Gran giornata ieri alla "Milanesiana"!
Il dibattito La violenza e la rappresentazione, sala Buzzati (Milano via Eugenio Balzan, 3) ore 12, con Gianni Canova, Antonio Scurati e William Friedkin, moderatore Armando Besio è stato magnifico. 1h e 1/2 interessantissime.
Esco dalla stazione Moscova, chiedo a una signora quale sia via Statuto (l'uscita della metro è all'incrocio di 4 vie) e mi fa "E' quella... cerca l'Ufficio d'Igiene?" Non mi scompongo, rispondo no e ringrazio. All'ingresso calca di sciure eleganti e qualche signore, per fortuna non c'era troppo caldo. Una dice a un'amica: "Capirai che emozione vedere [assumendo qui tono sprezzante] il regista de L'esorcista": non l'aggredisco perchè in mano ha un libro di Daphne de Maurier con in copertina un quadro pre-raffaellita e certe immagini non mi lasciano indifferente. All'entrata, alla ragazza che mi chiede il nome per cercare tra gli accreditati rispondo "de Brabant, Tommaso de Brabant" (veder in continuazione da MediaWorld Casino Royale - che già al cinema mi sconvolse - mi sta bruciando il cervello, ma è così bello). Mi metto in 3° fila, al margine destro della sala per non coprire la visuale a qualcuno. A 10 minuti dall'inizio entra Friedkin e si mette in 1° fila ad aspettare gli altri. Furiosamente, prendo libro e penna e mi avvicino. Non faccio in tempo a chiederglielo, che gentilissimo sorride e m'invita ad avvicinarmi. Mi chiede il nome ("Two m?" "Yes, two m" "And two s?" "No, just one s") e scrive:
To Tommaso
Best regards
William Friedkin
6/29/07
(dopo "William" la biro s'inceppa, ma ne avevo 2)
ci stringiamo la mano, ci auguriamo buona fortuna e torno al posto saltellando. Ho l'autografo d'un grande regista, un premio Oscar, uno che ha scritto la storia della Settima Arte, uno dei miei eroi.
La conferenza inizia: lui prima ci offre la sua bottiglietta d'acqua, poi dice: "Questa sala è piena di uomini affascinanti, ma soprattutto donne: come mia moglie" che è in prima fila: Sherry Lansing, presidente d'una fondazione per la lotta al cancro, professoressa all'Università di Chicago. Parla di violenza, giustamente Scurati osserva che il pensiero dei registi hollywoodiani oggi è "I MUST represent evil to conquer it", DEVO rappresentare il male per sconfiggerlo, una volta era "I COULD represent evil to conquer it", POTREI rappresentare il male per sconfiggerlo... anche se ora la rappresentazione del male è posta davanti alla sua sconfitta. Ha parlato della spiritualità in The Exorcist, in cui la rappresentazione del bene che sconfigge il male consegue alla rappresentazione d'esso. Son riuscito a far una domanda: il dibattito stava per esser chiuso, io avevo alzato la mano ma la gentilissima hostess e il tifo delle gentilissime signore tra il pubblico m'hanno segnalato a Besio: prendo il microfono, mi alzo e chiedo:
"Lei ha di-di-diretto Al Pa-pa-pa-pa-cino e William Petersen, attori legati a figure violente, l'uno pe-pe-per Scarface, Heat, il suo Cruising, l'altro più di re-re-re-re-cente per il te-te-te-te-telefilm C.S.I.; lei è più interessato alla ra-ra-ra-ra-ra-scusate-ra-ra-ra-rappresentazione della violenza o di pe-pe-pe-pe-pe-pe-pe-pe-pe-persone violente? Grazie, scusate ancora"
Risponde che non è interessato alla rappresentazione dell'uno né dell'altro (ma fa ancora film violenti), che mi son riferito a com'era trentacinque anni fa, ora sa più cose, son cambiati lui e i suoi interessi.
All'uscita dalla sala alcune signore, forse intenerite dal mio ta-ta-ta-tartaglio si complimenta per la domanda; all'uscita dalla sala trovo Enrico Ghezzi... diamine, non ho con me Paura e desiderio, dovevo aspettare di trovarmelo... estraggo il taccuino, gli chiedo un autografo. Sbuffa e sussurra: "Scrivi tu"; sorridendo rispondo: "Che scrivo?" ; lui: "Questo non è un autografo". Eseguo e lui, forse incredulo che l'abbia fatto davvero, sigla la scritta e sotto essa. Ringrazio (mi ricorderò d'aver avuto nella sacca il suo "Castoro" di Stanley Kubrick, forse l'avrebbe firmata più volentieri) e m'avvio al buffet (sono le 13:45 circa)... infatti C'ERA un buffet. Torreggio nella calca, un buon vantaggio per farsi strada. Mi metto in un angolo in cui mi raggiunge una ragazza che carinissima dice che ho fatto bene a intervenire. Chiede: "Sei uno studente, vero?"; la rassicuro che ciò e discutiamo un attimo sui nostri studi. Se ne va. All'uscita trovo Canova e Scurati; fumano, il che non mi fa avvicinare volentieri (una sbuffata di Canova mi becca in pieno volto), chiedo scusa per esser intervenuto all'ultimo momento. Canova tace, Scurati dice che ne è stato lieto, gli dico che studio a Bergamo e m'invita a cercarlo in ricevimento. Ho trovato un'altra vittima cui rifilare i miei saggi. Ci salutiamo e torno alla metro, stavolta passando da via Solferino. E a casa, ansioso di mostrare i miei trofei.
Sto ancora smaltendo l'emozione... incontrare un grande del cinema, parlargli, stringergli la mano, avere un suo autografo. Intervenire e esser acclamato (scusate se mi vanto, ma per me significa tanto). Che successo, che giornata. Una gran dibattito tra amici.
Grazie a Besio, Canova, Ghezzi, Elisabetta Sgarbi organizzatrice de "La Milanesiana", al "Corriere della Sera" e alla "Fondazione Corriere", grazie mie fans gentilissime, grazie hostess pazientissima, grazie Hurricane Billy, gentilissimo, simpaticissimo, grandissimo e alla sua signora per quanto sta facendo. Grazie a voi per avermi dato l'opportunità di scriverne.
Shantih