Sto facendo il catsitter a due condomini, mentre son via controllo Simba e guardo film a scrocco (hanno Sky). Ieri c'era Ispettore Brannigan la morte insegue la tua ombra (in originale non danno retta alla Wertmuller e l'hanno intitolato "Brannigan"), con il Duca nei panni di Jim Brannigan (ho già letto questo nome...), ispettore della polizia di Chicago che va a Londra a prendere il criminale Lenkin (John Vernon, Point Blank) da estradare. Scotland Yard gli affianca la giovane detective Jennifer (Judy Geeson) e l'ufficiale sir Charles (il mitico Richard Attenborough). Quanto Lenkin viene rapito, devono collaborare col suo ambiguo avvocato Mel Fields (Mel Ferrer, il mio rivale...); Lenkin ha poi messo sulle tracce di Brannigan il sicario John Gorman (Daniel Pilon). Si vede anche Lesley-Anne Down, co-protagonista con Connery e Sutherland di 1855: la grande rapina al treno e ex moglie di William Friedkin.
Solo un poliziesco, ma carino, giusto per il gusto di veder il Duca assestare qualche pugno. Peccato per due ralenti inutili e un momento di suspence sprecata: Fields punta la pistola a Lenkin e dice "Quando ci incontrammo mi dicesti una frase che d'allora è il mio motto..." io da semi-sdraiato mi metto seduto, aspettando una frase memorabile e pronto a incidermela in testa odo: "... 'non fidarti mai di nessuno'..." Sconforto. Quando Brannigan arriva all'aeroporto di Londra chiede a Judy come ha fatto a riconoscerlo e lei risponde: "M'han detto di aspettare un uomo leggermente più piccolo della Statua della Libertà". La frase migliore potrebbe esser questa (ma se fossi stato lì ci avrebbe confusi... MUAHAHAHAH impossibile, era il '75). Ferrer brilla di luce propria.
Grazie a Pietro e Chiara, buone vacanze, gli animali stanno bene.
Selah!
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