holly dopo essersi abbigliata furiosamente esce dal bagno e chiede a George Peppard "Come sto?" La vera domanda è CHE DIAMINE DI RISPOSTA S'ASPETTAVA?); tra i costumi esposti c'era quello di Peter O'Toole per Lawrence d'Arabia (a proposito di David Lean: ieri sera su Rai1 eran allegri e han dato Dottor Zivago: non l'ho ri-visto - quindi niente tifo morettiano sul finale - ma mi son addormentato col "Tema di Lara" in testa): par della mia misura, volevo prenderlo. Poi la galleria dei manifesti "storici". Tutto ciò in corridoi lungo il perimetro della Mole, ai piani bassi: al centro, una cavità di più d'80 metri le cui pareti son percorse fino a circa metà da una passerella in cima alla quale si posson far giochini divertenti come entrare in Matrix o vedersi proiettati su vari televisori da più angolature. Ci son le ricostruzioni di salotti italiani di varie epoche: in quello anni '80 vinili di Duran Duran, Madonna, Nick Kamen... protesterò con la direzione per l'assenza dei dIRE sTRAITS. Alla base, una teca espone l'uovo di Alien (ho quasi pianto); calpestando una bara (très jolie) s'arriva alla stanza "horror"; poi "musical"; dalla sagoma di Will Coyote intagliata in una porta rossa (scomoda, è a misura di bambino, solo uscendo ho scoperto che bastava spingere) s'entra nella stanza "cartoon"; il Caffè Torino ospita il neorealismo italiano (ilbalcone m'ha ricordato più l'Overlook Hotel) e tante altre cose carine. Bello, bello.

D'allora sulla mia scrivania campeggia:

(prima c'era Taxi Driver che misi da 14-5enne esaltato e idiota che sbraitava aberranti stupidaggini nelle assemblee - ho pure beccato qualche sassata, ma almeno si parlava di politica a scuola e parlo dell'anno scolastico 2001-'02, non torno addirittura al '77; ora solo MTV, SMS, tvtb, 3msc, cicci-cì ciaccia-cià, dudu-dù dada-dà; T.D. è un grandissimo film, ma mi ricordava quanto son stato stupido - utile come monito, però; e almeno posso dir d'aver fatto "politica attiva", e questo poster è comunque molto più bello)

La sera ho poi visto (a scrocco) What's New Pussycat e nella mia sessuofobia (scusate l'outing) ho adorato ("per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare / quei programmi demenziali con tribune elettorali" nuovo concorso "Trova la citazione" - Isy ha vinto l'edizione precedente con Industrial Disease, da Love Over Gold, dIRE sTRAITS, 1982, musica e testo di Mark Knopfler e s'è beccata il lauto premio, trovando anche un mio errore) il film bollato dalla critica U.S.A. (ma apprezzato in Europa) come licenzioso e immorale. Era il 1965: un pastiche simile poteva aver successo solo allora. Nel '90 il meno riuscito Zia Julia e la novela fu un fiasco; oggi un film bizzarro non avrebbe speranze, dev'esser tutto lineare (non oso pensare al destino che il delirante - ma razionale, quasi freddo nel suo prendersi sul serio - Zardoz di Boorman avrebbe uscendo oggi anziché nel '74). E un cast così (Allen, Andress, Sellers parteciparon anche al primo Casino Royale, la parodia non ufficiale di 007 con David Niven / James Bond e Orson Welles / LeChiffre) è difficile da trovare (grande l'apparizione di Richard Burton!). Clive Donner è regista pinteriano, ma non mi stupisce abbia messo mano a quest'opera così british-style. Le battute della sceneggiatura di Woody Allen son elaborate, ragionate ("Stai zitta quando urli con me!") ma tutto scivola nel delirio più totale: nella scena dell'albergo, quando son tutti preoccupati per l'arrivo della polizia notate Romy Schneider (sì, l'avete notata per tutto il film): non riesce a trattenere le risate. Grande Allen che cena in riva alla Senna per il compleanno e chiede a Peter Sellers che, avvolto nella bandiera norvegese, vuole dar fuoco al suo "bellissimo corpo", il sale; come O'Toole che rievocando le sue passate avventure si vede alle medie corteggiare un'insegnante con cappellino e pantaloni corti.
Il leit-motiv del suo personaggio è sempre stato il mio motto: "Se la luce mi colpisce in un certo modo son quasi bello" (ridicolo per un bellissimo come lui). Abituato a smaniare per i truci Michael Caine e Lee Marvin, sto ammirando sempre più quest'attore, ormai è un mio mito.

Selah!
postato da: thomaspendragon alle ore 17:10 | Permalink | commenti (8)
categoria:cultura, opinioni, cinema, sogni, arte, attori, audrey hepburn, apertura mentale, anglofilia
martedì, 07 agosto 2007

 Sto facendo il catsitter a due condomini, mentre son via controllo Simba e guardo film a scrocco (hanno Sky). Ieri c'era Ispettore Brannigan la morte insegue la tua ombra (in originale non danno retta alla Wertmuller e l'hanno intitolato "Brannigan"), con il Duca nei panni di Jim Brannigan (ho già letto questo nome...), ispettore della polizia di Chicago che va a Londra a prendere il criminale Lenkin (John Vernon, Point Blank) da estradare. Scotland Yard gli affianca la giovane detective Jennifer (Judy Geeson) e l'ufficiale sir Charles (il mitico Richard Attenborough). Quanto Lenkin viene rapito, devono collaborare col suo ambiguo avvocato Mel Fields (Mel Ferrer, il mio rivale...); Lenkin ha poi messo sulle tracce di Brannigan il sicario John Gorman (Daniel Pilon). Si vede anche Lesley-Anne Down, co-protagonista con Connery e Sutherland di 1855: la grande rapina al treno e ex moglie di William Friedkin.

Solo un poliziesco, ma carino, giusto per il gusto di veder il Duca assestare qualche pugno. Peccato per due ralenti inutili e un momento di suspence sprecata: Fields punta la pistola a Lenkin e dice "Quando ci incontrammo mi dicesti una frase che d'allora è il mio motto..." io da semi-sdraiato mi metto seduto, aspettando una frase memorabile e pronto a incidermela in testa odo: "... 'non fidarti mai di nessuno'..." Sconforto. Quando Brannigan arriva all'aeroporto di Londra chiede a Judy come ha fatto a riconoscerlo e lei risponde: "M'han detto di aspettare un uomo leggermente più piccolo della Statua della Libertà". La frase migliore potrebbe esser questa (ma se fossi stato lì ci avrebbe confusi... MUAHAHAHAH impossibile, era il '75). Ferrer brilla di luce propria.

Grazie a Pietro e Chiara, buone vacanze, gli animali stanno bene.

Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 15:44 | Permalink | commenti
categoria:cinema, arte, ringraziamenti, gioia, attori, audrey hepburn, john wayne
giovedì, 02 agosto 2007

Oggi è il 75° compleanno di Peter O'Toole da Connemara, grandissimo attore, irlandese rugbista e gran alzatore di gomito con Richard Harris e Richard Burton:

"Non sono una mosca da salotto, sono una lucertola da bancone, mangio mosche da salotto a colazione"

(questa sua frase è riportata in un suo ritratto al "Oliver st.John Gogarty's pub di Dublino, vicino a Temple Bar)

Tanti auguri! Foto scelta A CASO:

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Selah!

postato da: thomaspendragon alle ore 13:24 | Permalink | commenti (3)
categoria:cinema, sogni, gioia, audrey hepburn
giovedì, 26 luglio 2007

Il cinema è la mia religione. Secondo mia nonna m'è stata trasmessa da mio nonno; in effetti da bambino son stato forgiato dalle rievocazioni delle sue avventure nelle peggiori sale di Milano per vedere i duri d'allora (Lee Marvin, Robert Ryan, Sterling Hayden, Glenn Ford, Henry Fonda, Burt Lancaster, Telly Savalas...); ma tuttora il mio fanatismo è alimentato da mia madre che mi sottopone il meglio e il peggio della produzione odierna.

Lunedì aveva il turno di pomeriggio; tornando lei alle 22,30, le ho registrato da Canale5 Sotto il sole della Toscana. Un'esperienza mistica. S'è giustificata dicendo che il libro di Frances Mayle è diverso, dunque s'aspettava qualcosa di carino. Non sono italofilo (anzi...), ma i luoghi comuni non mi piacciono, siano rivolti a chicchesia. Davvero gli uomini italiani portano il colletto della camicia lungo la clavicola? Davvero in Italia non lavora nessuno e se qualcuno s'azzarda a farlo abbandona il posto con disinvoltura? Davvero in Italia si crede che ricevere feci di piccione in testa sia segno della volontà divina (una fandonia tra l'altro blasfema!)? Gradirei il parere di Severgnini. Leggendari i camei della signora Quattro Salti in Padella nel ruolo della contessa Bramasole, di Claudia Gerini come agente immobiliare, di Mario Monicelli come vecchietto che visita tutti i giorni una cappella (la protagonista dice: "per farlo tutti i giorni dev'esser scemo" e tu che lo guardi tutti i giorni?). Magnifica la frase: "Partorirai in un elegantissimo camice Armani" e la finestra della stanza d'ospedale che dà sul Duomo di Firenze. Manco Rosamunde Pilcher è tanto perversa.

La settimana prima abbiam visto Panico a Needle Park, con Kitty Winn (Palma d'oro a Cannes), la tata di Regan nei primi due L'esorcista e Al Pacino, 1971, l'anno prima della sua fama mondiale con Il Padrino. D'obbligo vederlo perchè mia mamma è devota di Al. Quando su Rai1 trasmisero la fiction su Woytla con Carey Elwes e Jon Voight la stessa sera di Le regole del sospetto su Canale5, guardò questo perché "sempre di religione si tratta". Adora Javier Bardem per aver detto di non credere in Dio ma in Pacino. S'è commossa per il trailer di Ocean's 13 perché c'è Lui. Lo scorso Natale le ho regalato Io, Al Pacino (biografia in forma d'intervista) e ha quasi pianto. Ah, dimenticavo... il film era bello. Secco, essenziale. La scena del cane però è pura crudeltà mentale nei confronti dello spettatore. Mi sembra che il cliente-pollo che denuncia Ellen-Kitty Winn sia Paul Sorvino; secondo voi? C'è anche Raul Julia, uno degli attori più sottovalutati e sfortunati di sempre.

Mi ha scandalizzato dicendo "L'uomo che volle farsi Re è carino, ma non aspettarti un gran film... più che altro loro due sono bravi...". A parte che Caine e Connery sono più che bravi... ma dire che non è un gran film... continua la diatriba su Luce dei miei occhi che io ho trovato grande, uno dei migliori film italiani d'oggi, più potente del neorealismo anni '50; per lei deprimente, angosciante. Io voglio aprire il "Sandra Ceccarelli & Luigi Lo Cascio fan club"; iscrizioni aperte. Mi voglio rovinare: la Ceccarelli è la Audrey Hepburn italiana. Un altro gran dibattito è su Niente da nascondere: per me uno dei più grandi film di sempre, un esperimento magnifico, non solo virtuosismo formale, gran profondità di contenuto (la scena dei galli però è pura crudeltà mentale nei confronti dello spettatore - ho già scritto una frase simile?); per lei deprimente, angosciante - ho già scritto una frase simile?

Per voi? E' Al Pacino il più grande attore di sempre? Per me un grandissimo, ma prima di affermare ciò... John Osborne ha avuto il coraggio d'affermare che "Nicol Williamson è il più grande attore di sempre dopo Marlon Brando". Un sondaggio pochi anni fa ha dato a de Niro il titolo di più gran attore di sempre. Per me de Niro è più bravo di Brando (troppo teatrale... non puoi fargli fare l'uomo della strada), ma Pacino meglio di de Niro. Per la scelta dei film, per l'energia, per l'intensità. Ma la recitazione nervosa non mi dice molto, troppo innaturale. Sono per il naturalismo, la scuola europea. Per me il migliore di sempre è Max von Sydow. Forse un pò per affinità intellettuale-spirituale-attitudinale-fisica, ma attori così intensi son rari. La sua faccia congestionata quando scopre la Morte nell'abbazia in Il settimo sigillo vale come dieci primissimi piani di Pacino. Ne L'esorcista II - L'eretico i primi piani che Boorman gli dedica son fenomenali, restando immobile raggiunge un'espressività incredibile. E' un attore intellettuale, "una faccia pensante", ma sa divertirsi come in Flash Gordon: freddo, statico, grande. Williamson è grande, in Excalibur (oggi Helen Mirren compie 62 anni!) calibra ogni inquadratura alla perfezione, fa un lavoro minuzioso, ma ha avuto una carriera cinematografica scarna, meritava di più. Un attore che mi ricorda von Sydow è David Caruso (un pò per la faccia identica), il modo di fare calmo, la recitazione minima, ma è tanto sotto le righe da ricordare più il primo Clint Eastwood (che non era da Oscar ma neanche meritava gli insulti che s'è preso), che ricevette la stima di Richard Burton. Burton: l'intensità di von Sydow e l'energia di Pacino. E uno sguardo spaventoso. E una voce splendida. E un volto scavato nella roccia. Se John Wayne fosse stato un'attore teatrale, sarebbe stato Richard Burton; se Richard Burton fosse stato un cowboy, sarebbe stato John Wayne. Il Duca sarebbe stato a suo agio nel cinema inglese (era anche fanatico di poesia inglese del '700): con Michael Caine o Sean Connery avrebbe fatto un gran L'uomo che volle farsi Re. Con Peter O'Toole, Richard Burton e Richard Harris tante gran partite di rugby. Ora ci sono Daniel Craig e Hugh Jackman; vorrei tanto vederli assieme. Quando farò la mia versione di Excalibur, Craig sarà Arthur e Jackman Lancelot. Merlin? Donald Sutherland o James Cromwell o Max von Sydow.

Ma la più grande di sempre, togliendo la distinzione attori-attrici, è Audrey Hepburn. Comica, drammatica, sopra le righe, sotto le righe. E quand'è inquadrata non guardi altro.

 

Selah!