domenica, 11 gennaio 2009
Grazie all'invito di Chiara & Pietro ieri sono stato al concerto del Faber Tribute allo Spazio Opera De André di Osnago (LC, ogni anno attivissimi nel commemorare Faber).

Un gran concerto, con introduzioni a ogni canzone e il bravo Ceriotti dalla voce identica a quella di De André.

Un ricordo di quando mio padre mi faceva ascoltare e ri-ascoltare le Sue canzoni;
Un incursione nella poetica d'un grande intellettuale (se mio padre fosse stato un cantautore sarebbe stato un valido concorrente).
Un cantautore che non era banale manco nell'inflazionatissimo ambiente delle canzoni d'amore, un cantautore di protesta coraggiosissimo, un cantautore dalle invenzioni poetiche meravigliose.

Fabrizio de André

Tommaso
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categoria:musica, cultura, arte, concerti, fabrizio de andré
domenica, 19 ottobre 2008
Visto mercoledì, cinema Plinius di Milano, Mamma mia!.
Che è davvero carino.

Mamma mia!

M'ha messa molta allegria. Poi ho pensato che è finzione e mi sono depresso. Ma rifugiarsi nella finzione mi va bene.

Tommaso
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sabato, 11 ottobre 2008
Miracolo a Sant'Anna (visto mercoledì all'Apollo) è un film sprecato: uno splendido tema usato male. Una parte centrale dignitosissima - anche se le musiche sono troppo intrusive e spesso fuori luogo - non riscatta un inizio bruttissimo e un finale ridicolo. Brutto ma simpatico.

Sfida senza regole (visto mercoledì scorso all'Apollo) è carino... non è un gran film, ma forse le predilezioni per i polizieschi e per Pacino & De Niro me lo fanno apprezzare più della critica ufficiale e più dei suoi effettivi meriti.

Il vero evento della mia stagione cinematografica è stato andare alla 1° proiezione italiana (anteprime escluse) di Burn After Reading.

Ticket

"Intelligence is relative": un film in cui i personaggi intelligenti restano a margine. Un agente segreto fallito (Malkovich), un agente del Tesoro sempre occupato a cercare "avventure" da una notte (Clooney), una pediatra che insulta i piccoli pazienti e considera nullità marito e amante (Swinton), un'atleta che distrugge i cliente della palestra (Pitt), la sua collega disposta a tutto per un'operazione di chirurgia estetica (McDormand). Come notata da Mereghetti, non siamo nel periodo peggiore della storia contemporanea, ma in quello più stupido.
E come notato dalla Swinton, la ricerca della felicità individuale, di cui si dichiarano seguaci i personaggi di Clooney e McDormand, crea disastri.

- Che abbiamo imparato da ciò?
- Non saprei.
- Forse che non dobbiamo più farlo.
- Può essere.
- Ma non so che abbiamo fatto.

Photobucket

Una tragicommedia veloce, briosa, con uno humour non debordante (con tratti volgari nuovi per i Coen - "Gira l'angolo e lo facciamo di dietro" "Sei volgare..." "Intendo nel retro dell'auto...") ma geniale. Tutti bravissimi, una bella sorpresa Pitt, ma la scena è della McDormand (aiutata dal personaggio).

Tommaso
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domenica, 21 settembre 2008
Precisazione: Oscar Mon Amour di Paola & Paul va in onda il venerdì dalle 17 alle 18. Un banner pubblicizzerà il programma in questo blog.

Gran concerto ieri di Luca & Coro Bach @ Santuario dell'Addolorata in Rho. Yeah.

Tommaso
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venerdì, 15 agosto 2008
Station To Station

6 anni già, già lo scrissi, mi fu regalato un greatest hits di David Bowie. A 15 anni trovai così il mio cantante (termine riduttivo per un artista così completo) preferito. Fu l'inizio di qualcosa che fu all'inizio fanatismo (il picco fu il concerto di Assago) accompagnato da frustrazione per l'enorme ritardo, poi ammirazione, quindi apprezzamento, infine apatia. Lo scontro con la chitarra di Mark Knopfler (di cui indosso una maglietta proprio ora) e la constatazione che questi descrive il mio mondo m'allontanò da Bowie, che finì nei miei gradimenti dietro a Kate Bush, Neil Young, Pink Floyd, Mike Oldfield, Queen, Bruce Springsteen. Solo Chrissie Hynde e i suoi Pretenders in questi ultimi mesi hanno minacciato la predilezione per Mark Knopfler e i suoi dIRE sTRAITS. L'acquisto a maggio di Station To Station (con Juke Box di Cat Power e il DVD Yakuza), da tempo ambito, desta molto entusiasmo per l'opera ma non riaccende quello per l'autore.
Ma settimana scorsa ho ri-visto il DVD A Reality tour. Che non è la sua cosa migliore, per quanto bello. Ziggy Stardust - The Motion Picture è molto superiore. Ma ho ripensato al valore artistico di Bowie. Gli anni '70 di Bowie sono uno dei momenti migliori del rock: grande con Ziggy Stardust, eccelso col Duca Bianco e la trilogia berlinese.
W Bowie.

Tommaso
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categoria:musica, cultura, arte, david bowie
giovedì, 07 agosto 2008
E ancora: C'era una volta... il Grande Rock.
Ora c'è una cantante che passando da un reality show sfonda con un CD di 6 canzoni di cui 5 cover e un inedito scritto non da lei.
C'erano una volta... Joni Mitchell, Patti Smith, Kate Bush, Debbie Harry, Chrissie Hynde.
Ora c'è questa feccia.
"E' intonata" dicono. A parte la discutibilità delle doti vocali della monocorde cantante in questione: Bob Dylan canta malissimo ma ha scritto Grandi Canzoni.

Porto mia nonna al supermercato e alla cassa vedo una rivista con in copertina Briatore che auspica "Più imprenditori in politica". Ne abbiamo già uno che ha rovinato il paese più di quanto non fosse già.

Mi sto incattivendo e ne ho buoni motivi.

Tommaso
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categoria:musica, politica, opinioni, orrore
martedì, 05 agosto 2008
C'era una volta... il grande Rock.
Poi tutto finì. Ma quel grande passato andava celebrato:

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C'era una volta... The Band.
A salutarli, il meglio del Rock.

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Bob Dylan - Neil Young - Joni Mitchell - Muddy Waters - Emmylou Harris - Van Morrison - Dr. John - Eric Clapton - Neil Diamond - Ronnie "The Hawk" Hawkins - Ringo Starr - Ron Wood - The Staples

Interventi dei cabarettisti Michael McClure e Lawrence Ferlinghetti.

Regia e interviste di Martin Scorsese, fotografia di Làzlò Kovàcs e Vilmos Zsigmond, montaggio di Thelma Shoonmaker.

Pezzi bellissimi come Up On Ripple Creek, l'impressionante duello chitarristico tra Clapton e Robbie Robertson in Further up on the Road, la bellissima Coyote di Joni Mitchell, Helpless di Neil Young con la Mitchell ai backing vocals dietro il palco, il canto angelico di Emmylou Harris in Evangeline.
Band e ospiti al completo sul palco per I Shall Be Released di Bob Dylan.

E uno dei temi più belli mai ascoltati in un film... THIS FILM SHOULD BE PLAYED LOUD.



Tommaso
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venerdì, 25 luglio 2008
Il post di Luca (scienziato e viaggiatore di Out of the Vortex) di ieri sta avendo successo... grazie alle sue capacità e a un mio disperato appello dal grande Rearwindow. Questo blog è in crisi di visite e commenti... non credo nella quantità, ma scrivere per ricevere un commento, per quanto gradito, a post è sconfortante.

E restando in tema di Internet... se a gennaio aprii uno space su MySpace, ora potete cercare "Tommaso de Brabant" su Facebook.

E restando in tema di cose appena aperte su Internet... sta per aprire il sito dei Pretenders. Ci si possono ascoltare in anteprima tracce dal nuovo album, Break Up the Concrete. Sto sognando disco e concerto.

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Tommaso
domenica, 20 luglio 2008
Il 23 settembre uscirà (in vinile, a ottobre su CD) il nuovo album dei Pretenders, Break Up the Concrete.
Sogno d'andare a un loro concerto.

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Tommaso
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sabato, 12 luglio 2008
Ieri, Milanesiana: doveva esserci John Milius ma è stato sostituito da Jùlio Bressane. Presenti a sorpresa Massimo Donà e Ruggero Pierantoni. Previsti Antonio Rezza, Elio delle Storie Tese, Enrico Ghezzi. Ma ero lì per Milius.
Appena entro una signora dell'organizzazione mi dice che in prima fila c'è un posto per me, tra i riservati. Che l'intervento balbettatissimo dello scorso anno con Friedkin e quello stentoreo di quest'anno m'abbiano reso una star?
Conferenza più divertente che interessante, chiusa da esilarante e profondo corto di Rezza e Flavia Mastrella sui piedi (il cervello dei poveri).
Per strada ho incontrato Marcello Dell'Utri.

Per non esser andato lì per niente mi son procacciato una preda (alla FNAC, che stile!):


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Ora ho tutte e 4 le riedizioni... il prossimo passo è la conquista del mondo.

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Tommaso
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venerdì, 04 luglio 2008
1 anno di blog: 1 anno di cose viste e sentite. Dopo i premi ai bloggers, i premi alle opere in 1 anno di Out of the Vortex (da 07/06/2007 a 03/07/2008).

Miglior film:

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To Live and Die in L.A.

Miglior DVD:
(ex aequo)

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Blade Runner


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Scarface
(grazie Luca)

Miglior libro:
(ex aequo)

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John Boorman, Adventures of a Suburban Boy

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Antonio Scurati, Una storia romantica

Miglior disco
:
(ex aequo)

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 dIRE sTRAITS, aLCHEMY

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The Pretenders, Learning To Crawl

Miglior concerto:
(ex aequo)

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Coro Bach, Basilica di S.Marco, Milano 22/05/2008

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 Mark Knopfler, Datchforum, Assago (MI) 15/04/2008

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Lady Bugs, Alcatraz, Milano 20/10/2007

Miglior mostra:

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Nathalie Djurberg, Turn Into Me, Fondazione Prada, Milano 19/04-01/06/2008

Miglior evento:

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Milanesiana 2007

Miglior artista:

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Tilda Swinton

Tommaso
domenica, 22 giugno 2008
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In Una storia romantica, Antonio Scurati tratta di persone che consacrano la propria vita a qualcosa: scegliendo la via più difficile. E' un libro su chi crede in qualcosa di grande. Figure "bigger than life", da grande melodramma, da cinema d'una volta, da dramma shakesperiano... "We few, we happy few, we band of brothers: una fuga dalla medietà. L'umanità ha sempre cercato di conformarsi.

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Nel telefilm The Prisoner n. 6 è isolato, osteggiato, "curato" per la propria ribellione al conformismo. Gli altri abitanti del Villaggio accettano il tedio e non vogliono che qualcuno li disturbi scegliendo l'azione, l'interrogarsi, la via più difficile che passa dalla diversità, dal non essere un numero tra tanti.

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"Conoscevo una ragazza che anziché aprire le porte le attraversava" dice Mark Knopfler di chi le ispirò lo splendido album Love Over Gold e la title-track; il titolo, preso da un murales visto nei sobborghi di Londra, esplicita il parallelo con la poetica di Scurati: "amore anziché denaro".

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Che è anche quanto sta alla base di Wuthering Heights: consumarsi, distruggersi ma essersi consacrati a qualcosa, mentre gli "altri" s'accontentano di campare...

...s'accontentano d'essere numeri che passano per porte aperte.

Tommaso

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sabato, 14 giugno 2008
Per inagibilità del palco il concerto dei Lady Bugs è saltato...

Tommaso
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venerdì, 13 giugno 2008
Image Hosted by ImageShack.us Una delle cantanti più brave e belle di sempre, la frangetta più bella del rock: Christine Ellen Hynde è rimasta nella storia del rock come una "chick" e ne va fiera, ma è molto di più. Ottima compositrice e autrice, grandissima esecutrice, in lotta per i diritti degli animali. Sottovalutatissima:  i suoi Pretenders hanno avuto un discreto successo solo negli USA e negli anni '80. Paradossalmente, essendo lei un'anglofila emigrata dalla nativa Akron (Ohio) a Londra per seguire il rock britannico degli anni '70. Ossessionata dal sogno di far parte d'una band, canta e suona in varie band senza successo sino alla pubblicazione nel '79 di Pretenders col gruppo da lei formato, The Pretenders: un'ottima formazione, col batterista Martin Chambers, il bassista Pete Farndon e il chitarrista James Honeyman-Scott. Farndon e Honeyman-Scott moriranno di droga dopo i primi 2 albums; Chambers andatosene per incomprensioni tornerà recentemente. Chrissie è autrice di quasi tutto il repertorio d'una band che, dopo vari cambiamenti (coinvolto il grande chitarrista Robbie McIntosh) vive della di lei immagine e del repertorio dei primi grandi album, Pretenders, Pretenders II, Learning To Crawl e Get Close. Identificati con Brass In Pocket, Don't Get Me Wrong e I'll Stand By You, i Pretenders hanno fatto ben altro: Chrissie è infatti l'autrice di pezzi duri, scabrosi, sarcastici come Up The Neck, Tattoed Love Boys, Precious, Bad Boys Get Spanked, furenti come Middle Of The Road e Time The Avenger; alcune splendide concessioni a uno stile più morbido sono Message Of Love, Talk Of The Town, Kid. E' stata infatti apprezzata da Neil Young, che ha voluto i Pretenders in apertura d'un suo tour e Bob Dylan, che ha voluto Chrissie come corista d'un suo concerto a Wembley e a cantare I Shall Be Released al concerto del suo 30° anniversario di carriera.
Ha orgogliosamente proclamato i Pretenders una band per perdenti. Ottimo motivo per insistere.  "Rockin' reelin' double dealin', one more time this time with feeling yeah!"

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Tommaso
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categoria:musica, cultura, sogni, arte, storytellers, the pretenders, chrissie hynde
domenica, 08 giugno 2008
Milano negli ultimi giorni s'è impegnata per sensibilizzare riguardo il riscaldamento globale... io quando devo attraversare la strada davanti a casa mia devo aspettare che passino decine d'auto o fare lo slalom tra auto ferme col motore acceso. Tante persone fanno viaggi inutili in auto, a volte solo per usarla. A pochi metri ho un campetto da calcio con un'illuminazione poderosa.

Sabato 14 giugno 2008, ore 14:00: Lady Bugs, band di tributo ai dIRE sTRAITS, live a Canneto sull'Oglio per la manifestazione benefica tuttingioco2008 in favore delle famiglie con persone con disturbi psichici. Qui il messaggio dello staff di Knopfleriani.it.

Tommaso
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venerdì, 06 giugno 2008
Il sempre gentilissimo latramaelordito m'ha assegnato, per le mie "innumerevoli informazioni su cinema, mostre e mostri sacri della musica e della cultura" (bel gioco di parole) il Premio D-eci e Lode; che ho già ricevuto da darthtess pochi mesi fa, vedi qui. Doveroso comunque ringraziare il Gran Maestro di Stile Pier e consegnare il premio a blogger meritevoli assenti all'epoca:

la simpaticissima Pinkland
e il grande intellettuale Simone Bocchetta
che pregherei di passare al link sopra rimandante alla mia premiazione.
Grazie ancora, Pier!

Sabato 14 giugno, ore 14:00, Canneto sull'Oglio (MN): Lady Bugs live per una manifestazione in favore dei bambini disabili.

Tommaso
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domenica, 01 giugno 2008
Venerdì: Turn into Me, mostra temporanea di Nathalie Djurberg a Milano. Una caverna in cui il visitatore è accolto da video orrorifici con pupazzi di stoffa alla Tim Burton (il lupo mannaro di We are not two, we are one è più che una citazione). Orrori domestici a volte collegate con maternità ambigue, violenze spesso riconducibili alla sfera sessuale, corpi cadenti o decomposti, la morte d'alcuni che diviene vita d'altri, teatrini allucinati visivamente affascinanti, splendido.

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La mia sessuofobia non è aumentata da ciò come non vacilla dinanzi alle canzoni dell'avvenente Chrissie Hynde, ma nel repertorio dei suoi Pretenders preferisco le canzoni più esplicite, che stia divenendo come Clint in Tight Rope (quasi-remake di Cruising con Pacino forse bisex), ottimo padre e poliziotto integerrimo attirato dalle perversioni del serial killer su cui indaga?


 
Tommaso
sabato, 24 maggio 2008
Loose In L.A. è il DVD tratto dal concerto a Los Angeles del tour 2003 dei Pretenders, seguito all'album Loose Screw. Che è un'involuzione rispetto ai primi dischi dei Pretenders per energia e fantasia, ma comunque un album molto vivace, piuttosto carino, con alla fine la geniale I Wish You Love (quasi-cover con coda elettronica di Che cosa resta (Que reste-t-il de nos amours di Trenet già coverizzata da Battiato in Fleurs). Il concerto ricalca il rapporto tra i Pretenders d'una volta e d'oggi; ancora grintosi ma meno selvaggi... manca l'urlo di Bad Boys Get Spanked. Un live che decolla al 7° brano, la splendida Time The Avenger dopo che addirittura Message Of Love è stata sprecata dovrebbe lasciare perplessi; ma è un crescendo, nonostante a Up The Neck segua una lunga calma terminata da una Don't Get Me Wrong suonata malissimo ma alla cui metà Chrissie blocca tutto e s'inventa una languida versione alla "Gilda". Poi spiccano i classici, Back On The Chain Gang e l'accoppiata fatale Tattooed Love Boys - Precious; per finire, l'impressionante virtuosismo vocale di I'll Stand By You (che solo per ciò vale), la bruttina Mistery Achievement valorizzata dal balletto iniziale di Chrissie e l'immancabile Brass In Pocket. Location piccola, scenografia nulla; nonostante guai tecnici (la chitarra della Hynde è quasi spenta) uno show pregevole, notevoli il chitarrista Adam Seymour e lo storico batterista Martin Chambers, ma la scena è della dinamica Chrissie, tra mattane (interrompe Nothing Breaks Like A Heart perché non la voleva a quel punto della scaletta, constata che ciò renderà più avvincente il DVD e ricomincia), ammiccamenti, simpatia e gran cantato.

Tommaso
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venerdì, 23 maggio 2008
Ieri il concerto è stato bello, spero che Luca sia contento della presenza mia e dei suoi parenti presenti.

Dopo la mattinata a Bergamo io e mia nonna saliamo sul treno per Seregno delle 13:54... quello dei ragazzi delle superiori, spettacolo osceno.
Ci son 3 posti: uno occupato da un ragazzino, un altro da una giacca e uno zaino, l'altro libero: mia nonna ci si siede.
Lui: - E' occupato.
Mia nonna: - Sii gentile.
Lui: - Ma è occupato...
Io: - Per favore, è una signora.
Al che, intuendo che essere la mia cordialità minore del suo quoziente intellettivo e la mia disponibilità ad arrecargli gravi danni fisici maggiore della sua stupidità s'è alzato dicendo "Eh vabbé".

Ora vado all'ospedale, avendo spostato il turno da ieri a oggi... qualcuno farà lo spiritoso come settimana scorsa?



Tommaso
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mercoledì, 21 maggio 2008
Domani alle 21 il Coro Bach in cui Luca canta da baritono sarà in concerto col coro dell'Hesston College dal Kansas nella Basilica di S. Marco a Milano, piazza S. Marco. In programma Bach e spirituals. E' per 2 buone cause: mandare qualche soldino a gente bisognosa e far contento quel disgraziato, se siete nei paraggi vi consiglio di passare.

Tommaso
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lunedì, 19 maggio 2008
Il 19 marzo 1978 le radio inglesi diffusero il singolo di lancio d'un gruppo guidato da un insegnate di sostegno malvestito e secco con voce roca e una certa maestria nel suonare una Fender Stratocaster rossa; lo accompagnavano il fratello alla chitarra ritmica, l'ex batterista dei Primitives di Mal e un bassista con la capigliatura più pesante del resto del corpo. La canzone era stupenda e sarebbe stata solo l'inizio d'una leggenda nota come dIRE sTRAITS.

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You get a shiver in the dark
It's raining in the park but meantime
South of the river you stop and you hold everything
A band is blowin' Dixie double four time
You feel alright when you hear that music ring

And now you step inside but you don't see too many faces
Comin' in out of the rain you hear the Jazz go down
Competition in other places
Oh but the horns they blowin' that sound
Way on down south, way on down south London town

You check out Guitar George, he knows all the chords
Mind he's strictly rhythm he doesn't wanna make it cry or sing
Yes and an old guitar is all he can afford
When he get's up under the lights to play his thing

And Harry doesn't mind if he doesn't make the scene
He's got a daytime job, he's doin' alright
He can play the Honky Tonk like anything
Savin' it up for Friday night
With the Sultans... with the Sultans of Swing

And a crowd of young boys they're fooling around in the corner
Drunk and dressed in their best brown baggies and their platform soles
They don't give a damn about any trumpet playing band
It ain't what they call Rock'and'Roll
And the Sultans... yeah the Sultans play Creole

And then the man he steps right up to the microphone
And says at last just as the time bell rings
'Thank you, goodnight, now it's time to go home'
And he makes it fast with one more thing
'We are the Sultans... We are the Sultans of Swing'


Hai un brivido nel buio
Piove nel parco ma frattempo
A sud del fiume ti blocchi e fermi la scena
Una band suona il Dixie in 2/4
Ti senti a posto quando senti questa musica trillare

Entri ma non vedi troppe facce
Andandotene dalla pioggia senti il Jazz calare
C'è concorrenza con altri locali
Ma questi ottoni fanno un certo suono
A sud di Londra, a sud di Londra

Controlli che il chitarrista, George conosca tutti gli accordi
Gl'importa tenere il ritmo non vuole far piangere o cantare la chitarra
E una chitarra usata è tutto ciò che può permettersi
Quando si mette sotto le luci a suonar la sua parte

Ad Harry non importa se non ha presenza scenica
Ha un lavoro alla giornata, fa tutto come si deve
Può suonare l'Honky Tonk come nulla fosse
Eccetto il venerdì sera
Coi Sultani... coi Sultani dello Swing

E un gruppo di ragazzi che ciondola in un angolo
Ubriachi con addosso i loro migliori giubbotti marroni e scarpe piatte
Non gliene frega niente d'una band vecchio stile
Non è ciò che chiamano Rock'and'roll
E i Sultani... yeah i Sultani suonano 'Creole"!

Poi il frontman s'avvicina al microfono
E dice proprio al suono delle campane
"Grazie, buonanotte, è ora d'andare a casa"
E la fa corta con una sola altra frase
"Siamo i Sultani... siamo i Sultani dello Swing!"

videoclip

live

Tommaso
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domenica, 18 maggio 2008

Sperando che gli effetti dell'allergia spariscano entro giovedì prossimo mi ritrovo a sperare che continui a piovere!

Due cori per lGiovedì 22 Maggio, ore 21.00, nella basilica i S.Marco in Milano avrà luogo il concerto in favore della Fondazione Ivo de Carneri "DUE CORI PER L'AFRICA".
Il Coro Bach di Milano (di cui faccio orgogliosamente parte) e l'Hesston College Chorale di Hesston -Kansas(USA)- canteranno musiche di Bach, Copland, Haydn, Mozart, Pachelbell, Rachmaninoff, e autori di Canti spirituals americani.
La Fondazione si occupa della prevenzione e cura delle malattie parassitarie ed infettive (quali colera, tubercolosi, malaria, filariasi) che colpiscono i Paesi del Sud nel mondo con gravi conseguenze sulla vita e sullo sviluppo socioeconomico di intere comunità.
Lo scopo è veramente nobile, il programma degno di lode e la location è una delle chiese più prestigiose di Milano, dove si tengono regolarmente concerti di notevole importanza.
 Tanti  validi motivi per essere presenti, insomma!
Per chiunque volesse avere più informazioni sul CoroBach, sul coro dell'Hesston college o sulla fondazione de Carneri lascio qualche utile link:
www.corobach.it
http://www.hesston.edu/NEWSPORT/archives/2008Spring/080505europe.htm

www.fondazionedecarneri.it

Grazie a tutti,

LUCA.

postato da: Mironcino2003 alle ore 22:33 | Permalink | commenti (3)
categoria:musica, cultura, milano, concerti, solidarietà, corobach
sabato, 17 maggio 2008
Image Hosted by ImageShack.usVoce roca, profonda e monocorde, semi-staticità sul palco, chitarrismo unico: Mark Freuder Knopfler ha inventato (pur traendo qualcosa da Chet Atkins e J.J. Cale) un modo di suonare la chitarra, il fingerpicking (nonostante qualche raro uso di plettro) e creato una delle più grandi leggende del rock, i dIRE sTRAITS. Usi una Fender Stratocaster rossa o una Gibson Les Paul o una Pensa Shur creata in suo onore (MK80, MK1, MK2, MK2 Plus), produce un suono limpido e celestiale inimitato. Knopfler dialoga con la chitarra: le sue canzoni son composti da rapidissimi botta e risposta voce-chitarra terminati da splendidi assoli che completano la narrazione, esprimendo uno stato d'animo, disegnando un mondo, come il dramma scanzonato di Tunnel Of Love o l'urlo disperato dell'impressionante Telegraph Road. E' uno dei massimi cantori dei loosers, i cowboys urbani: dai dilettanti che suonano in bar alla periferia di Londra che rispondono al disprezzo del pubblico dichiarandosi fieramente "sultani dello swing" ai ragazzi di Newcastle che cercano la poesia nel porto, dai muratori inglesi emigrati in Germania ai cantanti di un coro soul emarginati nel sud degli U.S.A., da Sonny Liston a Ray Croc, personaggi che cercano il riscatto volendolo fortemente ma non credendoci troppo, figure patetiche che pensano in grande come il vagabondo di Tunnel Of Love introdotto da una musica da operetta (il Carousel Waltz di Rodgers & Hammerstein), la ragazza psicolabile di Skateaway che si muove tra molestatori credendosi una diva del cinema, da chi si perde nelle strade di provincia sognando il West di Leone (Once Upon A Time In The West aperta live da un brano morriconiano). Nato a Glasgow, cresce a Newcastle-Upon-Tyne dove conosce la musica celtica; trasferitosi a Londra, suona honkytonk e blues in squallidi bar in cui sviluppa il suo stile e abbozza il suo universo. Canta alla Bob Dylan, compone alla Albert King ma porta una novità, un rock fuori dai generi, calmo ma dinamico, non urlato ma travolgente. Nel '78 il singolo Sultans Of Swing è subito celebre ma lo splendido album Dire Straits è però poco sentito, come il fiacco Communiqué; segue trascinato da Tunnel Of Love e Romeo & Juliet il mitico Making Movies con cui i dIRE sTRAITS son definitivamente lanciati; il suono si fa più complesso per lo splendido Love Over Gold, segue il live aLCHEMY, quindi Money For Nothing col falsetto di Sting, le tastiere di Guy Fletcher e un roboante riff iniziale lancia il vendutissimo album Brothers In Arms... ma lo spirito non è più quello d'una volta. Tour enorme, fenomeno globale, Knopfler rinnega la band, non più esempio di qualità ma fenomeno globale. Collabora con Eric Clapton e Tina Turner, realizza il sogno d'un album con Chet Atkins (Neck and Neck) e torna col deludente On Every Street. Altro successo, tour enorme, live moscio (On The Night). Nel '95 l'addio è ufficiale; Knopfler rischia il successo (che non cala) per ciò in cui crede e incide l'anno dopo lo splendido album celtico (coi Chieftains!) Golden Heart, ma la carriera successiva è discontinua: The Ragpicker's Dream; Sailing To Philadelphia; Shangri-La non raggiungono i livelli d'una volta, pur con vette considerevoli (What It Is; Speedway At Nazareth; Boom, Like That). Nel 2006 la lunga collaborazione con Emmylou Harris porta al bellissimo All The Roadrunning, da cui un tour (Arena di Verona, 3 giugno: io e Luca presenti) intimista, bello nonostante un Knopfler spento. Lo scorso anno il brutto Kill To Get Crimson non fa presagire un tour in cui Knopfler pare quello dei dIRE sTRAITS.
Il Maestro è tornato.

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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:21 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 12 maggio 2008
Image Hosted by ImageShack.usE' tornato su La7 l'ispettore Barnaby! Dopo mesi di repliche, finalmente un episodio nuovo. Ogni tanto in TV c'è qualcosa di bello, lo dico da assiduo spettatore di Augias, Otto e Mezzo e del recente Gargantuà. Che infatti è in orari da videoregistratore, perché le cose decenti son nascoste nel palinsesto.

Ma c'è davvero così bisogno di aver qualcosa da vedere in TV? Io vedo l'apparecchio televisivo come mezzo per vedere DVD... sennò si può anche star fuori. Cosa che faccio, spesso. Silenzio e aria aperta, con qualsiasi condizione climatica. Qualcosa da vedere si trova sempre, con gusto infantile; spesso sono rovine di case o magazzini e se ci s'avvicina si scopre con delusione che c'è dentro solo della spazzatura... ma fa niente.

E ieri ho cominciato a correre da maratoneta, la mia "carriera" podistica sta migliorando. Dopo anni di pedalate deliranti senza saper dove fossi o camminate improvvisate, qualcosa che porti a qualcosa: una sfida con sè stesso. Senza competizione, niente avversari da battere: solo le proprie capacità precedenti. E vivendo di corsa (non di fretta ma scegliendo la via più complicata... "attraversando le porte anziché aprirle", disse Mark Knopfler della ragazza che gl'ispirò Love Over Gold), perché non correre in senso lato? Pensando all'improvviso che domenica non si sarebbe dovuto trattare della solita corsetta mediocre ma d'una svolta, perché non è un caso se mi chiamo Clint Eastwood e se voglio fare una cosa la faccio, che son pur sempre un blue collar, nella mia mente è risuonata una canzone (che qualcuno gradirà, pur avendola sentita così tante volte)...



Tommaso (nome d'arte di Clint Eastwood)
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mercoledì, 07 maggio 2008
Image Hosted by ImageShack.usIl volto disidratato, gli occhi quasi bianchi e chiusi, il fisico imponente: col solo aspetto esteriore Clinton Eastwood jr. potrebbe raffigurare il sogno infranto degli U.S.A.: un gigante desideroso di successo che s'è fatto carico di molte ferite. Clint è però il lato buono dell'America: non quella arrogante della democrazia esportata e rincretinita dalla TV, ma quella di loosers. Dopo aver interpretato l'epopea del west senza fare l'ammazza-indiani ha incarnato problemi e contraddizioni degli U.S.A. con l'ispettore Harry Callahan. Razzista, omofobo, dal grilletto facile ma malinconico, vedovo, con tendenze suicide, semi-autistico. Un uomo buono rovinato da un sistema che lo porta a uccidere fino a fargli considerare l'uccisione dei criminali il proprio scopo di vita, da cui la frase "Make my day": "da' un senso alImage Hosted by ImageShack.us torna nell'aspetto esteriore: sia poliziotto in giacca e cravatta o vagabondo sciatto o militare coperto di fango, la mia giornata", il celebre "Coraggio... fatti ammazzare". Accusato così di fascismo da buonisti che ne vedono la superficie rozza e non vogliono cercarne la disperazione celata sotto comportamenti e frasi parossistiche. Negli anni '80 è stato rivalutato grazie anche ai suoi piccoli film su personaggi sperduti nel deserto... camionisti bonari, musicisti in fin di vita, circensi imbranati, cowboys tornati dall'Inferno. Colto e umile, ricco e fiero del proprio passato da blue collar, interprete di personaggi apparentemente comuni in realtà "bigger than life". La versatilità di Clint si riflette anche nell'aspetto: sia poliziotto in giacca e cravatta o vagabondo sciatto o militare infangato, ciò che attira l'attenzione è il suo leggendario sguardo ghiacciato, i suoi tratti rocciosi narrano storie di lotta, disperazione, ricerca di un posto nel mondo. Ma Clint non testimonia solo così: da attore usa il suo corpo-totem-geroglifico e da regista narra con delicatezza drammi, fughe, STORIE. Senza urlare né inveire (e ce ne sarebbe). Accettando i propri mali, che danno forza, esperienza, stimoli. Continuando a correre, a cercare il proprio premio e se non c'è un premio fa niente, si può dire d'essersi impegnati. Con la consolazione d'un blues ascoltato in una taverna tra i boschi della California, prima di rimettersi in viaggio, col sole negli occhi e il vento che sferza il volto o fradicio di pioggia, il deserto davanti, nelle orecchie pochi tocchi di chitarra e qualche nota d'armonica a bocca, in testa tanti ricordi.

Non credo nel pessimismo. Se qualcosa non va come vuoi, insisti. Se pensi che pioverà, pioverà.
(Clint Eastwood)

Tommaso

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giovedì, 01 maggio 2008


Industrial Disease
(dIRE sTRAITS, Love Over Gold, 1982 - testo e musica di Mark Knopfler)

Warning lights are flashing down at Quality Control
Somebody threw a spanner and they threw him in the hole
There're rumorus in the loading bay and anger in the town
Somebody blew the whistle and the walls came down
There's a meeting in the boardroom they're trying to trace the smell
There's leaking in the washroom there's a sneak in personnel
Somewhere in the corridors someone was heard to sneeze
Goodness me could this be Industrial Disease?

The caretaker was crucified for sleeping at his post
They're refusing to be pacified it's him they blame the most
The watchdog's got rabies the foreman's got fleas
And everyone's concerned about Industrial Disease
There's panic on the switchboard tongues are ties in knots
Some come out in sympathy some come out in spots
Some blame the management some the employees
And everybody knows it's the Industrial Disease

The work force is disgusted downs tools and walks
Innocence is injured experience just talks
Everyone seeks damages and everyone agrees
That these are 'classic symptoms of a monetary squeeze'
On ITV and BBC they talk about the curse
Philosophy is useless theology is worse
History boils over there's an economics freeze
Sociologists invent words that mean 'Industrial Disease'

Doctor Parkinson declared 'I'm not surprised to see you here
You've got smokers cough from smoking, brewer's droop from drinking beer
I don't know how you came to get the Betty Davis knees
But worst of all young man you've got Industrial Disease'
He wrote me a prescription he said 'you are depressed
But I'm glad you came to see me to get this off your chest
Come back and see me later - next patient please
Send in another victim of Industrial Disease'

I go down to Speaker's Corner I'm thunderstruck
They got free speech, tourists, police in trucks
Two men say they're Jesus one of them must be wrong
There's a protest singer singing a protest song - he says
'They wanna have a war to keep us on our knees
They wanna have a war to keep their factories
They wanna have a war to stop us buying Japanese
They wanna have a war to stop Industrial Disease
They're pointing out the enemy to keep you deaf and blind
They wanna sap your energy incarcerate your mind
They give you "Rule Brittania", gassy beer, page three
Two weeks in Espana and Sunday striptease'
Meanwhile the first Jesus says 'I'd cure it soon
Abolish monday mornings and friday afternoons'
The other one's on a hunger strike he's dying by degrees
How come Jesus gets Industrial Disease

Le luci d'allarme son accese giù al Controllo Qualità
Qualcuno lanciò una chiave inglese ed fu lanciato nel buco
Ci son voci nella sala carico e rabbia in città
Qualcuno soffiò nel fischietto e i muri caddero
C'è una riunione nella sala dei bottoni seguono l'odore
Ci sono una falla nella sala lavaggio e carenza di personale
Da qualche parte nei corridoi s'è sentito qualcuno starnutire
'Bontà mia, che sia Malattia Industriale?'

Il custode fu crocifisso per essersi addormentato nella guardina
Rifiutano di trattare è lui di cui si vergognano di più
I cani da guardia hanno la rabbia il capo-officina i pidocchi
E tutti son coinvolti nella Malattia Industriale
C'è panico al centralino le lingua sono annodate
Qualcuno emerge in compassione, qualcuno ha delle macchie
Qualcuno rimprovera i quadri qualcuno gli impiegati
E tutti sanno ch'è Malattia Industriale

La forza-lavoro è disgustata, scioperi attrezzi e marce
L'innocenza è ferita, l'esperienza parla e basta
Tutti cercano danni, tutti concordano
Che questi siano 'tipici sintomi di mancanza di soldi'
Su ITV e BBC si parla della maledizione
La filosofia non serve, la teologia peggio
La storia bolle dove c'è gelo economico
Sociologi coniano parole che significano 'Malattia Industriale'

Dr. Parkinson dichiarò 'Non mi sorprende vederti qui
Tossisci da fumatore a causa del fumo, barcolli da ubriaco per la birra
Non so come ti siano venute le ginocchia alla Betty Davis
Ma peggio di tutto giovanotto hai la Malattia Industriale'
Mi scrisse una prescrizione disse 'Sei depresso
Ma son lieto che tu sia venuto da me per sputare il rospo
Torna più tardi - avanti il prossimo
Portatemi un'altra vittima della Malattia Industriale'

Vado all'Angolo degli Oratori sono abbattuto
Hanno discorsi liberi, turisti, furgoni della polizia
Due uomini dicono d'essere Gesù uno deve sbagliarsi
C'è un cantante che protesta, canta una canzone di protesta - dice
'Vogliono una guerra per metterci in ginocchio
Vogliono una guerra per tenersi le loro fabbriche
Vogliono una guerra per farci smettere di comprare prodotti giapponesi
Vogliono una guerra per fermare la Malattia Industriale
Indicano il nemico per tenervi stolti e ciechi
Vogliono sopire la vostra energia e incarcerare le vostre menti
Vi danno "Rule Britannia", birra gassata, la pagina della cultura
Due settimane in Spagna e lo spogliarello della domenica'
Nel frattempo il primo Gesù dice 'Lo risolverò in poco
Abolendo i lunedì mattina e i venerdì pomeriggio'
L'altro sta facendo lo sciopero della fame muore poco a poco
Così Gesù si prende la Malattia Industriale

Un delirio molto realistico.

Tommaso
(e Mark Knopfler)
postato da: thomaspendragon alle ore 17:12 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 19 aprile 2008
Martedì l'attesa di 7 mesi è stata premiata con la 1° tappa italiana del Kil To Get Crimson tour di Mark Knopfler al DatchForum in Assago (MI).

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Grazie a Laura, Luca e Marco per aver accettato la mia guida in tale avventura.
Ai Knopfleriani presenti per il raduno pre-concerto.
A (dal forum) bikeboy per le foto mia, di Mark Knopfler e della scenografia e a Precious83 per quella di gruppo.
A Mark Knopfler (ex dIRE sTRAITS - voce e chitarra solista), Guy Fletcher (ex dIRE sTRAITS - tastiera, chitarra acustica, backing vocals), Danny Cummings (ex dIRE sTRAITS - batteria), Glenn Worf (basso e contrabbasso), Matt Rollins (pianoforte e fisarmonica), Richard Bennett (2° chitarra, ukulele), John McCusker (flauto, violino, banjo).

Image Hosted by ImageShack.us Io e Marco arriviamo in anticipo ad Assago: dopo interessantissima visita a centro commerciale locale ci situiamo alla rotonda dinanzi al Forum dove devo far da alfiere al raduno con patetico striscione. Arrivano alcuni di coloro i quali avevano annunciato la propria presenza, si ride e si scherza, si fa la foto con striscione serio portato da bikeboy. Attendiamo Laura e Marco e dopo cena al fast-food del palazzetto entriamo.
Una luce s'accende sul palco: Bennett strimpella qualche accordo, al che viene illuminata tutta la band. E' Cannibals, canzone di per sè leggera in arrangiamento ancor più esile, ma è solo riscaldamento, Knopfler usa poco la Telecaster. Segue la più arrembante Why Aye Man, coi graffi della Les Paul, non ancora travolgente ma il pubblico è ormai catturato. Con What It Is, che accende Marco, Knopfler si produce in ottimi assoli alla mitica Stratocaster bianco-rossa. Knopfler smorza il ritmo, ma non il pubblico, con Sailing To Philadelphia. Il battimani (io schioccando le dita) dei presenti scandisce l'inizio della ballad True Love Will Never Fade; la celtica The Fish and the Bird colpisce Luca, McCusker incanta al flauto. Poi la sorpresa del tour (mai fatta prima live), HilImage Hosted by ImageShack.usl Farmer's Blues, un lamento cui segue un bell'assolo di Les Paul. Il Forum è scosso da un'ovazione quando Knopfler al dobro National inizia Romeo & Juliet: pubblico in delirio, le prime note son coperte dagli applausi. Knopfler finisce il pezzo con la Stratocaster; le luci si spengono e penso che sia per un cambio di chitarra, che non faccia... ma si riaccendono ed è ancora lì con la Stratocaster, quindi Luca e Marco mi chiedono se ora fa... quando Cummings scandisce l'inizio di Sultans Of Swing. Non importa se la voce è monocorde, se un paio di volte Mark prenda delle note troppo acute con la chitarra, se non la faccia più lunga come una volta, è sempre IL MITO, il riff ha lo stesso suono nitido, limpido, il giro finale è coinvolgente. Non è più solo un concerto, è anche una grande festa, la gioia dei fans è palpabile. Qualcuno accenna un "Alè, Oh-Oh" seguito dal resto dei presenti, Knopfler risponde con un "Ah ah ah" molto piratesco e presenta la band. Quindi la non splendida ma energica Marbletown, solo pezzo acustico. Poi il pezzo più atteso di Luca, Postcards from Paraguay, con bei duetti tra McCusker al flauto e Knopfler alla Stratocaster (volevamo rispondere al falsetto "Paraguayyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy..." con l'urlo da mandriani "Hy-Ah!" ma l'ha fatto allontanandosi dal microfono perdendo l'effetto). Concordiamo su quanto sia bella quando McCusker al violino introduce Speedway at Nazareth, il pezzo migliore della carriera solista di Knopfler, un malinconico cantato da standard country intervallato da guizzi di Les Paul cui segue un vibrante, travolgente, terrificante assolo sorretto dalla batteria in costante accelerazione. Knopfler sta facendo urlare la sua Les Paul col sostegno ritmico di Bennett, McCusker sviolina magnificamente, Cummings picchia la batteria come se la odiasse quando sul palco cala l'enorme riproduzione d'una cassa da chitarra resofonica che porta con sè una tempesta di luci. Apoteosi. Luca è entusiasta, Marco incantato quando s'ode il fischio che inizia Telegraph Road. Il pezzo migliore di tutta la carriera di Mark, con e senza dIRE sTRAITS, una delle più belle poesie mai musicate. L'arrangiamento è appiattito rispetto alla versione da studio, in cui la 1° parte è intervallata da splendidi accelerazioni chitarristiche, ma nel lungo assolo finale Mark libera la sua Pensa in tutto il suo furore. Ovazioni, la band saluta. Dopo pochi minuti tornano per la bellissima Brothers In Arms in una versione magnifica, seguita dalla coinvolgente Our Shangri-La. Salutano ancora, altra ovazione e dopo breve colloquio tornano alle postazioni. Agitando la testa, Mark inizia la bella So Far Away (col plettro) per poi finire con Going Home (tema -usato in stadi britannici- dal film Local Hero, la cui colonna sonora è più famosa del film stesso. L'esecuzione migliore, la miglior prova di chitarrismo. Dopo questo saggio di perfezione, si può davvero "andare a casa", ma è un arrivederci.

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Prima del concerto, acquisto maglia nera XXL con dietro la scritta bianca "mark knopfler" (ha la passione per le lettere minuscole) e davanti questa ftoto risalente all'On Every Street tour '92-3 (quand'avevo 5 e 6 anni):
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E' pur sempre IL MAESTRO.

(un saluto a Danny "the Phantom" Federici)

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:31 | Permalink | commenti (11)
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mercoledì, 16 aprile 2008

 -1

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(quanto sopra andava pubblicato l'altro ieri ma motivi tecnici non l'hanno permesso. Finisco il countdown per completezza, prima di scrivere del bellissimo concerto di ieri)

Tommaso

postato da: thomaspendragon alle ore 17:35 | Permalink | commenti (7)
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domenica, 13 aprile 2008
-2

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Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:40 | Permalink | commenti (9)
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sabato, 12 aprile 2008
-3

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C'era una volta un uomo, arricchitosi riciclando in Svizzera i soldi della mafia, che decise d'impadronirsi d'un paese per non avere scocciature al suo interno. Con un suo amico mafioso fondò un partito e diede una tangente all'allora premier per poter diffondere il Messaggio a reti unificate. Candidatosi più volte, vinse spesso le elezioni portando all'Italia cose buone e giuste come la depenalizzazione del falso in bilancio, il condono dei reati fiscali, tanti criminali in Parlamento. Razzismo, l'omofobia, la volgarità in politica. Un paese ridotto a un'azienda mal gestita.
Se volete ancora che il Vostro Paese sia in mano a un faccendiere con molti reati sulla fedina penale, alleato con nazisti (i leghisti questo sono), ossessionato dal comunismo ma alleato con fascisti, che usa le sue televisioni per propagandare i comodi suoi (e tanta idiozia), che ha costruito il suo partito con la mafia, che considera i criminali di Tangentopoli vittime, che odia le istituzioni votatelo pure, ne pagherete le conseguenze ma altri con voi, quindi pensateci bene.
Ma il voto non va dato solo in funzione della negatività dell'avversario (anche se in Italia si giunge a essere NEMICI). Va dato a partiti che si occupino di cose serie. Sicurezza sul lavoro, lotta al precariato, laicità, TOLLERANZA.
Io sono un reazionario all'americana, ho tendenze destroidi ma non sono un conservatore, che significherebbe difendere lo status quo economico infischiandosene di chi è meno fortunato (il che ha portato negli anni '80 alla tragedia dei minatori britannici per far pagare meno tasse ai colletti bianchi di Londra) e soprattutto INTOLLERANZA verso chi non la pensa allo stesso modo, ma in Italia devo votare diversamente da come farei altrove. Perché non SONO di destra o di sinistra, ma VOTO chi ritengo sia meglio. Ho già detto abbastanza cretinate, 6-7 anni fa, alle superiori, quando mi ritenevo DI una certa parte.

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Perché non sono comunistofobo. Il comunismo dei gulag e della Cina è FASCISMO. Ciò che lo rende "comunismo" è il perseguire programmi economici socialisti, ma a parte ciò quello è fascismo.

Che striscia in Italia, tra giornalisti epurati dalla TV di stato, magistrati messi a tacere, l'accusa alla stampa di travisare tutto, dominio dei media.
Ci vorrebbe Zapatero.

"Alla conferenza stampa a Londra per Le Cronache di Narnia mi fu chiesto, per placare il mio entusiasmo nelle risposte, se fossi ancora iscritta al Partito Comunista. Un gentile giornalista spagnolo mi rassicurò più tardi, sotto voce e scusandosi per la sua collega (americana), che in Spagna c'è più tolleranza. Il passato è una terra straniera. Vi si agisce diversamente."
(Tilda Swinton)

Tommaso
postato da: thomaspendragon alle ore 17:50 | Permalink | commenti (9)
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