domenica, 03 agosto 2008
La versione di John Boorman de Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar si girerà! Probabile che Adriano sia interpretato da Daniel Craig.

Chat con un'integralista cattolica: dice di odiare gli omosessuali ma li tollera. Contraddizioni a parte, ciò dimostra molto sull'intelligenza dei fanatici. Meglio sessuofobico che omofobico.

Un automobilista passa in un viale stretto. Sfiora un ciclista che lo copre d'insulti. Odio le auto, ma in tutte le volte che ho rischiato di essere investito o sono stato innaffiato con acqua di pozzanghera non mai ho fatto niente di simile a una simile scenata.

Tommaso
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categoria:cultura, ambiente, cinema, arte, attori, orrore, daniel craig, apertura mentale, john boorman
venerdì, 04 luglio 2008
1 anno di blog: 1 anno di cose viste e sentite. Dopo i premi ai bloggers, i premi alle opere in 1 anno di Out of the Vortex (da 07/06/2007 a 03/07/2008).

Miglior film:

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To Live and Die in L.A.

Miglior DVD:
(ex aequo)

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Blade Runner


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Scarface
(grazie Luca)

Miglior libro:
(ex aequo)

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John Boorman, Adventures of a Suburban Boy

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Antonio Scurati, Una storia romantica

Miglior disco
:
(ex aequo)

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 dIRE sTRAITS, aLCHEMY

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The Pretenders, Learning To Crawl

Miglior concerto:
(ex aequo)

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Coro Bach, Basilica di S.Marco, Milano 22/05/2008

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 Mark Knopfler, Datchforum, Assago (MI) 15/04/2008

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Lady Bugs, Alcatraz, Milano 20/10/2007

Miglior mostra:

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Nathalie Djurberg, Turn Into Me, Fondazione Prada, Milano 19/04-01/06/2008

Miglior evento:

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Milanesiana 2007

Miglior artista:

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Tilda Swinton

Tommaso
lunedì, 02 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Essenziale e riflessivo, scarno e spettacolare: apparentemente contraddittorio, il cinema di John Boorman ha una sua precisa identità. Questo "suburban boy" cresciuto poverissimo mostra i grandi problemi della vita concreta riflettendo sulle grandi sfere, già da ragazzo occupato a guadagnare i soldi per sopravvivere s'interrogava sui Miti. Nato in città, cresciuto in campagna ha colto l'ambiguità dei posti in cui viveva e anziché realizzare film schizofrenici li connota precisamente. Il ritorno alla natura di Deliverance è letale, ma in The Emerald Forest è un'alternativa migliore alla civiltà distruttrice; il sovvertimento della natura in Zardoz. Inglese di nascita, statunitense di occhio, europeo di pensiero, la sua è una spettacolarità minimalista, fatta di azioni. Un cinema piccolo, il suo solo film "grosso" è Excalibur, fatto con effetti speciali da teatro. Lo stile di Boorman si fonda sui movimenti di mdp: le carrellate brevi e rapide di Point Blank, il volo di Pazuzu tra i templi di Exorcist II: The Heretic o quello in The Emerald Forest. Ma le sue inquarature non si limitano al virtuosismo tecnico, raccolgono simboli come i quadri di Zardoz, le icone del tempio di Exorcist II: The Heretic che tornano in Excalibur in cui cavalieri percorrono la Waste Land di Eliot: col suo universo culturale Boorman cerca gli archetipi che fondano la storia umana; come Theilard de Chardin lo cerca nella mente. E' la "quest" di Burt Reynolds in Deliverance, di Sean Connery in Zardoz, di Richard Burton in Exorcist II: The Heretic, dei cavalieri di Excalibur, di Powers Boothe in The Emerald Forest, di Patricia Arquette in Beyond Rangoon. Un continuo tornare, i personaggi di Boorman sono il messianico re Arthur che torna ciclicamente lasciando tracce in ogni epoca e arte. Facendo film senza genere perché ne toccano molti Boorman lascia tracce in più generi. Sottovalutato da pubblico e critica, ingiustamente non accolto tra i Grandi, (ma ha realizzato uno dei film più famosi di sempre, Deliverance, uno dei più intelligenti, Zardoz, uno dei migliori, Excalibur, uno dei più influenti, Point Blank; ha lanciato Brendan Gleeson, Liam Neeson, Gabriel Byrne; ha rilanciato Lee Marvin e Jon Voight; ha avuto come direttori della fotografia Alex Thomson, Vilmos Zsigmond, William A. Fraker; la sua bellissima autobiografia, Adventures Of A Suburban Boy, tra sobrietà e poesia, è stata apprezzata da Harold Pinter - suo attore in The Tailor Of Panama e Paul Auster) realizza film che circolano poco, s'occupa della crescita del cinema irlandese, coltiva alberi.

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:37 | Permalink | commenti (5)
categoria:cultura, libri, cinema, sogni, arte, attori, storytellers, john boorman
sabato, 22 marzo 2008
E' d'un paio di giorni la notizia che dà Clint alle prese con Gran Torino (come la Fiat resa celebre da Starsky & Hutch) sia come attore che regista. Ignoti altri dettagli: c'è chi dice che sia il 6° film su Callahan... bisogna aspettare fine anno.
Quando lessi che Clint stava girando un film in cui con Morgan Freeman allenava Hilary Swank come pugile, pensai a una filmetto... e Million Dollar Baby fu. E' imminente The Changeling in cui Clint è solo regista è non sono troppo entusiasta ma vedremo. Negli anni '20, Angelina Jolie è una donna che smarrisce il figlio; dopo pochi giorni le viene riportato ma sospetta non sia l'originale.

Tra i film che vorrei vedere, alcuni però non si son visti o non si vedranno nelle sale italiane:
- Bug di Friedkin s'è visto solo al Torino Film Festival del 2006 e agli incontri serali del CorSera della scorsa estate;
- Nessuna traccia di The Tiger's Tail di Boorman, del 2006, con Brendan Gleeson, Ciaran Hinds e Kim Catrall (attrice di -sic- Sex and the City quindi con un certo richiamo);
- sempre di Boorman è sparito Le memorie di Adriano, dato ancora per "in produzione" quindi si può sperare;
- L'uomo di Londra di Bela Tarr con Tilda Swinton, da Simenon, è interessantissimo, presentato a Cannes '07, qui invisibile;
- sempre con Tilda, Julia è distribuito in questi mesi in Europa; un articolo del CorSera sui film Indie in uscita lo citava; ci si può sperare?

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:29 | Permalink | commenti (8)
categoria:cultura, cinema, sogni, arte, gioia, attori, clint eastwood, john boorman, tilda swinton
domenica, 10 febbraio 2008
Image Hosted by ImageShack.us(diceva Clinton Eastwood sr. a Clinton Eastwood jr., raffigurato a lato)

Nel post su To Live and Die in L.A. cito spesso The Gauntlet ('77, "L'uomo nel mirino") che acquistai e vidi a pochi giorni di distanza dal film di Friedkin.

Ben Shockley (Clint Eastwood), poliziotto alcolizzato di Phoenix che non ha mai avuto il "grande caso" và a Las Vegas per scortare "un testimone da nulla per un processo da nulla", Augustina "Gus" Mally (Sondra Locke), squillo d'alto bordo d'aspetto angelico. Ma poliziotti male informati e federali corrotti faranno di tutto per impedirgli il ritorno a Phoenix. Finale delirante nella città sgomberata con autobus che attraversa corridoi di poliziotti (il "gauntlet" è il corridoio, con a un'estremità un getto d'acqua, di poliziotti che prendono a manganellate i nuovi arrivati nelle carceri) che lo crivellano.

E' un potente racconto, purtroppo decaduto al rango d'opera minore, ma raffigura come le persone valide siano maltrattate da approfittatori, prepotenti, disonesti. Shockley accetta di buon grado la sfida, sapendo che tutto ciò gli tornerà (come dico io, "fa curriculum"); il motivo idiota della scia di sange che segue la fuga dei protagonisti mostra la piccolezza di cui ha causato tutto ciò. Shockley è come tutti i personaggi di Eastwood: Tommy Highway (Heartbreak Ridge, "Gunny"), il marine la cui guerra "non finiva mai", in lotta con un mondo che non lo vuole; Harry Callahan, il poliziotto che sfida ogni regola per ottenere giustizia VERA. Semiautistici che agiscono solo in base al proprio dovere senza contemplare la possibilità di scorciatoie; le vie comode sono per i mediocri. Meglio sputare sangue, perché ogni ferita è un merito, ogni sfida è vinta se combattuta onestamente, farsi un passato per esser fieri del proprio presente (Eastwood non sfoggia a caso le sue rughe).
Colletti bianchi che si definiscono "veri lavoratori" e maltrattano gli operai, accademici che in nome della propria libertà di parola la negano al Papa (non sono ancora stato d'accordo con lui ma non gli tappo la bocca e aspetto che parli ancora, magari concorderemo su qualcosa), filosofi che insegnano la vita chiusi nel proprio studio, viziati che cacciano AMICI da lezione per poi minacciarli sicuri dell'appoggio di "baroni" loro favorevoli, personaggi che fanno cadere governi malconci ma onesti per interesse personale, parassiti pagati per niente, critici perbenisti che tacciano autori ambigui, aggressivi, coraggiosi (Eastwood, Friedkin, Cimino, Boorman) di "stupidità", "fascismo", "rozzezza" perché giudicare male la superficie è più facile che trovare il disagio che li muove.
Con questi individui (cui son grato) si può invertire il discorso di Tony Montana / Al Pacino nel ristorante in Scarface: "Sono orrendi, io non sono come loro". Esser onesti è ottima cosa di per sè, ma ciò è qualcosa in più. Shockley e Callahan prendon atto dei fatti e non s'arrendono: distinguersi e meritare ciò che si ha. Se è poco, fa niente. Ogni goccia di sangue sputata è di per sè un premio, una vittoria, un merito. A volte poi la ricompensa è immensa, come l'amore d'una Gus Mally che riconosce il vero eroe, quello con la spina dorsale.

"...come on and take a low ride with me girl..."

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Tommaso
mercoledì, 05 settembre 2007
Gran giornata cinematografica ieri:

-Presentazione col laboratorio di Nèon (non per lampada, ma "nuovo" in greco - hanno deciso loro), presentato alla prof. Grespi in DVD rosso. Le è piaciuto, vuole presentarlo a un concorso e ci ha invitati a intraprendere un progetto più grande.

-Visto il geniale Hot Fuzz, spettacolo delle 17:00 ossia 4 spettatori (c'era un'orda di bambini ma era per Shreck Terzo). Poliziesco demenziale british con attoroni: il mefistofelico Timothy Dalton, sottovalutatissimo 007 (anche in un film con colonna sonora del gruppo d'un cantante che oggi compirebbe gli anni CHI e QUALE? Indovina indovinello) che qui ascolta Romeo & Juliet dei dIRE sTRAITS dopo la morte di 2 attori dilettanti appena protagonisti d'un aberrante rappresentazione; Jim Broadbent che di recente appare in ogni gran produzione hollywoodiana ma ogni tanto torna alle sue origini (era il barista di The Crying Game!); Kenneth Cranham, caratterista di A Good Year e una volta ne L'ispettore Barnaby; Edward Woodward, il mitico Giustiziere a New York che indagava nella terrificante isola di The Wicker Man. Humour pacato, azione a volte seria (l'ingresso in città alla Il cavaliere pallido) altre ridicola (l'inseguimento del cigno), grandi battute (in un campo, un'auto si schianta sull'unico albero in centinaia di metri; il protagonista vedendola: "Vorrei dire qualcosa d'intelligente").

Ho poi comprato 2 vecchi amici:

-Deliverance (titolo originale 1 parola; it. Un tranquillo weekend di paura, 5 quando bastava "Liberazione" - ora che ci penso sarebbe stato ambiguo) del mio mito John Boorman, con la mitica Duelling Banjos e i grandi Jon Voight, Burt Reynolds, Ned Beatty (al primo film, veniva dal teatro, poi sfondò in TV) e Ronny Cox (comico televisivo) alle prese coi montanari tra cui l'eastwoodiano Bill mcKinney, nel ruolo "più inquietante di sempre" (Kubrick lo volle per fare il sergente di Full Metal Jacket ma ci ripensò perchè gli fu descritto come gentile di persona, s'aspettava fosse come il personaggio), grandissima riflessione sul ritorno alla natura, per me leggibile come la reazione dell'intellettuale all'oscurantismo, per Boorman un ritorno al fiume che fin da ragazzo ha visto come origine dell'umanità; grande regia (il montaggio iniziale dell'esplosione; la musica che parte quando si spezza una fune; l'inquadratura di Voight con l'arco che osserva un montanaro) e il sogno d'un set avventuroso, tra rapide, alberi, sentieri, mdp manovrata con funi e operatori imbracati.
-Dirty Harry (tit. orig. 2 pp.; it. Ispettore Callaghan il caso Scorpio è tuo, 7 quando bastava "Sporco Harry" o se proprio ci si voleva allargare "Harry la carogna" - e il cognome cambiato perché i distributori italiani ritennero 'Callahan' impronunciabile?), la conferma di Clint divo dopo la "Trilogia del Dollaro" con Sergio Leone. Molti i dubbi sul film: razzista, nichilista o energico, con una morale? E Clint era inespressivo o il suo stile era scarno? Appoggio le seconde tesi. Ed è splendidamente diretto (la mdp che segue fuori della scalinata il dialogo tra Harry e la moglie di Chico), con grandi attori (Harry Guardino! John Vernon!).

Soprattutto, oggi è il compleanno di Freddie Mercury.

Duelling Banjos:
 
 
"'Do I feel lucky?' Well, do ya, punk?":
 
 
Oh Mamma mia, Mamma mia:

Selah!
postato da: thomaspendragon alle ore 17:30 | Permalink | commenti (10)
categoria:musica, cultura, cinema, arte, gioia, queen, freddie mercury, clint eastwood, john boorman