Essendo questo blog di orientamento esplicitamente cinefilo, inizio una serie d'interviste a grandi personalità del cinema. Inaugura ciò la protagonista dell'ultimo film di cui ho scritto (e che ho visto), Cate Blanchett, intervistata dall'inviato Tommaso de Brabant... che sarei io.
Tommaso de Brabant: Che onore discorrere con Cate Blanchett, l'attrice del momento, reduce dalla Coppa Volpi 2007 e del successo del secondo Elizabeth. Attrice bravissima, pluripremiata e d'immenso fascino.
Cate Blanchett: Onore mio parlare con un così grande esperto che come vedo è anche un uomo molto affascinante.
T.d.B.: Lei mi confonde e sopravvaluta. Che pensa della Mostra di Venezia che l'ha appena omaggiata di un tale premio?
C.B.: E' una mostra di gran livello perché retta da grandi intenditori, anche se nessuno come lei... a proposito di alto livello, lei è molto alto!
Lieto che lo noti. Che pensa di Elizabeth - The Golden Age, un delirio visionario che nonostante la sontuosità della messinscena punta tutto su di lei?
Diamoci del tu, per favore... mi confonde che metti tutto il peso del film sulla mia prestazione, ma è trovo sia merito del personaggio: Elisabetta I fu una donna di gran carisma, una vera leader tanto da offuscare l'importanza d'un personaggio valoroso come Walter Raleigh, anche se immagino che se ci fossi stato tu al posto di Raleigh l'equilibrio sarebbe stato diverso.
[Ride] Adesso non esageriamo. Una donna intelligente e di talento come te punta sulla bellezza senza essere volgare. Ti si può definire un'icona di bellezza intelligente?
Penso che un'icona di bellezza intelligente possa essere la tua fidanzata, Audrey Hepburn... così come tu sei un'icona di bellezza intelligente maschile.
Audrey sarà lieta di questo suo elogio. Comuenque ciò non esclude che anche tu sia degna di tale status. Che film sogni di girare?
Qualcuno diretto da te.
Ringrazio di cuore Cate Blanchett, attrice brava, bella e intelligente.
Grazie a te per l'onore di quest'intervista.
M'accorgo ora di aver giocato a fare il giornalista poco dopo la morte d'un vero giornalista. Non c'è un legame tra le due cose, avevo pianificato questo post prima della sua scomparsa, ma non posso non cogliere l'occasione per salutare un uomo, ripetendo la definizione montanelliana che tanto amo citare, con la schiena dritta. Alcuni omuncoli in tutta la sua carriera, specialmente uno di recente con l'aiuto dei suoi servi, hanno cercato di farlo tacere ma lui non è mai stato zitto. Ma gli omuncoli servono a far risaltare la grandezza delle brave persone... purtroppo ciò comporta che facciano del male, ma ce li dobbiamo tenere. Fino al suo ultimo giorno è stato calmo e lucido come in tutta la sua carriera. Grazie Enzo Biagi.
Selah!
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