sabato, 01 dicembre 2007

Ho visto poco fa All'inseguimento della morte rossa ("Bullet to Bejing", U.K. 1995) su La7 (in ritardo di 17 minuti perché Luxuria e Giovanardi dovevano parlare a "Tetris" del loro argomento preferito), in cui il mio idolo Michael Caine riprende il ruolo di Harry Palmer, che lo rese famoso con Ipcress ("The Ipcress File", U.K. 1965), anche stavolta da un romanzo di Len Deighton. Palmer viene pensionato forzatamente a causa dei tagli alle spese dell'MI5, così è contattato da una società clandestina russa, guidata dal potentissimo magnate Alex (il grande attore pinteriano Michael Gambon) che lo mette alle calcagne della Morte Rossa, un'arma di distruzione di massa in viaggio verso la Cina su un treno. Gli vengono affiancati Nick (Jason Connery, figlio di Sean) e Natascia (Mia Sara, 10 anni prima nel flop fantasy di Ridley Scott Legend). Atmosfera anni '80 affascinante seppur in ritardo, un Palmer meno eversivo dell'esordio ma accattivante, un Caine impassibile ed efficace che diverte e si diverte (peccato per la colonna sonora basata su Go West dei Village People, icona del disgelo dopo la versione dei Pet Shop Boys filologicamente più adatta ma la filologia si usa per le opere d'arte non per la musicaccia). Carino.

Selah!

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categoria:musica, cinema, arte, attori, michael caine
giovedì, 15 novembre 2007

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Ieri è stato il gran giorno di Sleuth. La lunga attesa è stata premiata, che film. Dovevo partecipare a un simile evento solo per i nomi che vedete qui a fianco: MICHAEL CAINE, uno dei più grandi attori di sempre, 2 premi Oscar, ruoli leggendari come Harry Palmer (Ipcress) o lo spietato Carter; JUDE LAW, uno dei volti pensanti più promettenti di oggi, un grande inizio (Gattaca, Wilde) e dopo il declino degli ultimi anni sta realizzando il suo sogno, divenire il nuovo Caine e glielo auguro; KENNETH BRANAGH che ha riportato il cinema shakesperiano ai fasti cui lo condusse Laurence Olivier (appunto, nel ruolo qui di Caine nella prima versione); HAROLD PINTER, premio Nobel, autore teatrale che da solo a fatto un genere, il "teatro pinteriano" (e potrebbe assurgere all'onore d'apparire nel titolo della mia tesi - non è una promessa, Harry).

Sala gremita per essere mercoledì sera, gente incravattata che pare uscita da Friends ("Cava che facciamo staseva?" "Se andassimo al cinema?" "Dai! A vedeve che?" "Ti va Sleuth?" "Sìììì! Che chicchevia!") e 2 imbecilli, loro stessa età a pochi posti da me, in tuta da ginnastica, sembravano gli Zero Assoluto che a mezz'ora dall'inizio hanno cominciato a urlare "Basta!" e schignazzare a ogni parolaccia (come alle elementari... poi Pinter abbonda in ciò, mannaggia), "Ma che film è?" (informatevi prima!) finchè esausto non ho sibilato "Zitti!" - hanno smesso per un pò ma non hanno rinunciato a zompare, appena comparsi i titoli di coda, fuori della sala (li avrei fermati volentieri) urlando "Che film del c***o!". Uscendo vedo un cartellone: informa che domani esce il nuovo film con Boldi & co. quindi se avessero aspettato 2 giorni quei due si guardavano quello e non guastavano il film alle persone civili. Ho trovato un modo per liberare gli animali dalle gabbie: rinchiudere negli zoo certa gentaglia. Ma in una società democratico chi non gradisce il film ha diritto di rovinare visione e serata agli altri. In Lombardia il film è fuori dalla top 10 degli incassi dello scorso weekend, splendido.

Recitazione volutamente teatrale (e in questo Law è immenso: un professionista che si finge dilettante, grande!), regia concentrata su dettagli insignificanti per risaltare i dialoghi, primissimi piani stretti-stretti, dialoghi non estremi come quelli delle opere di Pinter ma taglienti, in cui il ricchissimo scrittore sfrutta ogni occasione per offendere il rivale, sadismo bergmaniano. Dimostra più della sua ora e 26, ma è da vedere.


Selah!

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venerdì, 07 settembre 2007
(purtroppo ieri è morto Big Luciano)

Gran giornata ieri:

-Acquisto del doppio DVD Ipcress con nientemeno che "il mio avatar";


-Gita a Milano da parenti che non vedevo da quand'ero bambino (ergo impressionati da mia statura) comprensiva di:
 >Gita in bici in centro Milano a seguir mio zio (vivi per miracolo) a sua volta comprensiva d'avvistamento di Sua Maestà Imperiale Corrado Tedeschi incavolato nero dopo conversazione al cellulare;
 >Visita a una casa dell'Opus Dei con relativa lettura di riviste cattoliche, prossima volta per ricambiare la cortesia porto Il Codice da Vinci.

Scherzo, è stato stupendo. E ho un certo feeling con Milano, ci son nato e sebbene vissuto lì fino a soli 2 anni (di cui nulla ricordo) ne ho avuto l'imprinting. La cosa migliore è però stato veder parenti che non vedevo da tantissimo (son stato salutato come "un nuovo cugino"). Il tour è però cominciato 2 settimane fa.

"But my home is the low lands" (prego trovare citazione) e Milano infatti è in pianura.

Selah!
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lunedì, 30 luglio 2007

Sabato ho visto Zodiac al cinema all'aperto di Osnago (rassegna estiva 2007 "E per tetto un cielo di stelle"... wow). Magnifico ambiente. Schermo piccolo, pessima messa a fuoco, chiacchericcio continuo, fumatori accaniti. Bel film, poca violenza tanta suspense, molto angosciante con atmosfere horror (la madre in autostrada) e il capovolgimento attore-spettatore nella scena in cui Gyllenhall scappa dalla casa d'un testimone, spaventato come lo spettatore d'un horror.

Ieri invece la seconda parte di Prime Suspect: The Final Act, 7° e ultimo episodio d'una serie britannica di film tv con Helen Mirren nella parte di Jane Tennison (già, con la "i" anzichè la "y", non come Alfred Lord), poliziotta alcolizzata prossima alla pensione. Ritmo serrato, primissimi piani, tanto marciume, personaggi inquietanti. Lei è grandissima, fa tutte le espressioni possibili senza batter ciglio, distrutta o tutta d'un pezzo a seconda del contesto, un poco sotto le righe rispetto a The Queen in cui era comunque grandiosa.

Fossi un attore (si sa mai...) mi piacerebbe interpretare un film poliziesco. Magari un personaggio come Walker (Lee Marvin in Point Blank del mio maestro John Boorman, non Cordell, il mitico Texas Ranger interpretato da Laurence... ehm, Chuck Norris) che si sente dire "You're a very bad man, Walker, a very dangerous man!" e cammina in corridoi infiniti con passo costante e postura composta - come Il Duca... e quei pantaloni slanciati che mostrano le calze quando piega il ginocchio sono d'una classe incredibile - in una geniale inquadratura del Maestro o in un gran movimento di macchina o come Jack Carter, lo squallido antieroe interpretato da Michael Caine (poi da Sly...) e dire minacciosamente: "You're a big man in bad shape"... già sento il claim: "Get Tommy... before Tommy gets you!" MUAHAHAHAHAH paura, eh? Il trailer andrebbe recitato da una voce moooooolto profonda, come quella di William Shatner nei trailer anni '70. Sono un baritono spaventoso (e stonato), ma la star che recita la voce fuori-campo del trailer... lasciamo spazio a tutti...

 

Selah!

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giovedì, 26 luglio 2007

Il cinema è la mia religione. Secondo mia nonna m'è stata trasmessa da mio nonno; in effetti da bambino son stato forgiato dalle rievocazioni delle sue avventure nelle peggiori sale di Milano per vedere i duri d'allora (Lee Marvin, Robert Ryan, Sterling Hayden, Glenn Ford, Henry Fonda, Burt Lancaster, Telly Savalas...); ma tuttora il mio fanatismo è alimentato da mia madre che mi sottopone il meglio e il peggio della produzione odierna.

Lunedì aveva il turno di pomeriggio; tornando lei alle 22,30, le ho registrato da Canale5 Sotto il sole della Toscana. Un'esperienza mistica. S'è giustificata dicendo che il libro di Frances Mayle è diverso, dunque s'aspettava qualcosa di carino. Non sono italofilo (anzi...), ma i luoghi comuni non mi piacciono, siano rivolti a chicchesia. Davvero gli uomini italiani portano il colletto della camicia lungo la clavicola? Davvero in Italia non lavora nessuno e se qualcuno s'azzarda a farlo abbandona il posto con disinvoltura? Davvero in Italia si crede che ricevere feci di piccione in testa sia segno della volontà divina (una fandonia tra l'altro blasfema!)? Gradirei il parere di Severgnini. Leggendari i camei della signora Quattro Salti in Padella nel ruolo della contessa Bramasole, di Claudia Gerini come agente immobiliare, di Mario Monicelli come vecchietto che visita tutti i giorni una cappella (la protagonista dice: "per farlo tutti i giorni dev'esser scemo" e tu che lo guardi tutti i giorni?). Magnifica la frase: "Partorirai in un elegantissimo camice Armani" e la finestra della stanza d'ospedale che dà sul Duomo di Firenze. Manco Rosamunde Pilcher è tanto perversa.

La settimana prima abbiam visto Panico a Needle Park, con Kitty Winn (Palma d'oro a Cannes), la tata di Regan nei primi due L'esorcista e Al Pacino, 1971, l'anno prima della sua fama mondiale con Il Padrino. D'obbligo vederlo perchè mia mamma è devota di Al. Quando su Rai1 trasmisero la fiction su Woytla con Carey Elwes e Jon Voight la stessa sera di Le regole del sospetto su Canale5, guardò questo perché "sempre di religione si tratta". Adora Javier Bardem per aver detto di non credere in Dio ma in Pacino. S'è commossa per il trailer di Ocean's 13 perché c'è Lui. Lo scorso Natale le ho regalato Io, Al Pacino (biografia in forma d'intervista) e ha quasi pianto. Ah, dimenticavo... il film era bello. Secco, essenziale. La scena del cane però è pura crudeltà mentale nei confronti dello spettatore. Mi sembra che il cliente-pollo che denuncia Ellen-Kitty Winn sia Paul Sorvino; secondo voi? C'è anche Raul Julia, uno degli attori più sottovalutati e sfortunati di sempre.

Mi ha scandalizzato dicendo "L'uomo che volle farsi Re è carino, ma non aspettarti un gran film... più che altro loro due sono bravi...". A parte che Caine e Connery sono più che bravi... ma dire che non è un gran film... continua la diatriba su Luce dei miei occhi che io ho trovato grande, uno dei migliori film italiani d'oggi, più potente del neorealismo anni '50; per lei deprimente, angosciante. Io voglio aprire il "Sandra Ceccarelli & Luigi Lo Cascio fan club"; iscrizioni aperte. Mi voglio rovinare: la Ceccarelli è la Audrey Hepburn italiana. Un altro gran dibattito è su Niente da nascondere: per me uno dei più grandi film di sempre, un esperimento magnifico, non solo virtuosismo formale, gran profondità di contenuto (la scena dei galli però è pura crudeltà mentale nei confronti dello spettatore - ho già scritto una frase simile?); per lei deprimente, angosciante - ho già scritto una frase simile?

Per voi? E' Al Pacino il più grande attore di sempre? Per me un grandissimo, ma prima di affermare ciò... John Osborne ha avuto il coraggio d'affermare che "Nicol Williamson è il più grande attore di sempre dopo Marlon Brando". Un sondaggio pochi anni fa ha dato a de Niro il titolo di più gran attore di sempre. Per me de Niro è più bravo di Brando (troppo teatrale... non puoi fargli fare l'uomo della strada), ma Pacino meglio di de Niro. Per la scelta dei film, per l'energia, per l'intensità. Ma la recitazione nervosa non mi dice molto, troppo innaturale. Sono per il naturalismo, la scuola europea. Per me il migliore di sempre è Max von Sydow. Forse un pò per affinità intellettuale-spirituale-attitudinale-fisica, ma attori così intensi son rari. La sua faccia congestionata quando scopre la Morte nell'abbazia in Il settimo sigillo vale come dieci primissimi piani di Pacino. Ne L'esorcista II - L'eretico i primi piani che Boorman gli dedica son fenomenali, restando immobile raggiunge un'espressività incredibile. E' un attore intellettuale, "una faccia pensante", ma sa divertirsi come in Flash Gordon: freddo, statico, grande. Williamson è grande, in Excalibur (oggi Helen Mirren compie 62 anni!) calibra ogni inquadratura alla perfezione, fa un lavoro minuzioso, ma ha avuto una carriera cinematografica scarna, meritava di più. Un attore che mi ricorda von Sydow è David Caruso (un pò per la faccia identica), il modo di fare calmo, la recitazione minima, ma è tanto sotto le righe da ricordare più il primo Clint Eastwood (che non era da Oscar ma neanche meritava gli insulti che s'è preso), che ricevette la stima di Richard Burton. Burton: l'intensità di von Sydow e l'energia di Pacino. E uno sguardo spaventoso. E una voce splendida. E un volto scavato nella roccia. Se John Wayne fosse stato un'attore teatrale, sarebbe stato Richard Burton; se Richard Burton fosse stato un cowboy, sarebbe stato John Wayne. Il Duca sarebbe stato a suo agio nel cinema inglese (era anche fanatico di poesia inglese del '700): con Michael Caine o Sean Connery avrebbe fatto un gran L'uomo che volle farsi Re. Con Peter O'Toole, Richard Burton e Richard Harris tante gran partite di rugby. Ora ci sono Daniel Craig e Hugh Jackman; vorrei tanto vederli assieme. Quando farò la mia versione di Excalibur, Craig sarà Arthur e Jackman Lancelot. Merlin? Donald Sutherland o James Cromwell o Max von Sydow.

Ma la più grande di sempre, togliendo la distinzione attori-attrici, è Audrey Hepburn. Comica, drammatica, sopra le righe, sotto le righe. E quand'è inquadrata non guardi altro.

 

Selah!

lunedì, 23 luglio 2007

Ieri sera su  La7 uno dei più grandi film d'avventura di sempre... Sean Connery, Michael Caine e Christopher Plummer diretti da John Huston... L'uomo che volle farsi Re. Una leggenda.

Rudyard Kipling (da un cui racconto il film è tratto)  incontra in India Due sottufficiali dell'esercito britannico, massoni come lui, dotati di gran sense of humour (molto british) e flemma, che voglion diventare re del Kafikistan. Li sconsiglia, ma affascinato firma da testimonio il contratto con cui essi stabiliscono le regole dell'impresa.

Huston punta più sulla sceneggiatura che sulla regia, forse affidandosi a fascino dei paesaggi e carisma dei protagonisti, creando comunque un'intreccio di gag e battute raffinate splendido.

Connery si ritrova così in questi anni (in cui faceva di tutto per allontanarsi da 007: racconta Boorman che l'anno prima all'uscita dallo stadio di Dublino la gente vedendolo urlò "guardate, c'è James Bond!" - L'uomo che volle farsi Re è del '75) protagonista di film che rivoluzionano il modo di rileggere la letteratura inglese: nel '74 Zardoz (citato dai guerrieri con maschera da dio che assalgono i contadini) univa The Waste Land di Eliot (già summa della tradizione letteraria inglese e non solo) a The Wizard Of Oz di Baum e al superomismo di Nietzsche; nel '76 Robin & Marian (con  Audrey Hepburn...) del lisergico Richard Lester (già entrato nella cultura inglese coi film dei Beatles) offriva un finale alla leggenda di Robin Hood con un cast all star del cinema-teatro britannico (Nicol Williamson, Robert Shaw, Richard Harris, Ian Holm, Denholm Elliot!).

Gran lettura dell'immaginario britannico: senso di avventura (Kipling...), coraggio, amicizia, ricordi d'imprese, canti da camerata... e gli stessi Michael Caine e Sean Connery incarnano il meglio di tutto ciò.

A proposito di Connery e 007: Daniel Craig confermato Bond per i prossimi 2 episodi, in cui svelerà l'aspetto comico dell'agente. Aumento d'ingaggio: per il 1° film prese 6 milioni di $, per il 2° ne prenderà 7,5, per il 3° 12. Non onestissimo, ma nel cinema mainstream di oggi è poco... e ha 39 anni, quindi all'apice della carriera. Buon lavoro, Daniel. (Connery diede TUTTO il suo cachet di Diamonds Are Forever a enti benefici e in altre occasioni donò parti del compenso. Per The Man Who Would Be King, lui e Caine presero 250.000 £ a testa).

Selah!

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