Ieri è stato il gran giorno di Sleuth. La lunga attesa è stata premiata, che film. Dovevo partecipare a un simile evento solo per i nomi che vedete qui a fianco: MICHAEL CAINE, uno dei più grandi attori di sempre, 2 premi Oscar, ruoli leggendari come Harry Palmer (Ipcress) o lo spietato Carter; JUDE LAW, uno dei volti pensanti più promettenti di oggi, un grande inizio (Gattaca, Wilde) e dopo il declino degli ultimi anni sta realizzando il suo sogno, divenire il nuovo Caine e glielo auguro; KENNETH BRANAGH che ha riportato il cinema shakesperiano ai fasti cui lo condusse Laurence Olivier (appunto, nel ruolo qui di Caine nella prima versione); HAROLD PINTER, premio Nobel, autore teatrale che da solo a fatto un genere, il "teatro pinteriano" (e potrebbe assurgere all'onore d'apparire nel titolo della mia tesi - non è una promessa, Harry).
Sala gremita per essere mercoledì sera, gente incravattata che pare uscita da Friends ("Cava che facciamo staseva?" "Se andassimo al cinema?" "Dai! A vedeve che?" "Ti va Sleuth?" "Sìììì! Che chicchevia!") e 2 imbecilli, loro stessa età a pochi posti da me, in tuta da ginnastica, sembravano gli Zero Assoluto che a mezz'ora dall'inizio hanno cominciato a urlare "Basta!" e schignazzare a ogni parolaccia (come alle elementari... poi Pinter abbonda in ciò, mannaggia), "Ma che film è?" (informatevi prima!) finchè esausto non ho sibilato "Zitti!" - hanno smesso per un pò ma non hanno rinunciato a zompare, appena comparsi i titoli di coda, fuori della sala (li avrei fermati volentieri) urlando "Che film del c***o!". Uscendo vedo un cartellone: informa che domani esce il nuovo film con Boldi & co. quindi se avessero aspettato 2 giorni quei due si guardavano quello e non guastavano il film alle persone civili. Ho trovato un modo per liberare gli animali dalle gabbie: rinchiudere negli zoo certa gentaglia. Ma in una società democratico chi non gradisce il film ha diritto di rovinare visione e serata agli altri. In Lombardia il film è fuori dalla top 10 degli incassi dello scorso weekend, splendido.
Recitazione volutamente teatrale (e in questo Law è immenso: un professionista che si finge dilettante, grande!), regia concentrata su dettagli insignificanti per risaltare i dialoghi, primissimi piani stretti-stretti, dialoghi non estremi come quelli delle opere di Pinter ma taglienti, in cui il ricchissimo scrittore sfrutta ogni occasione per offendere il rivale, sadismo bergmaniano. Dimostra più della sua ora e 26, ma è da vedere.
Selah!
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