domenica, 11 gennaio 2009
Grazie all'invito di Chiara & Pietro ieri sono stato al concerto del Faber Tribute allo Spazio Opera De André di Osnago (LC, ogni anno attivissimi nel commemorare Faber).

Un gran concerto, con introduzioni a ogni canzone e il bravo Ceriotti dalla voce identica a quella di De André.

Un ricordo di quando mio padre mi faceva ascoltare e ri-ascoltare le Sue canzoni;
Un incursione nella poetica d'un grande intellettuale (se mio padre fosse stato un cantautore sarebbe stato un valido concorrente).
Un cantautore che non era banale manco nell'inflazionatissimo ambiente delle canzoni d'amore, un cantautore di protesta coraggiosissimo, un cantautore dalle invenzioni poetiche meravigliose.

Fabrizio de André

Tommaso
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mercoledì, 07 gennaio 2009
Il meglio del 2008...
Miglior mostra cui sono stato:

Guido Crepax - La forma del tempo
Triennale Bovisa, 21 settembre 2008 - 01 febbraio 2009

(Ci sono stato mercoledì 17 dicembre)

Mostra Valentina

Un viaggio affascinante, una mostra bellissima, completa e coinvolgente, carica di riferimenti culturali come lo è l'opera di Crepax.
Una mostra quasi come Valentina, tra tavole, suoni, proiezioni e cimeli.

Tommaso
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sabato, 03 gennaio 2009
5 stelle + (i migliori):
Rachel sta per sposarsi
Happy-Go-Lucky - La felicità porta fortuna
Repulsion
Yakuza
Changeling
La Rabbia di Pasolini
I Duellanti

5 stelle (bellissimi):
Burn After Reading
I misteri del giardino di Compton House
Wall-E
Frankenstein Jr.
Persepolis

4 stelle (ottimi):
- Racconto di Natale
- Orlando
- Cul-de-sac
- Blue
- Macbeth
- Il Vento e il Leone
- American Gangster
- Mezzanotte nel Giardino del Bene e del Male
- Riccardo III - Un Uomo, un Re
- L'Amico Americano
- Quel che resta del giorno
- Ratatouille
- Cronaca di un amore

3 stelle e 1/2:
- Lo Scafandro e la Farfalla
- Vogliamo anche le Rose
- Una squillo per l'ispettore Klute
- A 30 secondi dalla fine

3 stelle (discreti):
- Riflessi in uno specchio scuro
- Angel
- Tropic Thunder
- Bagdad Café
- 007 - Goldeneye
- 007 - Zona Pericolo
- Mamma mia!
- Onora il padre e la madre
- Il bacio dell'assassino

---------------------------------------------------------------------------

2 stelle e 1/2:
- Paris, Texas
- 007 - Quantum of Solace
- Michael Clayton
- Velvet Goldmine
- La famiglia Savage
- The Orphanage

2 stelle (mediocri):
- Le balene d'agosto
- Ocean's Thirteen

1 stella e 1/2:
- Miracolo a Sant'Anna
- Sfida senza regole

1 stella (brutti):
- Broken Flowers
- Un segreto tra di noi

° (i peggiori):

- Vanilla Sky
- Le cronache di Narnia - Il leone, la strega e l'armadio

-Rivisti-
- Blade Runner * * * * * +
- Vivere e morire a Los Angeles * * * * * +
- La città incantata * * * * *
- Ispettore Callaghan il caso Scorpio è tuo * * * *
- Gli aristogatti * * *

Altre visioni meta-cinematografiche:
- la mostra di DAVID LYNCH alla Triennale di Milano;
- la mostra Valentina - La forma del tempo di Guido Crepax alla Triennale Bovisa.

Cinematograficamente il 2008 è stato per me un anno importantissimo... addirittura una svolta.

Ho finalmente portato Blade Runner nella mia cineteca, dopo noleggio-TV-cinema;
Ho re-incontrato Friedkin e stavolta ho anche la foto;
Ho incontrato Spike Lee;
Sono entrato nello staff di Tilda Swinton;
Ho scoperto il cinema indie, grazie a Derek Jarman e allo SpazioCinema di Milano;
Ho scoperto le riviste DUELlanti e Cahiers du Cinéma (l'ultima già nota);
Soprattutto, sono diventato assistente del mio boss.

Il 2008 cinematografico è stato... come gli altri anni.
Alcuni film notevolissimi, altri mediocri, altri orrendi.

E la distribuzione italiana non è cambiata: i grandi negozi di DVD sono troppo perbenisti per vendere Possession di Zulawski ma non abbastanza da non riempire i propri scaffali con allenatori nei palloni e cinepanettoni.
I polizieschi reperibili sono di bassa lega ma i "polar" francesi sono introvabili.
Della filmografia di Tilda Swinton sono disponibili molte copie di Narnia o Costantine, ma nulla dei film indie - e la sua è soprattutto una filmografia indie.

Alcuni tra i film migliori dell'anno, Rachel Getting Married e Happy-Go-Lucky, sono stati visibili sono in cinema d'essai... La Rabbia di Pasolini quasi invisibile.
Molto meglio dare spazio alle bugie della Hollywood fascista, dai 50 marchi di lusso nominati nei 145 minuti di Sex and the City ai soliti supereroi bianchi che sconfiggono i nemici degli U.S.A.; meglio il nazismo di Narnia che proseguire la trilogia de La Bussola d'Oro (boicottata dai cattolici U.S.A. dopo il 1° - e ultimo - episodio).

Tra le nuove uscite, piccola delusione per la fattura convenzionale di Michael Clayton, che si regge sull'ottimo quartetto attoriale Clooney-Swinton-Wilkinson-Pollack; rivelazione Racconto di Natale, né dramma né commedia, originalissimo, con grandi attori (Deneuve, Amalric - attore dell'anno, Consigny, C. Mastroianni, Devos). Burn After Reading è uno dei film più importanti, oltre che tra i migliori, degli anni 2000: come nota giustamente Kezich, dimostra che quest'epoca, pur non essendo la più tragica della storia, sia la più stupida.
Tra i film degli altri anni, I Duellanti spinge ulteriormente a detestare l'usanza dei distributori a scrivere, sulle locandine dei film di R. Scott, "dal regista de Il Gladiatore"... il regista di Blade Runner, Alien e I Duellanti ricordato per il suo film peggiore, una baracconata fascista omologata allo stile vuoto della ultima Hollywood. I Duellanti è un film magnifico, con i pregi del cinema classico e quelli del moderno, con grandissimo fascino visivo.
Repulsion, Cul-de-sac e Macbeth mostrano quanto originale fosse Polanski, uno dei più grandi (forse IL più grande) autori di sempre... prima di giungere a Hollywood.
Derek Jarman, coi suoi film e scritti, un grande esempio di libertà, artistica e intellettuale.
Il peggio... il primo Narnia, filmaccio idiota e mal fatto, tronfia esposizione di stupidità, incapacità nel girare, regia nulla. Persino peggio del vuoto pasticciaccio pseudo-new age Vanilla Sky.

Ma c'è ancora Clint Eastwood a salvare il cinema.

Tommaso
sabato, 22 novembre 2008
Complimenti a M.B., filosofa da 110!

Tommaso
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domenica, 09 novembre 2008
"Mio padre era un gigante in mezzo ai nani. L'ho capito tardi e me ne scuso. Sono contento che ciò sia stato riconosciuto, Vi ringrazio di questo meritatissimo tributo"

Venerdì scorso, scuola primaria di Cannobio (VB), inaugurazione dell'Aula di disegno e creatività Jean e Benoit de Brabant.

Aula

Tommaso
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categoria:cultura
domenica, 26 ottobre 2008
Il recente periodo di visioni cinematografiche, prolifico ma discontinuo, m'ha riportato al Plinius per il carinissimo (nonostante la produzione Disney).
Preceduto dai chiassosi e deprimenti trailer di High School Musical 3, Beverly Hills Chihuahua e Bolt.
E' un film carinissimo, adorabile, con una prima parte di gran poesia e una seconda a tratti scontata ma intelligentissima. L'ossessione di Wall-E per lo stare mano nella mano con la propria amata è una delle cose più simpatiche mai viste sullo schermo e il messaggio ecologico non è da poco.

Wall-E

Cul de Sac è un film splendido, pur avendomi data l'impressione di non andar necessariamente da qualche parte. Una delle prove della grandezza di Roman Polanski, non solo uno dei più grandi registi ma uno dei più grandi artisti di sempre.
Impressionato da Francoise Dorleac.

Francoise Dorleac

Il prossimo anno dovrebbe uscire da noi... la voce di Clint mi dà il magone.
Gran Torino.
Non bisogna esser prevenuti ma... VAI CLINT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Tommaso
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categoria:cultura, cinema, milano, sogni, arte, attori, roman polanski, clint eastwood
sabato, 11 ottobre 2008
Miracolo a Sant'Anna (visto mercoledì all'Apollo) è un film sprecato: uno splendido tema usato male. Una parte centrale dignitosissima - anche se le musiche sono troppo intrusive e spesso fuori luogo - non riscatta un inizio bruttissimo e un finale ridicolo. Brutto ma simpatico.

Sfida senza regole (visto mercoledì scorso all'Apollo) è carino... non è un gran film, ma forse le predilezioni per i polizieschi e per Pacino & De Niro me lo fanno apprezzare più della critica ufficiale e più dei suoi effettivi meriti.

Il vero evento della mia stagione cinematografica è stato andare alla 1° proiezione italiana (anteprime escluse) di Burn After Reading.

Ticket

"Intelligence is relative": un film in cui i personaggi intelligenti restano a margine. Un agente segreto fallito (Malkovich), un agente del Tesoro sempre occupato a cercare "avventure" da una notte (Clooney), una pediatra che insulta i piccoli pazienti e considera nullità marito e amante (Swinton), un'atleta che distrugge i cliente della palestra (Pitt), la sua collega disposta a tutto per un'operazione di chirurgia estetica (McDormand). Come notata da Mereghetti, non siamo nel periodo peggiore della storia contemporanea, ma in quello più stupido.
E come notato dalla Swinton, la ricerca della felicità individuale, di cui si dichiarano seguaci i personaggi di Clooney e McDormand, crea disastri.

- Che abbiamo imparato da ciò?
- Non saprei.
- Forse che non dobbiamo più farlo.
- Può essere.
- Ma non so che abbiamo fatto.

Photobucket

Una tragicommedia veloce, briosa, con uno humour non debordante (con tratti volgari nuovi per i Coen - "Gira l'angolo e lo facciamo di dietro" "Sei volgare..." "Intendo nel retro dell'auto...") ma geniale. Tutti bravissimi, una bella sorpresa Pitt, ma la scena è della McDormand (aiutata dal personaggio).

Tommaso
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categoria:musica, cultura, opinioni, cinema, milano, arte, attori, tilda swinton
domenica, 05 ottobre 2008
Incontrato ieri Spike Lee grazie a Gabriele che m'ha portato alla sua conferenza alla FNAC. Alla fine, brindisi a Obama. Sarebbe stata una cosa più carina senza politicizzarla.

Q&A con Lee:

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: La mia non è stata una polemica, ho solo fatto notare un fatto che su cui altri prima di me avevano discusso... molti neri hanno partecipato alla battaglia di Iwo Jima e nei due film di Eastwood, che messi assieme durano circa cinque ore, si vedono dei neri in una sola inquadratura di tre secondi. Continuo ad ammirare Eastwood, ritengo splendidi i suoi film, ma la mia non era una polemica, ho solo fatto notare un fatto.

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Tommaso
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categoria:cultura, cinema, milano
mercoledì, 24 settembre 2008
Ieri mi son immatricolato al 3° anno della Statale di Milano. Attendo altri contratti tra fabbriche e vigilanza.

Visto ieri al cinema Centrale di Milano La Rabbia di Pasolini, una sequenza di immagini-suoni-parole uniti efficacemente. Belle le risposte (per voce di Guttuso) all'annunciatore televisivo che proclama che in pochi anni gli utenti televisivi saranno decine di migliaia ("No: milioni. Di candidati alla morte dell'anima" - trasmessa anche da Blob) e di P.P.P. all'intervistatore con cui parla dell'aggressione mediatica nei suoi confronti ("Io sono forse uno di quegli animali che provocano l'appetito dei predatori", riportata anche in locandina). Pasolini usa spesso i termini "borghese" e "fascista" ma non è ossessione: lo dice sempre appropriatamente.

Vista ieri alla galleria Photology l'esposizione di Gregory Crewdson Dream House. Attori (Julianne Moore, Gwyneth Paltrow, William H. Macy, Philip Seymour Hoffman, TILDA) ritratti in scorci notturni della provincia U.S.A. con atmosfere tra Edward Hopper e David Lynch. M'ha colpito.
Sono intrappolato in una dream house.

Dream House

Tommaso
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categoria:cultura, cinema, milano, arte, fotografia, attori, pier paolo pasolini, tilda swinton
domenica, 21 settembre 2008
Precisazione: Oscar Mon Amour di Paola & Paul va in onda il venerdì dalle 17 alle 18. Un banner pubblicizzerà il programma in questo blog.

Gran concerto ieri di Luca & Coro Bach @ Santuario dell'Addolorata in Rho. Yeah.

Tommaso
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categoria:musica, cultura, cinema, arte, concerti, corobach
mercoledì, 17 settembre 2008
Da dopodomani, appuntamento fisso ogni venerdì dalle 18 alle 19 a questo link per Oscar Mon Amour by Paola & Paul sulla web radio dell'Università di Bergamo. Non adoro le abitudini (e l'università di Be... nulla) ma questa mi pare una davvero buona.

Sabato 19 Luca (Mironcino2003) live al Santuario di Rho col Coro Bach.

Stay Tuned.

Tommaso
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categoria:cultura, cinema, arte, concerti, corobach
martedì, 16 settembre 2008
Nel 1993 Derek Jarman gira Blue, il suo esperimento più audace, ma non un mero esercizio di stile. Consumato dall'AIDS si circonda dei suoi collaboratori-amici più cari per finire l'addio iniziato 6 anni prima con The Last of England.
Se quel film faceva sperare alle vittime dei mali che vi sono denunciati di non esser soli, (ma pochi,  felici pochi?) in questo esprime la speranza di poter credere in qualcuno.

Su uno schermo cobalto, ipnotico e quasi insostenibile, scorrono musiche di Simon Turner e le voci di Nigel Terry, John Quentin, Tilda Swinton e dello stesso Jarman, sempre dal di lui punto di vista.
Narrano le vicissitudini ospedaliere per l'AIDS, cure cui Jarman si sottopone per inerzia, non essendo interessando a guarirne: se proprio deve vivere, vorrebbe recuperar la vista (una terapia l'ha accecato provocandogli il distacco della retina).

E' un film quasi ottimista: l'arrendevolezza di fronte alla malattia è contrastata dalla consapevolezza d'avere qualcuno al proprio fianco. Il film è infatti dedicato "A H.B. e ai veri amanti".

Tommaso
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sabato, 23 agosto 2008
Il cinema non è fatto di soli film e ciò che c'è attorno a esso dimostra ciò che intendevo nel post di ieri.
La rivista Duellanti tratta tutto ciò che sia immagine: cartoons, video musicali, mostre interattive, pubblicità, televisione. E scrive di cinema che non sia solo il cinema mainstream. Tratta anche il cinema di Hollywood, ma senza seguire nelle opinioni il botteghino. C'è chi considera il botteghino indice di qualità: autori e attori dei cinepanettoni che ripetono "la qualità del nostro prodotto è stata provata dal successo di pubblico", riviste più preoccupate di mettere in copertina i "divi più hot del momento" anziché considerare il cinema di qualità. Meglio così.
La raccolta di trattati di André Bazin Che cosa è il cinema ha poche, vane elucubrazioni ma fonda ciò che è la buona critica. Non la vanità di Ghezzi (che pure è intelligentissimo), non il conformismo della critica mainstream. Poi la critica è utile sino a un certo punto, ma se essendoci chi la fa bene va apprezzato. Come Mereghetti e Porro.

Ieri il CorSera anticipava che il numero di questa settimana di IoDonna avrebbe avuto in copertina Tilda, intervistata in occasione della Mostra di Venezia.
Stamane la promessa è stata mantenuta.

Tilda @ CorSera

Da lunedì a venerdì sarò a Cannobio per l'inventario dei quadri di Benoit de Brabant (mio padre), in preparazione della sua mostra commemorativa. Darthtess, tu che sarai da Lei, svolgi bene il tuo compito. So che lo farai.

Domani da Dogma05 per il montaggio del film.
Sotto, una foto che illustri l'atmosfera di solennità che aleggiava sul set e una a richiesta dell'attrice che vi compare a sinistra:

Photobucket

Photobucket

Tommaso

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categoria:cultura, libri, opinioni, cinema, arte, attori, stampa, tilda swinton
venerdì, 22 agosto 2008
Ci sono 2 cinema: il cinema bello, fatto con intenti artistici, da autori che magari fanno film mal riusciti ma comunque apprezzabili, e quello brutto, che ha più successo del bello (ciò non implica che il film che abbia successo sia di conseguenza brutto, ma nella maggior parte dei casi i film di successo sono brutti).

Il cinema bello a sua volta si divide in commerciale ma intelligente e indipendente.

Nella mia traversata a Brescia per la realizzazione del film di Gabriele ho comprato 2 film che riassumono entrambi i volti del buon cinema.

Photobucket The Living Daylights ("007 - Zona Pericolo"), dalla serie di James Bond, uno dei migliori esempi di divertimento al cinema di sempre. Che ha avuto molto successo, ma resta un ottimo prodotto. Il fascino dell'universo di 007 è infantile, violento, ma non ha la stupidità di molti baracconi hollywoodiani (forse grazie al fatto d'essere un prodotto dell'industria cinematografica britannica). I film di 007 fanno sognare, sono splendide avventure.
Il Bond di Timothy Dalton (la cui interpretazione è ottima) è poi particolarmente simpatico. Donnaiolo ma non maschilista, generoso e galantuomo, violento ma non spietato.
Non c'è compiacimento nella violenza, non c'è spettacolo grandguignolesco. Il fascino dei film di James Bond sta negli aggegi inventati da Q, nell'Aston Martin dalle molte risorse, negli inseguimenti, nei capovolgimenti di sorte, nei molti elementi della mitologia bondiana. Che sarà fondata su un lusso odioso, ma riesce a essere simpatica.

Photobucket The Draughtsman's Contract ("I misteri del giardino di Compton House"), che pure ebbe successo alla sua uscita,  è l'opposto del cinema mainstream. Girato da un regista allora sconosciuto, con attori di teatro anziché divi. Regia anomala e poco spettacolare: l'inquadratura è sempre fissa. E' un film prettamente artistico, un grande, splendido film, realizzato da un Autore.

Il dominio di brutture come il nazista Il signore degli anelli e il pubblicitario Sex and the City, quello dei cinepanettoni, quello dei divi amorfi e quello della non-regia su commissione non sono minimamente contrastati da  grandi film come  The Draughtman's Contract, dal divertimento sincero di 007,  da Dalton e  da Greenaway. Ma la loro arte va comunque (se non ancor più) apprezzata.
Non un cinema fine a sé stesso, di vane elucubrazioni, ma un cinema che dica qualcosa apertamente. Un cinema che parli della realtà, come quelli di Jarman e di Eastwood, che pur in modi diversissimi hanno raffigurato il mondo che vedono senza nascondersi dietro alla filosofia - che comunque non raffigura nulla.

Tommaso
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venerdì, 15 agosto 2008
Station To Station

6 anni già, già lo scrissi, mi fu regalato un greatest hits di David Bowie. A 15 anni trovai così il mio cantante (termine riduttivo per un artista così completo) preferito. Fu l'inizio di qualcosa che fu all'inizio fanatismo (il picco fu il concerto di Assago) accompagnato da frustrazione per l'enorme ritardo, poi ammirazione, quindi apprezzamento, infine apatia. Lo scontro con la chitarra di Mark Knopfler (di cui indosso una maglietta proprio ora) e la constatazione che questi descrive il mio mondo m'allontanò da Bowie, che finì nei miei gradimenti dietro a Kate Bush, Neil Young, Pink Floyd, Mike Oldfield, Queen, Bruce Springsteen. Solo Chrissie Hynde e i suoi Pretenders in questi ultimi mesi hanno minacciato la predilezione per Mark Knopfler e i suoi dIRE sTRAITS. L'acquisto a maggio di Station To Station (con Juke Box di Cat Power e il DVD Yakuza), da tempo ambito, desta molto entusiasmo per l'opera ma non riaccende quello per l'autore.
Ma settimana scorsa ho ri-visto il DVD A Reality tour. Che non è la sua cosa migliore, per quanto bello. Ziggy Stardust - The Motion Picture è molto superiore. Ma ho ripensato al valore artistico di Bowie. Gli anni '70 di Bowie sono uno dei momenti migliori del rock: grande con Ziggy Stardust, eccelso col Duca Bianco e la trilogia berlinese.
W Bowie.

Tommaso
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martedì, 05 agosto 2008
C'era una volta... il grande Rock.
Poi tutto finì. Ma quel grande passato andava celebrato:

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C'era una volta... The Band.
A salutarli, il meglio del Rock.

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Bob Dylan - Neil Young - Joni Mitchell - Muddy Waters - Emmylou Harris - Van Morrison - Dr. John - Eric Clapton - Neil Diamond - Ronnie "The Hawk" Hawkins - Ringo Starr - Ron Wood - The Staples

Interventi dei cabarettisti Michael McClure e Lawrence Ferlinghetti.

Regia e interviste di Martin Scorsese, fotografia di Làzlò Kovàcs e Vilmos Zsigmond, montaggio di Thelma Shoonmaker.

Pezzi bellissimi come Up On Ripple Creek, l'impressionante duello chitarristico tra Clapton e Robbie Robertson in Further up on the Road, la bellissima Coyote di Joni Mitchell, Helpless di Neil Young con la Mitchell ai backing vocals dietro il palco, il canto angelico di Emmylou Harris in Evangeline.
Band e ospiti al completo sul palco per I Shall Be Released di Bob Dylan.

E uno dei temi più belli mai ascoltati in un film... THIS FILM SHOULD BE PLAYED LOUD.



Tommaso
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domenica, 03 agosto 2008
La versione di John Boorman de Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar si girerà! Probabile che Adriano sia interpretato da Daniel Craig.

Chat con un'integralista cattolica: dice di odiare gli omosessuali ma li tollera. Contraddizioni a parte, ciò dimostra molto sull'intelligenza dei fanatici. Meglio sessuofobico che omofobico.

Un automobilista passa in un viale stretto. Sfiora un ciclista che lo copre d'insulti. Odio le auto, ma in tutte le volte che ho rischiato di essere investito o sono stato innaffiato con acqua di pozzanghera non mai ho fatto niente di simile a una simile scenata.

Tommaso
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martedì, 29 luglio 2008
Palazzo Reale: visita con mamma alla mostra su Francis Bacon. Carina, ma potevano metter le didascalie più vicine ai quadri. Forse era una metafora: ogni quadro un viaggio per saperne il significato. Per Bacon l'arte è l'ossessione degli uomini e i quadri non devono limitarsi a esser belli da vedere, o sarebbero la mera decorazione apprezzata dagli accademici. Aveva ragione.

L'ho accompagnata alla Rinascente e ho notato che lì anche i vigilanti sono checche. Brutto ambiente.

Passaggio in un posto più apprezzabile: la Rizzoli della galleria Vittorio Emanuele. Preda: I migliori film degli anni '70 della Taschen, curato da Jurgen Muller. Sarebbe stato più adatto "i più importanti".

Cronaca di un amore: un Antonioni al debutto, non estremo, ma innovativo: una storia d'amore non piatta (ma il titolo è orrendo), con dei bei pianosequenza (il ricevimento con partita e carte e il ponte).

Tommaso
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venerdì, 25 luglio 2008
Il post di Luca (scienziato e viaggiatore di Out of the Vortex) di ieri sta avendo successo... grazie alle sue capacità e a un mio disperato appello dal grande Rearwindow. Questo blog è in crisi di visite e commenti... non credo nella quantità, ma scrivere per ricevere un commento, per quanto gradito, a post è sconfortante.

E restando in tema di Internet... se a gennaio aprii uno space su MySpace, ora potete cercare "Tommaso de Brabant" su Facebook.

E restando in tema di cose appena aperte su Internet... sta per aprire il sito dei Pretenders. Ci si possono ascoltare in anteprima tracce dal nuovo album, Break Up the Concrete. Sto sognando disco e concerto.

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Tommaso
domenica, 20 luglio 2008
Il 23 settembre uscirà (in vinile, a ottobre su CD) il nuovo album dei Pretenders, Break Up the Concrete.
Sogno d'andare a un loro concerto.

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Tommaso
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categoria:musica, cultura, sogni, arte, concerti, gioia, the pretenders, chrissie hynde
mercoledì, 16 luglio 2008
Image Hosted by ImageShack.usManny, rapinatore di banche e idolo degli altri detenuti, reduce da 3 anni in isolamento e Buck, giovane stupratore suo "fan" fuggono dal carcere di massima sicurezza di Posthaven, Alaska. Salgono su un potente treno merci, ma il macchinista muore d'infarto. Il treno prende così velocità e isolati dalla prima locomotiva non possono fermarlo, neanche con l'aiuto dell'aiuto macchinista Sara. Renken, il direttore del carcere che odia Manny per i suoi 2 precedenti tentativi di fuga li insegue per ucciderlo.

Diretto con vigore da Andrei Konchalovsky da un soggetto di Akira Kurosawa, A 30 secondi dalla fine è un film potente, con grande azione e personaggi pregni della grandezza shakesperiana (da cui la citazione dal Richard III prima dei titoli di coda) cara a Kurosawa. Come Manny non è solo un brutale criminale ma un disperato che vuole elevarsi, il film non è una banale vicenda d'azione ma un grande dramma umano. Manny è una figura paterna per Buck, lo rimprovera duramente quando questi li confida il progetto di vivere di rendita con una rapina: non vuole che si rovini come lui, vuole che lavori. Parla aspramente, è violento ma dà una lezione di vita, anche quando lo costringe a tentare di passare nella prima locomotiva. Renken è il suo opposto, un cattivo con una sua grandezza, nel gusto per la sfida, nel coraggio, nel senso del dovere. Il finale, pur guastato dalla retorica delle inquadrature dei carcerati, mostra la grandezza di Manny, personaggio più grande della vita, interpretato da un Jon Voight immenso. Cupe musiche di Trevor Jones, già adattatore di Wagner per Excalibur di Boorman, poi affiancato a Bowie per quelle di Labyrinth.

Tommaso

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sabato, 12 luglio 2008
Ieri, Milanesiana: doveva esserci John Milius ma è stato sostituito da Jùlio Bressane. Presenti a sorpresa Massimo Donà e Ruggero Pierantoni. Previsti Antonio Rezza, Elio delle Storie Tese, Enrico Ghezzi. Ma ero lì per Milius.
Appena entro una signora dell'organizzazione mi dice che in prima fila c'è un posto per me, tra i riservati. Che l'intervento balbettatissimo dello scorso anno con Friedkin e quello stentoreo di quest'anno m'abbiano reso una star?
Conferenza più divertente che interessante, chiusa da esilarante e profondo corto di Rezza e Flavia Mastrella sui piedi (il cervello dei poveri).
Per strada ho incontrato Marcello Dell'Utri.

Per non esser andato lì per niente mi son procacciato una preda (alla FNAC, che stile!):


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Ora ho tutte e 4 le riedizioni... il prossimo passo è la conquista del mondo.

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Tommaso
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lunedì, 07 luglio 2008
Uno dei film più potenti e significativi di sempre, non paragonabile a nessun altro:

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The Last Of England
("Ciò che resta dell'Inghilterra", 1987, di Derek Jarman, recentemente pubblicato in Italia da Alet in  una rarissima edizione libro+DVD)

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Poesia per immagini: il degrado del Regno Unito thatcheriano raccontato intrecciando immagini d'un eroinomane, d'un eretico, d'un popolo in fuga, d'esecuzioni sommarie, discorsi di Hitler, musica elettronica, narrazione di Nigel Terry e canzoni interpretate da Marianne Faithfull e Diamanda Galas, Pump and Circustance di Elgar, paesaggi inglesi, Londra dal Tamigi, grattacieli statunitensi, fino alla maledizione lanciata da una Sposa il cui promesso Sposo è stato fucilato prima della cerimonia, sotto lo stesso cielo giallo-rosso che copriva le città prima visitate.

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E' una denuncia della volgarità che sopprime il Domani "perché irrilevante", che spinge i propri figli in discoteca (Jarman creò un sodalizio artistico con gli Smiths, nemici dichiarati delle discoteche), a ubriacarsi e "contare i c***i" che vi hanno rimediati, che domina in un impero che crea guerre con cui omaggiare i propri governanti (il Neonato Reale coperto con giornali riportanti notizie sulle Falklands, "S'è divertito nelle Falklands?" "Sì, Signora" "La prossima guerra sarà quella grossa, vero?" "Lo spero, Signora"). La Sposa intepretata da Tilda Swinton è la Madre di Jarman ma non la Madre inglese che manda i propri figli in guerra; di fronte al proprio Sposo fucilato lacera il vestito con cui è stata adornata dai carnefici e invoca su di loro la maledizione divina.
E' anche un trattato d'estetica cinematografica, in cui i colori sostituiscon le parole e le immagini i fatti. Il bianco e nero d'alcuni momenti e l'Union Jack sono situazioni, il viaggi in trance sul Tamigi e tra le città U.S.A. concentrano l'attenzione sul cielo bicolore, vaniglia e porpora.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 18:23 | Permalink | commenti (2)
categoria:cultura, libri, cinema, sogni, arte, attori, derek jarman, tilda swinton
sabato, 05 luglio 2008
La scorsa edizione della Milanesiana incontrai William Friedkin, ottendendo questo trofeo:

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Quest'anno "Hurricane Billy" è tornato.
Doveroso per me esserci...

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La mente e il cinema. Armando Besio modera; presenti Friedkin, Patrick McGrath, Enrico Ghezzi (Antonio Gnoli dà forfait).
Introduzione con una breve intervista di Ciprì e Maresco a Monicelli, mito di Friedkin che alla fine grida "Bravo Monicelli!" e "canta" il tema de I soliti ignoti. McGrath e Friedkin scherzano volentieri, uno dice che come sia manicomi che libri son opere d'arte, l'altro che i suoi film son tristi solo in apparenza, considera The Exorcist un film divertentissimo.
Giunge il momento delle domande... stavolta non balbetto.

Image Hosted by ImageShack.us Tommaso de Brabant: Friedkin, Lei ha parlato del contrasto tra la sua allegria e la tristezza solo apparente dei suoi film e del suo dare più importanza ai personaggi che alle storie, come con Popeye e Cloudy; quindi in To Live and Die in L.A., "Vivere e morire a Los Angeles", la spettacolarizzazione, pur non fine a sè stessa, la musica insistente, il montaggio dinamico, rendono il film un gioco, pur accompagnato da una narrazione forte, che lei conduce e riducono i protagonisti a dei fantocci? Grazie.

Image Hosted by ImageShack.us William Friedkin: Ciò che m'interessava più in To Live and Die in L.A. erano questi agenti dei servizi segreti che un giorno proteggevano il Presidente degli U.S.A. e il giorno dopo rincorrevano un contraffattore di carte di credito. Ciò che mi colpì di questi personaggi fu la loro follia: agenti scelti, molto rispettati nel loro paese, da corpi speciali più elitari dei vostri Carabinieri, ma completamente pazzi, che derubavano una persona per comprare soldi falsi. La musica serve a narrare ma solo se accompagnata da immagini e a potenziare queste: come in Chariots Of Fire, delle persone che corrono su una spiaggia non sono un'immagine molto forte che però diviene evocativa con quella musica... (canta il tema di Vangelis)

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A proposito di momenti di gloria: dopo la conferenza, il momento degli autografi. Mi faccio avanti con la macchina fotografica, Friedkin accetta, quando m'avvicino gli dico che c'ero anche lo scorso anno e lui dice d'avermi riconosciuto...  anche se non ho balbettato?

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Gli dico che è più bello di me, ringrazia, lo ringrazio, lo saluto, mi saluta.
 
Torno con un altro preziosissimo, rarissimo, bellissimo trofeo dalla vicina libreria Utopia.

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"Do not trow anything... out of the VORTEX"


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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 20:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:cultura, cinema, milano, sogni, arte, saluti, ringraziamenti, gioia, follia, william friedkin, tilda swinton
venerdì, 04 luglio 2008
1 anno di blog: 1 anno di cose viste e sentite. Dopo i premi ai bloggers, i premi alle opere in 1 anno di Out of the Vortex (da 07/06/2007 a 03/07/2008).

Miglior film:

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To Live and Die in L.A.

Miglior DVD:
(ex aequo)

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Blade Runner


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Scarface
(grazie Luca)

Miglior libro:
(ex aequo)

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John Boorman, Adventures of a Suburban Boy

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Antonio Scurati, Una storia romantica

Miglior disco
:
(ex aequo)

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 dIRE sTRAITS, aLCHEMY

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The Pretenders, Learning To Crawl

Miglior concerto:
(ex aequo)

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Coro Bach, Basilica di S.Marco, Milano 22/05/2008

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 Mark Knopfler, Datchforum, Assago (MI) 15/04/2008

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Lady Bugs, Alcatraz, Milano 20/10/2007

Miglior mostra:

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Nathalie Djurberg, Turn Into Me, Fondazione Prada, Milano 19/04-01/06/2008

Miglior evento:

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Milanesiana 2007

Miglior artista:

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Tilda Swinton

Tommaso
giovedì, 26 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Battute come "E' la ragazza più triste che abbia mai tenuto in mano un bicchiere di Martini" o "Io sono ibernato e tu morta"; yuppies scatenati; regia convenzionale; colonna sonora altisonante e onnipresente (come nei telefilm adolescenziali U.S.A.), con Fourth Time Around di Bob Dylan non proprio adatta al contesto fighetto, la solita Good Vibrations dei Beach Boys e un medico che cita Border Line di Madonna mentre fuori campo risuona One Of Us di Joan Osborne.
Tutto per vedere Tilda in una scena di 3'36".
Vanilla Sky: pasticciaccio new age non dichiarato, con lungo finale che vuol far credere che nonostante certe dicerie Scientology non è il Partito Socialista prima del '92 (o che il Partito Socialista prima del '92 non era Scientology?). Ma più che la setta di Tom Cruise (o lui è della setta?) reclamizza, male, la rockofilia di Cameron Crowe.
Mi fa fare un parallelo con quando sempre su RAI2 (quella volta "in diretta", ho invece registrato Vanilla Sky) vidi un altro pasticciaccio new age apposta per un attore: era Al di là dei sogni con Max von Sydow.
E il CorSera infierisce: in un articolo sui set milanesi, scrive che questo mese e il prossimo Tilda girerà Io sono l'amore a Villa Necchi Campiglio... chiusa al pubblico. Così vicina, così lontana.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 14:58 | Permalink | commenti (7)
categoria:cultura, cinema, milano, arte, attori, orrore, tilda swinton
martedì, 24 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Klute ("Una squillo per l'ispettore Klute", diretto da Alan J. Pakula nel '71, inizio del sodalizio artistico tra la Fonda e Sutherland sr.) è uno dei film meno convenzionali di sempre in virtù di Bree Daniels, il personaggio di Jane Fonda: Image Hosted by ImageShack.usuna squillo d'alto bordo che riflette, una vera ribelle che rifiuta il falso ribellismo tutto droga del suo pappone (Roy Scheider) e delle ex "amiche".
John Klute, interpretato da uno dei miei attori preferiti, Donald Sutherland, bloccato però dalla rigidità del comunque simpatico personaggio, è un ispettore di polizia divenuto investigatore privato che giunge a New York incaricato da un comune amico d'indagare sulla scomparsa d'un uomo d'affari le cui ultime tracce sono delle lettere oscene a Bree, tormentata da un molestatore.
Nonostante il titolo, la protagonista del film è Bree: Klute s'adatta presto alla viziosa metropoli, conduce fermamente le indagini, ma l'attenzione è per Bree, personaggio forte e non omologato, spirito libero che si libera legandosi a qualcuno: Klute sarà un perbenista ma la protegge dai falsi amici che vogliono solo sfruttarla, oltre che dal molestatore.
Confronti città-provincia, uomo per bene-angelo decaduto, sincerità-falsità. Più d'un poliziesco: lo svolgimento non segue tanto la ricerca dello scomparso (il colpevole è presto rivelato) quanto l'instaurarsi d'un rapporto tra i protagonisti, così diversi. Bree quasi violenta Klute ma si trova legata a lui; non ci trova qualcuno che voglia improgionarla ma qualcuno che si prenda cura di lei (e ne è spiazzata): una versione più sporca e complessa della Holly Golightly filmica di Audrey Hepburn, più simpatica e intelligente di quella letteraria di Truman Capote (che sia un caso se Bree ha un gatto?). Le sedute dalla psicanalista servono solo a esplicitare (in maniera sbagliata: chi va dalla psicanalista non è necessariamente un genio) la riflessività di Bree: anche senza il personaggio affascinerebbe.

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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 14:50 | Permalink | commenti (3)
categoria:cultura, cinema, arte, attori, donald sutherland, jane fonda
lunedì, 23 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Riflessi in uno specchio scuro ("The Offence", 1972: sarebbe uno dei rari titoli italiani più belli dell'originale, non fosse una scopiazzatura dal melò di 7 anni prima Riflessi in un occhio d'oro) è un dramma diretto da Sidney Lumet: dramma in quanto film di matrice teatrale: tratto dall'opera di John Opkins This Story of Yours e costruito come dramma teatrale, basato su dialoghi di forte tensione: più parole che immagini, più attori che effetti. L'inizio fa pensare ad altro: lunghi silenzi, panoramiche sul bosco in cui la polizia cerca una bambina scomparsa, rapidi scambi di battute tra poliziotti. Un sospetto (Ian Bannen), ubriaco e sporco di sangue viene portato nella sala per gli interrogatori: qui il sergente Johnson (Sean Connery), fermamente convinto che sia il pedofilo che ha massacrato delle bambine e ne ha appena molestata una, lo brutalizza. Da qui il film diviene dramma teatrale: dopo una sequenza prettamente filmica, Johnson che torna a casa rivedendo i peggiori casi su cui ha indagato in passato, il film è fatto di dialoghi. Con la moglie (Vivien Merchant, prima moglie di Harold Pinter) che vorrebbe condividere le sue tragedie ma non sopporta il loro racconto; riportato alla base, col sovrintendente (Trevor Howard) che deve stabilire la legittimità o meno della sua condotta; il flashback dell'interrogatorio.
Voluto da Connery, che iniziava a tentare di staccarsi da James Bond, fu un fiasco (seppur poco costoso); più apprezzato dalla critica britannica che da quella estera.
Ma è un grande film: i dialoghi sono intelligenti, con nerbo; la vicenda avvince; la cupa fotografia di Gerry Fisher rende il fascino inquietante della provincia inglese; la regia di Lumet è un bel susseguirsi di brevi carrellate. I grandi Bannen e Howard reggono un film basato su un Connery magnifico, un'intepretazione impressionante: un personaggio complesso reso in tutti i suoi aspetti.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 14:56 | Permalink | commenti
categoria:cultura, cinema, arte, attori, polizia, sean connery, anglofilia
domenica, 22 giugno 2008
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In Una storia romantica, Antonio Scurati tratta di persone che consacrano la propria vita a qualcosa: scegliendo la via più difficile. E' un libro su chi crede in qualcosa di grande. Figure "bigger than life", da grande melodramma, da cinema d'una volta, da dramma shakesperiano... "We few, we happy few, we band of brothers: una fuga dalla medietà. L'umanità ha sempre cercato di conformarsi.

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Nel telefilm The Prisoner n. 6 è isolato, osteggiato, "curato" per la propria ribellione al conformismo. Gli altri abitanti del Villaggio accettano il tedio e non vogliono che qualcuno li disturbi scegliendo l'azione, l'interrogarsi, la via più difficile che passa dalla diversità, dal non essere un numero tra tanti.

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"Conoscevo una ragazza che anziché aprire le porte le attraversava" dice Mark Knopfler di chi le ispirò lo splendido album Love Over Gold e la title-track; il titolo, preso da un murales visto nei sobborghi di Londra, esplicita il parallelo con la poetica di Scurati: "amore anziché denaro".

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Che è anche quanto sta alla base di Wuthering Heights: consumarsi, distruggersi ma essersi consacrati a qualcosa, mentre gli "altri" s'accontentano di campare...

...s'accontentano d'essere numeri che passano per porte aperte.

Tommaso

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sabato, 21 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Bellissima, intelligentissima, coltissima, simpaticissima: l'altissima Katharine Matilda Swinton è una delle presenze più affascinanti nel mondo del cinema. Nata da famiglia ricchissima, ma ribelle: cambia corso di laurea (da Scienze Politiche a Lettere), lascia il teatro perché non lo sente suo, s'iscrive al Partito Comunista, aiuta i poveri, inizia a recitare con uno dei registi più liberi di sempre, Derek Jarman in film che dichiarano di criticare la condizione della Gran Bretagna - ma criticano tutto il mondo. La sposa straziata di The Last of England non è vittima solo della violenza conservatrice nella Gran Bretagna degli anni '80, ma di uno squallore che è andato oltre sia per spazio che per tempo - si veda l'Italia d'oggi. La Swinton è una ribelle che non insulta nessuno, non è una vana provocatrice, anziché mostrare la miseria altrui mostra la propria grandezza col  bel Cinema che fa e invoca nella Letter to a boy from his mother, o con installazioni artistiche (The Maybe, teca di vetro in cui dormiva) o videoclip (Orbital dei The Box, in cui è un personaggio alienato che vive a una velocità diversa dal resto del mondo e si spaventa leggendo su un televisore: "Monsters exist"... che la società che pretende normalità e omologazione l'abbia scoperta?). Ammiratrice di David Bowie, gli è spesso accostata per bellezza e ambiguità: oltre all'arcangelo Gabriele di Costantine, ha interpretato un ruolo trasgender in Orlando di Sally Potter, il film che dal romanzo di Virginia Woolf che l'ha resa celebre. Coinvolta sempre più in film hollywoodiani, affronta l'ambiente mainstream con sarcasmo: lo sketch alla serata degli Academy Awards del 2008, l'ironia alla presentazione del gioco per Playstation tratto dal primo episodio de Le cronache di Narnia, mantenendosi indipendente, presenziando a festival di cinema indie, sostenendo lo sciopero degli sceneggiatori, recitando in film scomodi, Michael Clayton, con personaggi liberi, George Clooney e Sidney Pollack.
Tilda Swinton è il meglio del cinema d'oggi.



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Tommaso - seconda foto fornita da latramaelordito
postato da: thomaspendragon alle ore 18:47 | Permalink | commenti (4)
categoria:cultura, cinema, sogni, arte, attori, storytellers, tilda swinton