venerdì, 15 agosto 2008
Station To Station

6 anni già, già lo scrissi, mi fu regalato un greatest hits di David Bowie. A 15 anni trovai così il mio cantante (termine riduttivo per un artista così completo) preferito. Fu l'inizio di qualcosa che fu all'inizio fanatismo (il picco fu il concerto di Assago) accompagnato da frustrazione per l'enorme ritardo, poi ammirazione, quindi apprezzamento, infine apatia. Lo scontro con la chitarra di Mark Knopfler (di cui indosso una maglietta proprio ora) e la constatazione che questi descrive il mio mondo m'allontanò da Bowie, che finì nei miei gradimenti dietro a Kate Bush, Neil Young, Pink Floyd, Mike Oldfield, Queen, Bruce Springsteen. Solo Chrissie Hynde e i suoi Pretenders in questi ultimi mesi hanno minacciato la predilezione per Mark Knopfler e i suoi dIRE sTRAITS. L'acquisto a maggio di Station To Station (con Juke Box di Cat Power e il DVD Yakuza), da tempo ambito, desta molto entusiasmo per l'opera ma non riaccende quello per l'autore.
Ma settimana scorsa ho ri-visto il DVD A Reality tour. Che non è la sua cosa migliore, per quanto bello. Ziggy Stardust - The Motion Picture è molto superiore. Ma ho ripensato al valore artistico di Bowie. Gli anni '70 di Bowie sono uno dei momenti migliori del rock: grande con Ziggy Stardust, eccelso col Duca Bianco e la trilogia berlinese.
W Bowie.

Tommaso
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categoria:musica, cultura, arte, david bowie
venerdì, 22 febbraio 2008
Alle medie ero frustrato per non avere un cantante preferito. Volevo interessarmi alla musica ma dovevo trovare un punto di partenza. Poi arrivò un Natale, ero in 2° media e con esso un doppio live di Renato ZeImage Hosted by ImageShack.usro, esperimento folle di mia mamma che riuscì, mutandomi in un piccolo fanatico. Ora mi sembra una cosa ridicola, ma era quasi una fede, comprendente un concerto allo stadio Brianteo di Monza con mamma (più quello recente a S. Siro, presente anche Mironcino2003, apprezzando ma senza recuperare l'entusiasmo d'una volta). Dopo un tentativo autonomo di darsi Image Hosted by ImageShack.usun tono con Battiato, cresciuto e giunto (male) alle superiori, fui internazionalizzato sempre con un CD natalizio di provenienza materna: Best of Bowie, nuovo fanatismo che accantona (meno male) il sorcinesimo (senza proprio rinnegarlo). Pudico ragazzo che andava (ripeto andava) a Messa ogni domenica e in caso d'emergenza il sabato sedotto dal peccaminoso Ziggy Stardust e affascinato dall'elegante, raffinato e intellettuale Thin White Duke. Vari dischi, concerto ad Assago con mia mamma il 23 ottobre 2003. Completamente perduto, mi rifugio ogni tanto dal rassicurante Battiato o dagli allegroni Queen, con escursioni dai monumentali, sacrali Pink Floyd. Per sviare sospetti di fanatismo con allegati sospetti d'attrazione (!) per Bowie ostento visite a Eric Clapton e Mike Oldfield. Avvicinamento ai Toto che si limita a un best of. Penso che sarebbe interessante trovar qualcuno cheImage Hosted by ImageShack.us m'interessi come Bowie. Inverno 2004: alla radio sento il singolo di Mark Knopfler Boom, Like That e sono in un altro mondo: voce sporca che con una fraseggi di chitarra quasi country rimanda a fast food, auto in lente fughe su una highway nel deserto, immagini evocate dalla cover alla Paris, Texas: il mondo dei cowboys urbani. Da lì il fanatismo per Knopfler e i dIRE sTRAITS (yeah, scritti così) e il mondo dei disadattati in cerca del proprio pezzo di mondo "tra l'addio e l'arrivederci" dei film di Clint. Discografia completa, coinvolgimento del povero Mironcino2003 in gran concerto all'Arena di Verona 2 giugno 2006, Emmylou Harris & Mark Knopfler, imminente concerto di Knopfler ad Assago (15 aprile; biglietto comprato il 17 ottobre scorso). Inverno 2006-07: passaggio alla radio di Wuthering Heights e doverosa indagine su altre opere di Kate Bush: artista geniale, il coraggio d'esser bizzarra e una voce straziante. Nel frattempo qualche sortita dai Blondie. Lo scorso autunno son impegnato in una conversazione rock-related con mio padre, dinanzi alla registrazione del concerto per i 30 anni di carriera di Bob Dylan. A cantare I Shall Be Released è annunciata "Chrissie Hynde dei Pretenders", al che spalanco le orecchie più di quanto non fossero: mi ricordo della fine estate 2005, quando Scary Monsters (and Super Creeps) di Bowie passò il testimone a Making Movies dei dIRE sTRAITS e a Radio Capital insistettero per una settimana a mandare Don't Get Me Wrong dei Pretenders. Ma ero concentrato sui dIRE sTRAITS e lo sdoganamento di Hayao Miyazaki col Leone alla carriera a Venezia e nonostante l'apprezzamento per la canzone non li considerai molto. Ma dinanzi a questa donna bellissima (da allora apprezzo la frangia sino agli occhi), con splendida voce bassa, gran modo di cantare e tenuta del palco sobria, efficace ho ripreso la questione (sfottò di mio zio) Dicembre: acquisto Get Close. 2 gennaio (dopo mostra Lynch): Learning To Crawl. Sabato scorso: Pretenders II. Ora The Pretenders sono tra i miei ascolti quotidiani.

17 marzo 2006: sono con Mironcino2003 a vedere Letters From Iwo Jima. Prima della visione compro Love Over Gold dei dIRE sTRAITS e penso: "Forse mi faccio truffare a spender soldi per 'sta gente". Subito dopo rettifico: "E' un bel modo per rendersi conto d'esser vivo".



Tommaso
martedì, 08 gennaio 2008

Lo so David, sono stato spesso ingeneroso con te, ho avuto troppo sdegno (motivato, è innegabile) per alcune tue opere, ti ho un pò maltrattato, di recente t'ho ascoltato poco, ma sai bene che t'ammiro molto, ti ritengo sempre tra i migliori di sempre e per me il tuo compleanno è come il compleanno d'un amico... anche se perplesso di fronte a qualcosa, il mio rispetto per te è sempre stato elevato. Solo ti chiedo... un dischetto potresti farlo... magari accompagnato da un tour... piccolo piccolo, chessò una tappa per nazione e concerti anche modesti, accetto anche set da 1 ora ma ti prego, fai ancora qualcosina... The Prestige è un film meraviglioso e la tua parte davvero bella, sembra scritta apposta per te (magari lo è) e tu le fai onore, ma per favore, ti chiedo solo un album e un concerto... sai che ti accoglierei al meglio.

Il presente latita, ma pensando al passato posso dire del Duca ciò che Knopfler cantò di The King (auguri anche a lui):

He's still the man

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lunedì, 19 novembre 2007

La puntata di settimana scorsa (5° ed ultima), prevista per sabato 17 è saltata perchè il computer è... saltato e nonostante sabato pomeriggio abbia cercato dalle 18:13 alle 18:56 di farlo funzionare solo oggi s'è ripreso. Bentornato tra noi, computer.

Qualora pensiate: "Quante parole sprecate, tra un errata corrige e la giustificazione d'un ritardo" permettete di contraddirvi, perchè dalla motivazione per un ritardo traggo motivo per un ricordo di qualche giorno fa... il post su 'hours...' è in perenne ritardo e colgo l'occasione per scriverne. Oggi.

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Venerdì 2 ottobre (come già scritto) son stato in visita alla Statale di Milano... essendomi stata affidata una doppia commisione DVDistica (Modì e Les Enfants du Paradis) m'avventuro alla Ricordi e già che ci sono cerco qualcosa per me. Trovo 'hours...', album del '99 di David Bowie. All'epoca avevo 12 anni e andavo alle medie canticchiando Thursday's Child (l'ultimo suo singolo a ricevere dalle radio italiane una certa attenzione) pur senza saperne il testo. Già prima rimasi affascinato da Bowie: da piccolo, quando aveva ancora un certo successo in Italia (ora è "Chiiii...????") mi capitò di vederlo a un TG, per il concerto interrotto all'Olimpico di Roma e rimasi intimorito da questo signore bello, elegante e serio. Ero ossessionato dai vampiri e tra i frequenti sogni in cui dovevo scappare da qualche casa affollata da essi una volta è capitato come guest star. Nel Natale 2002 (15 anni e 1/2) mia mamma ebbe la bella pensata di regalarmi best of bowie e d'allora qualche mia paghetta e finita nelle sue tasche. L'apice della mia carriera di fan fu il concerto con mia mamma del 23 ottobre 2003 ad Assago. Nell'ottobre 2004 l'incontro, causa singolo Boom, Like That, con Mark Knopfler ha fatto vacillare la fede e Davidino, da compagno d'avventure ciclistiche alla ricerca d'un coccolone nell'estate brianzola è divenuto un nome prestigioso nella mia piccola discoteca (in cui i nomi stanno divenendo variegati in quest'autunno, anche se le spese - aumentate causa busta paga MIA - son rivolte più a DVD). Ma di fronte ad 'hours...' non ho potuto bloccarmi. Ho sempre voluto comprare un suo disco a Milano. Mi sembra che Bowie sia adatto a Milano, da quando l'ho visto tra le luci della notte milanese ne son convinto. Quando da piccolo vidi ne Gli Aristogatti i tetti di Parigi ne rimasi incantato... ora cerco sempre finestre e spazi sotterranei, come (sic) i negozi di dischi in centro Milano. O il Museo del Cinema in via Manin. Ho respinto Bowie per la sua "fighettitudine", vedendolo accostarsi a band da MTV me ne sono allontanato in favore della concretezza dei dIRE sTRAITS, poesia per disperati... che me ne faccio d'un aristocratico anoressico quando posso identificarmi in cantanti da bar, marinai mozzi o nell'epopea operaia di Telegraph Road. Certo anch'io ho turbe esistenziali, mi tormento come un personaggio bergmaniano alla ricerca d'un senso per questo e quello, con tutte le stranezze che mi passano in testa vorrei solo addormentarmi ma è pensando "Clint Eastwood tirerebbe avanti" che ne esco. David Bowie è uno di quei personaggi da Will & Grace che girano per le esposizioni di New York con un maglione a girocollo... o in The Hunger, il telefilm che presentava alternandosi a Terence Stamp - atmosfere simili al booklet del CD. Preferisco avventure da Million Dollar Baby.

Ciònonostante il disco m'ha attirato e l'ascolto è stato positivo e la stima per Bowie è tornata anche se per me rimane - con affetto - "il fighetto". Che voce, che genio musicale. Quando in Survive canta "You and me and nothing more" la sfumatura del canto è micidiale. Thursday's Child è Thursday's Child (e l'attrazione per il personaggio "nato fuori luogo" è inevitabile), come The Pretty Things Are Going To Hell... la prima cosa carina andata all'inferno a venirmi in mente sono i film romantici. Una volta s'aspettava il bacio per tutto il film, ora qualche battutaccia e vai di lingua!

Selah!

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categoria:musica, milano, sogni, arte, david bowie
martedì, 30 ottobre 2007
Per ricambiare una dedica di Elenabowie, la rassicuro col presente post:

Cara mrs. Bowie, il tuo David è sempre stato onesto con te... quello nel video di Miracle Goodnight non è lui...
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...sono io.

Selah!
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domenica, 02 settembre 2007
The Man Who Sold the World
(da The Man Who Sold the World, David Bowie, 1970 - musica e testo di db)



Per Bowie l'Uomo che vendette il Mondo è il Superuomo; per me che crea mondi per poi "darli" al pubblico, l'artista. Film, libri, canzoni son mondi da cui se ne posson trarre altri: dai film si può trarre l'immaginario che con essi è stato traslato su schermo; dai libri si posson trarre immagini (e canzoni che crean altri mondi: Kate Bush trae da Wuthering Heights un balletto, i dIRE sTRAITS traducon Romeo & Juliet in chiave moderna); dalle canzoni videoclip (nel video sopra "Zupwat" traduce in immagini la canzone di Bowie didascalicamente da testo e pronuncia che equivoca creando altri mondi). Il blog è la creazione d'un modo dal proprio e l'interazione con altri. La stessa canzone è un mondo nuovo tratto da una poesia di Hughes Means (se in essa poi l'assente-presente è l'interlocutore, in Bowie è il narratore, a sua volta Superuomo che guarda e istruisce le masse come Merlin, Eliot, Zed / Connery in Zardoz, Pasolini) a sua volta pregna di Baudelaire e Poe.

Stasera vedo Breakfast on Pluto di Neil Jordan che secondo Boorman (altro creatore-rielaboratore junghiano di mondi altri-altrui, dal ciclo arturiano al mago di Oz a Theilard de Chardin, quando non è egli stesso il mondo che vende come in Hope and Glory o quando narra fiumi - Deliverance e The Emerald Forest - conscio del proprio esser fiume) antepone la propria creatività alla personalità, ritenendosi solo ciò che crea (e The Company of Wolves è un gran incontro di mondi).

We passed upon the stair, we spoke of was and when
Although I wasn't there, he said I was his friend
Which came as some surprise I spoke into his eyes
I thought you died alone, a long long time ago

Oh no, not me
I never lost control
You're face to face
With The Man Who Sold The World

I laughed and shook his hand, and made my way back home
I searched for form and land, for years and years I roamed

I gazed a gazely stare at all the millions here
We must have died alone, a long long time ago

Who knows? not me
We never lost control
You're face to face
With the Man who Sold the World

Passammo sulle scale, parlammo del più e del meno
Anche se non c'ero disse ch'ero suo amico
Il che mi sorprese, gli dissi negli occhi
'Pensavo fossi morto solo, tanto tanto tempo fa'

'Oh no, non io,
Non persi mai il controllo
Sei a tu per tu
Con l'Uomo che vendette il Mondo'

Risi e gli strinsi la mano, tornai a casa,
Cercai una forma e una terra, per anni e anni vagai

Attonito guardai i milioni qui
Dobbiam esser morti soli, tanto tanto tempo fa

'Chi lo sa? Non io
Non perdemmo mai il controllo
Sei a tu per tu
Con l'Uomo che vendette il Mondo'

Selah!
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categoria:musica, cultura, opinioni, cinema, sogni, arte, david bowie
sabato, 04 agosto 2007

Il blog m'ha fatto riflettere sull'importanza delle persone. Scriverne uno non è azione egoista, perché si comunica con altre persone indipendentemente da quanto sian egocentrici i contenuti; venendo letti, ci si accorge che se non si entrasse in relazione con altre persone postare sarebbe inutile. La gioia di ricever commenti e veder incrementare il numero delle visite non ci sarebbe e non si leggerebbero opinioni utili. Tutto ciò nonostante la lontananza fisica degli altri blogger. C'è una distanza più che fisica dagli altri blogger e questo è rassicurante dopo aver dedicato mesi della propria vita a una persona che si è poi sentita libera di usarti come yo-yo. Non son mai stato troppo espansivo a causa di timidezza e balbuzie (appena accennate) e forse dopo questa esperienza lo sarò ancor meno: non me ne lamento, è stato utile. Prima di ciò il mio motto era "IO NON APPARTENGO A NESSUNO"; dopo tale incontro pensai che avrei potuto appartenere a qualcuno; ora vado per la mia strada, se qualcuno tiene a seguirmi prego, sarò lieto di seguirla/o a mia volta. Perchè so anche se non si può viver per sè.

SO FAR AWAY

(testo e musica di Mark Knopfler - da Brothers In Arms, dIRE sTRAITS, 1985)

Here I am again in this mean old town
And you're so far away from me
And where are you when the sun goes down
You're so far away from me

So far away from me
So far I just can't see
So far away from me
You're so far away from me

I'm tired of being in love and being all alone
When you're so far away from me
I'm tired of making out on the telephone
'cause you're so far away from me

So far away from me
So far I just can't see
So far away from me
You're so far away from me

I get so tired when I have to explain
When you're so far away from me
See you've been in the sun and I've been in the rain
And you're so far away from me

So far away from me
So far I just can't see
So far away from me
You're so far away from me
 
 
Sono ancora qui in questa brutta, vecchia città
e sei così lontana da me
dove sei quando il sole tramonta?
sei così lontana da me
Sei così lontana da me
tanto che non posso vederti
sei così lontana da me
sei così lontana da me

Son stanco d'esser innamorato e tutto solo
quando sei così lontana da me
son stanco di non trovarti al telefono
quando sei così lontana da me

Sei così lontana da me...

Son così stanco quando devo spiegare
perchè sei così lontana da me
vedi tu sei stata al sole e io nella pioggia
perchè sei così lontana da me

Sei così...
 
 videoclip live

 WHAT IN THE WORLD

(testo e musica di David Bowie - da Low, 1977)

You're just a little girl with grey eyes
Never mind, say something
Wait until the crowd cries
Oh, wait until the crowd cries
You're just a little girl with grey eyes

So deep in your room, you never leave your room
Something deep inside of me, yearning deep inside of me
Talking through the gloom
What in the world can I do
What in the world can I do
Im in the mood for your love
For your love
For your love
For your love

Oh

I'm just a little bit afraid of you
'cause love won't make you cry
But, wait until the crowd goes
Oh, wait until the crowd goes
I'm just a little bit afraid of you

So deep in your room, you never leave your room
Something deep inside of me - yearning deep inside of me
Talking through the gloom
What in the world can I do
What in the world can I do
Im in the mood for your love
For your love
For your love

Oh, what you gonna say?
Oh, what you gonna do?
Ah, what you gonna be?

To be real me, to the real me
Under the cool, under the cool and under having a ball
What you gonna say to the real me, to the real me
Ahhhh, ahhhh, ahhhh, ahhhh, ahhh
 
 
Sei solo una ragazzina dagli occhi grigi
non importa, dì qualcosa
aspetta che la gente urli
oh, aspetta che la gente urli

Così sommersa nella tua stanza, non lasci mai la tua stanza
qualcosa profondo in me, sospira profondo in me
parla attraverso il buio
cosa al mondo posso fare
cosa al mondo posso fare
ho bisogno del tuo amore
del tuo amore

Son solo un poco spaventato da te
perchè l'amore non ti fa piangere
ma, aspetta che la gente vada
oh, aspetta che la gente vada
son solo un poco spaventato da te

Così sommersa dalla tua stanza...
Oh, che dirai?
Oh, che farai?
Oh, che sarai?

Per esser davvero me, per il vero "me"
soggetto alla tua freddezza e al ballare con te
che dirai a me, al vero "me"
aaaahhh...
 
Selah!
postato da: thomaspendragon alle ore 15:21 | Permalink | commenti (6)
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domenica, 24 giugno 2007

La mia ossessione per la cultura britannica è nutrita da YouTube.

ci si trova TUTTO Edward II di Derek Jarman (sia in italiano che in inglese) bellissimo nel suo contrasto luce oro - oscurità, a volte fine a se stesso come nei balletti o nella scena col valletto nudo col serpente - simbologia facile-facile - ma così ben diretto, recitato e fotografato, sperimentale, intelligente...;

un assaggio da Prospero's Book di Peter Greenaway che gioca a fare Fellini - più barocco del Maestro, un magnifico gioco di sipari che si aprono e chiudono, scene che vanno e vengono, attori che entrano ed escono in un sogno fatto della stessa sostanza di cui è intessuta la nostra piccola vita;

il trailer di Labyrinth;

quello di Dark Crystal, sempre di Jim Henson, ancora più enigmatico, inquietante:

questa meraviglia barocca, terrificante, angosciante, bellissima, come in Greenaway sipari che s'aprono e chiudono, scene che vanno e vengono, attori che entrano ed escono, maschere che nascondono altre maschere che non nascondono niente o altre maschere (e se le altre maschere non fossero niente?): uno spettacolo-sogno intessuto della nostra stessa stoffa (e s'essa fosse il nulla?):

per guardarlo a schermo intero (purtroppo la qualità video non è proprio all'altezza):

http://www.youtube.com/watch?v=cpys1c3jCNs

spero d'avervi dato qualcosa da sognare - anche se avrete già di vostro qualcos'altro. Che immagini, che sogni.

Shantih

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sabato, 23 giugno 2007

Oggi è santa Aethelreda di Ely... onomastico di Audrey Hepburn!

Ero con mia mamma a questo tour, giovedì 23 ottobre 2003, FilaForum di Assago...

...dopo lunghe ricerche ho il DVD.

Dai 2 shows al The Point di Dublino, 22-23 novembre 2003 (scelta giustificata per il calore che nessun altro pubblico ha raggiunto nel tour).

2h25, 30 pezzi. A Milano fece 23 pezzi in 2h1/4 ca. ... preferisco i pezzi lunghi, ma la scaletta del DVD ha maggior qualità, non ci son pezzi da Let's Dance (a Milano ci siam sorbiti China Girl e Let's Dance con inizio lento - ?), ci sono meraviglie come Be My Wife e Life On Mars? o bei pezzi come Reality - citerei All The Young Dudes ma la versione è orrenda... niente a che vedere con quella in Ziggy Stardust - The Motion Picture, che poi è tutt'altra cosa anche nel complesso. Un ottimo DVD, preferisco lo show di Milano perchè più intenso ma qui il pubblico è effetivamente più coinvolto. La regia doveva stare più attenta agli schermi, spettacolo nello spettacolo, ma gli effetti speciali aggiunti in post-produzione compensano. Il filmato all'inizio poi... e grande Slip Away con pupazzo e karaoke: "Don't forget to keep your head warm / Twinkle twinkle uncle Floyd".

(queste e molte altre foto del concerto di Assago a http://www.velvetgoldmine.it/concerti/reality_assago.html)

Shantih

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categoria:musica, sogni, gioia, david bowie
giovedì, 21 giugno 2007

Ieri mattina nel Castoro di Enrico Ghezzi su Stanley Kubrick ho letto la parte su Paths Of Glory; torno a casa e scopro che La7 lo trasmetteva alle 14 (avevo impegni, sorry). Ieri ho comprato il DVD A Reality Tour, (oltre al CD All The Roadrunning di Emmylou Harris e Mark Knopfler - ha composto più lui, ma per cavalleria prima le signore... al contrario che sulla cover o su biglietti e manifesti del tour - confesso, prima l'avevo solo scaricato ma ora CE L'HO) sulle 2 tappe tenute da David Bowie a Dublino nel novembre 2003 (giovedì 23 ottobre io e mia mamma eravamo all'allora FilaForum di Assago... con lui) e oggi alle 23:45 Rai1 trasmette (parte: finisce alle 0:55... confesso che programmo il videoregistratore) del concerto di Bruce Springsteen con la Sessions Band... a Dublino. (sentito parte nelle cuffie di MediaWorld... se trasmettono Atlantic City è una gran cosa) Se faccio qualcosa, il mondo mi imita. O almeno, le tv italiane. Ora sono in breve pausa-studio e dallo studio (luglio: 9 Storia del teatro classico e moderno -2 esami diversi; 10 Letteratura Italiana 1B... nello stesso mese, altri 4 esami... il capriccio delle circostanze, appunto). Settimana prossima ultimi 4 giorni su 14 della mia avventura a MediaWorld (questa settimana m'han lasciato stare... non c'ho perso niente, sempre 14 gg. sono)... anche  se ho fatto cose più avventurose.

Shantih

postato da: thomaspendragon alle ore 15:03 | Permalink | commenti
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